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Il CT Roberto Chiozzotto sulla World Cup di Ibiza

| 29 ottobre 2001 | 0 Comments
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Il CT della Nazionale maschile Roberto Chiozzotto

AM: Ogni anno che passa, diventa sempre più difficile primeggiare. Quali sono le tue considerazioni su questo successo della nazionale maschile e sulle prestazioni dei singoli atleti? Che tipo di problemi avete incontrato?

Roberto Chiozzotto: Considero questo più di ogni altro un successo di squadra, i tempi ottenuti in apnea statica evidenziano tutta la tensione che ci ha accompagnati durante le competizioni.

Ho avuto grandi difficoltà prima a far capire ai ragazzi quanto fosse importante ed utile fare la gara su noi stessi e poi convincerli a farlo davvero.

A differenza delle altre competizioni dove – inutile negarlo – gli Italiani partecipavano come mattatori in tutti i sensi, dominando nelle prestazioni individuali prima ancora che in quelle di squadra, questa volta….. non è stato così.

Già durante le selezioni ci arrivavano notizie circa quote e tempi dei Francesi, da sempre i nostri maggiori avversari. Quote e tempi per noi quasi innarrivabili: ho dovuto profondere tutte le mie energie per far sì che i nostri se le dimenticassero. Poi, una serie di problemi che hanno colpito alcuni dei nostri in preparazione, ci hanno fatto arrivare ad Ibiza già con una certa tensione. Immagina come ci siamo sentiti quando, al nostro arrivo, si è sentito subito parlare di atleti che in allenamento avevano superato i -80 mt!!”Impossibile”, ci ripetevamo, “è il record del Pelo, fatto per di più con le lenti acontatto, che qui non si possono utilizzare…….”.

Queste ed altre riflessioni ci hanno accompagnati fino a quando non abbiamo avuto come ospite in allenamento l’amico greco Manolis Gyancos, il quale ha sfoderato senza tanti preparativi un secco -82,5 mt che ci ha lasciato letteralmente ammutoliti.

A quel punto potevamo solo crollare definitivamente o risollevarci; fortunatamente l’unione del gruppo, che gareggia insieme da ben 5 anni, ha fatto la differenza, permettendo a tutti noi di conoscere un campione nel suo lato più intimo.

Umberto Pelizzari, infatti, ha dimostrato una modestia da vero campione di vita: ha gareggiato sapendo che non sarebbe risultato il più “profondo” e che avrebbe così ceduto la sua leadership ad altri.

Per me, questa è stata la più grande emozione dei campionati.

Foto – Cortesia: Team of Finland

A giudicare dalla classifica, la Francia sembra più forte nell’apnea statica mentre l’Italia mostra un livello generale superiore nell’assetto costante. Non si rischia di più a puntare sull’assetto costante per fare risultato?

Si rischia molto in entrambe le prove, anche se, come logica vuole, il rischio è proporzionale al grado di preparazione e alle conoscenze dei singoli atleti.

Per quel che ci riguarda, non abbiamo puntato “di più” sull’una o sull’altra prova; semplicemente, nella prova di assetto costante abbiamo dichiarato profondità che erano alla nostra portata in qualsiasi condizione.

Durante un allenamento nei giorni precedenti, ho fatto provare i ragazzi su quote superiori stressandoli molto sul piano psicologico e loro hanno risposto magnificamente.

Per quanto riguarda la prova di apnea statica, direi che la strategia di gara si è rivelata – per nostra fortuna – vincente.

Ho voluto far dichiarare ai ragazzi tempi bassi, così da partire tra i primi e scrollarci di dosso tutta la pressione di gara. Così sarebbe toccato agli altri fare meglio di noi. Anche se si trattava di atleti più forti, ho detto ai miei che il “dover fare” a tutti i costi un tempo all’apparenza irrisorio, diventa un peso difficilmente sopportabile al termine di una giornata di gare, soprattutto in una specialità come la statica dove la mente è più che fondamentale.

Ed ho avuto ragione…. L’austriaco Nistch, che dopo il record nell’ assetto costante con 86 mt ha rischiato di battere anche quello di statica con 8:09, ma poi è stato squalificato.

Concordi con la decisione della giuria? Cosa pensi di questo grande campione pluriprimatista (sono suoi anche i record di apnea dinamica con e senza pinne)?

Non voglio giudicare la decisione giuria su Nistch, abbiamo una polemica aperta per l’esclusione della nostra Silvia Dal Bon, ci basta quella….

Io, Umberto Pelizzari e Andrea Badiello abbiamo conosciuto Herbert in Martinica due anni fa, quando era agli inizi: ne siamo rimasti colpiti a tal punto da prevedere già allora grandi cose per lui.

Non ci siamo sbagliati e ti dico senza mezzi termini che lo ritengo il più forte apneista al Mondo in assoluto, non una, ma due spanne sopra tutti gli altri.

Foto – Cortesia : Team of Finland

Alcune squadre favorite alla vigilia come Germania, Belgio e Venezuela hanno deluso. Come interpreti la loro prestazione non convincente?

In realtà, la loro non è stata una prestazione “non convincente”, hanno solo subito dei black out [n.d.r. termine inglese per indicare la sincope] che hanno portato alla squalifica alcuni loro atleti.

Se Hubert Maier non fosse incorso nella sincope in assetto costante, la Germania sarebbe arrivata seconda a 4 punti da noi e stessa cosa può dirsi per le altre compagini.

In questo sport, ogni piccolo problema si paga con la squalifica, che vanifica tutto il risultato di squadra.

Quali sono le tue impressioni su singoli atleti come Nitsch o Giankos?

Sono Austria e Grecia le avversarie del futuro? Nitsch e Giankos sono gli apneisti del futuro; al momento non vedo nessuno dietro di loro.

Per le loro compagini, però, non può dirsi altrettanto, in quanto questi due indiscussi campioni – per nostra fortuna – non sono supportati a livello di squadra da compagni altrettanto validi.

Le squadre più forti a livello Mondiale restano sempre Italia, Francia, Germania, Svezia e, un pò staccate, Venezuela e Belgio, che pur non potendo contare su un talento così eccezionale hanno ottimi atleti in grado di primeggiare nelle competizioni a squadre.

Un’ultima battuta sulla controversa decisione dei giudici che ha penalizzato la nostra formazione femminile guidata dal CT Andrea Badiello. Secondo un comunicato stampa di Deep Extreme questa vicenda comporterà l’assenza dell’Italia alle prossime competizioni organizzate dall’AIDA France?

Quanto riportato da Deep Extreme corrisponde a verità: la squadra ufficiale Azzurra non parteciperà più a nessuna competizione organizzata dall’AIDA.

Questa nostra decisione, avallata dal funzionario Federale presente ad Ibiza, si è resa necessaria a seguito del perdurare delle ingiustizie che i giudici ci hanno da sempre riservato.

Non parteciperemo più a nessuna gara del circuito AIDA, uscendo da tale contesto con tre titoli Mondiali in tasca e con la speranza che qualcuno, riflettendo su questa nostra presa di posizione, si decida ad onorare gli impegni presi con serietà e professionalità.

Se non ne è capace, si faccia da parte e lasci lavorare gli altri.

Il CT Roberto Chiozzotto sulla World Cup di Ibiza scritto da Giorgio Volpe media voto 4/5 - 1 voti utenti

Category: Altre discipline, Apnea

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