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II° Trofeo Nautica Grignano

| 8 ottobre 2004 | 0 Comments
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Il vincitore Dimitri Zerial con la leccia

Anche quest’anno la società Nautica Grignano ha organizzato una bella gara di pesca in apnea che si è distinta non solo per le belle catture e per i buoni piazzamenti, se non ottimi, conquistati dalle nuove leve dell’agonismo triestino, ma anche per le prove decisamente deludenti per i “soliti” veterani.
In preparazione gli atleti avevano battuto il campo gara in lungo e in largo, trovando in generale poco pesce in terra, concentrato in qualche punto soprattutto in tana; chi aveva preparato con puntiglio nelle pedociere, come Stefano Claut e Riccardo Valente, aveva potuto constatare un’ elevata presenza di branzini concentrati in punti ben precisi, sui corpi morti dei vivai.
Ma come spesso accade nel mondo dell’agonismo, quello che si trova in preparazione a volte il giorno della gara sparisce, lasciando i “preparatori” con un pugno di mosche.

Ma veniamo alla gara: una bella giornata di sole accoglie gli 22 atleti che alla spicciolata arrivano al porticciolo di Grignano, dove, dopo le solite formalità d’iscrizione, gli scherzi e la vestizione, pian piano vengono imbarcati sui mezzi che li porteranno davanti al porticciolo della Tenda Rossa, a metà del campo gara, delimitato dalla diga di Fra Giacomo e quella dei Filtri.
Alle 8:30 in punto si dà inizio alle “ostilità”, il marasma di palloni e plancette nel giro di qualche minuto si disperde per il campo gara.

Il carniere di Maurizio Fradel, 2° classificato

Dicevamo che qualcosa è cambiato, infatti la sera prima Mastromauro verso il tramonto ha notato un branco di leccie scodare nella zona del campo gara verso Grignano: gli insaziabili predatori hanno spaventato i pesci dalle pedociere, facendoli spostare in massa verso terra e facendoli intanare in preda alla paura, facilitando così chi ha deciso di pescare in terra, a discapito degli irriducibili delle pedociere.
E’ il caso di Claut, che partendo con la sua plancetta verso Grignano “a colpo sicuro”, si è ritrovato a fare aspetti al nulla per quasi tutta la gara, finendo poi per “raccattare” due bei gronghi preparati e, negli ultimi 10 minuti di gara, un tordo pavone di ben 3,5 etti, anche questo con indirizzo.
E’ andata un po’ meglio a chi ha deciso di pescare nelle pedociere verso Sistiana come Maurizio Fonda, che con il suo medisten con fiocinone alla francese ha avvistato e catturato nel torbidone un “solo” branzino, ma di ben 3 kg.

Bene invece la rivelazione di quest’anno Riccardo Valente, che partendo in terra su alcuni cefali in tana scovati in preparazione ne ha catturati due, sbagliandone uno; successivamente, Valente ha catturato il grongo più grosso della gara in un tubo di calcestruzzo nel fango, e poi, pescando in pedocere, ha trovato un branco di branzini, e con un tiro al limite quasi non vedendo più il pesce è riuscito ad arpionare un bell’ esemplare di 1,6 kg.

Decisamente meglio è andata agli atleti che -chi per scelta chi perché non se la sentiva di infilarsi nel torbido- hanno deciso di pescare a riva, dove i cefali abbondavano e dove quasi tutti sono riusciti a catturare qualche pesce.

Il grosso branzino di Maurizio Fonda

Mastromauro è partito a razzo verso Grignano, dove in preparazione aveva visto corvine di dimensioni maxi: purtroppo ha strappato una bella corvinona, per poi dedicarsi alla sua specialità, ossia ai gronghi, catturandone solo 3 dei 7 che aveva trovato in preparazione. Gli altri, evidentemente, si erano spostati nella frana
durante la notte. Igor Bisulli ha impostato la gara all’aspetto in terra verso i Filtri, dove nuotando con tenacia ha catturato due cefali e due gronghi; dietro di lui si è piazzato Paternello del Leosub, che cercando con calma un grongo in prossimità della dighetta di Ostuni si è ritrovato con un occhio che lo fissava: era un branzino di ben due chilogrammi che faceva compagnia a un nutrito gruppo di cefali e qualche altro branzino probabilmente spaventati dalle lecce. Superato il primo momento di stupore, l’atleta armato di corto olopneumatico è riuscito a catturare ben 4 pesci e due gronghi.
Maurizio Fradel ha invece optato per la pesca in tana nei pressi della dighetta di Tenda Rossa, dove con esperienza è riuscito a catturare 6 bei cefali, senza tra l’altro far capire agli altri atleti nei dintorni che nei massi girava del pesce.

Ma veniamo al protagonista di questa gara: Dimitri Zerial, che dopo la sua prestazione riceverà il titolo scherzoso di Zerial Killer. Dopo aver catturato un cefalo al libero in direzione Filtri, durante un aspetto Zerial si è visto passare davanti alla punta della taitiana una bellissima leccia di ben 9 kg che ha prontamente catturato.

Le prede di Riccardo Valente

Buona anche la prova di Roberto Pagliaro, che pescando in tana è riuscito a racimolare ben 5 cefali e un grongo verso Sistiana, mentre Gallinaro Maurizio del Tergeste, oltre a due gronghi, ha catturato due cefali in tana proprio a fine gara.
A parte qualche cappotto, quasi tutti gli altri hanno preso qualcosa, come Stefano Stulle, Gargiulo Elio, Casu Mario,Giranneschi Itala, Turina Andrea, Gerussi Fulvio e Indrigo Walter: due cefali in tana per Stulle ed un cefalo a testa per tutti gli altri.
Terminate le ostilità gli atleti sono stati riportati nel porticciolo di Grignano, dove l’organizzazione della Nautica Grignano ha provveduto a rifocillare tutti con un ricco banchetto.

Il primo posto sembra ormai scontato, con una simile leccia e con un discreto cefalo Zerial non teme rivali, mentre per le altre posizioni si deve attendere la pesatura che, implacabile come al solito, farà validare o invalidare quelle prede al limite del peso minimo, che ricordiamo essere di 3 etti per i pinnuti e di ben 2 kg per gronghi e murene.
La leccia viene pesata: ben 9kg, un record per le nostre gare. Successivamente passano ben 6 cefali a Fradel, mentre un grongo gli viene scartato per pochi grammi. Al bravo Paternello vengono scartati ben due pesci e un grongo, mentre tutti i pesci catturati da Riccardo Valente risultano validi: un bel branzino da 1,6kg, un grongo di oltre 4 kili e due cefali appena in peso.
Il branzinone di Fonda fa registrare ben 3 kg di peso, mentre allo sfortunato Pagliaro viene scartato un pesce per soli 2 grammi e sorte analoga tocca a Igor Bisulli, al quale vengono scartati un cefalo e un grongo.
La vittoria va quindi a Zerial Dimitri, secondo Maurizio Fradel e importante terzo posto per Riccardo Valente, che con questo piazzamento giunge a un passo dalla qualificazione.
Quarto risulta Maurizio Fonda, mentre quinto si piazza Roberto Pagliaro. Dopo questi atleti, tutti del circolo Ghisleri, troviamo Paternello del circolo Leo sub di Gorizia sesto, seguito da Gallinaro Maurizio del circolo Tergeste e dal compagno di squadra di quest’ultimo Stefano Stulle, ottavo.

Male Claut del Ghisleri, a cui bastava un ottavo posto per qualificarsi e che invece risulta nono per soli 4 punti. Ma il circuito della zona non si è ancora conlcuso: manca l’ultima selettiva, decisiva per molti atleti.

La premiazione di Maurizio Fradel, secondo

Alle premiazioni e alla pesatura era presente anche un giornalista del Piccolo, che in seguito ha pubblicato per ben tre giorni la foto di Zerial sul quotidiano: apprezziamo l’interessamento della stampa locale per il nostro sport, e speriamo che in futuro trovi sempre più spazio per far capire anche alla gente comune cosa sia la pesca in apnea, anche in virtù delle voci che circolano sulla futura istituzione di un area marina protetta fino a Duino, che di fatto eliminerebbe il nostro sport per mancanza di zone di pesca dal Golfo di Trieste.

Mai come in questi momenti bisognerà restare uniti per far valere le nostre ragioni ed i nostri diritti, ed è quindi importante in questo delicato momento la massiccia adesione a tutte le gare che vengono organizzate per far capire che non siamo proprio quattro gatti e forse pensare un po’ meno alla pesca e piu’ a collaborare nelle attività dei circoli anche perche’ se andiamo avanti cosi’ nel futuro si potrà pescare solo nella vasca da bagno..
Appuntamento quindi a fine ottobre per la selettiva organizzata dal circolo Tergeste.

Classifica individuale:

Piazzamento – Cognome e nome – Circolo – Prede – Punti
1° Zerial Dimitri Ghisleri sub Trieste 2 6124
2° Fradel Maurizio ” 6 4750
3° Valente Riccardo ” 3+1 4519
4° Fonda Maurizio ” 1 3624
5° Pagliaro Roberto ” 4+1 3585
6° Paternello Pierpaolo Leo sub Gorizia 3+1 3459
7° Gallinaro Maurizio Tergeste Trieste 2+2 2477
8° Stulle Stefano ” 2 1898
9° Claut Stefano Ghisleri Trieste 1+2 1894
10° Bisulli Igor ” 1+1 1622
11° Mastromauro Rob. ” 4 1500
12° Giranneschi Itala Tergeste Trieste 1 1120
13° Gargiulo Elio Ghisleri Trieste 1 1098
14° Indrigo Walter Tergeste Trieste 1 1086
15° Casu Mario Ghisleri Trieste 1 1073
16° Turina Andrea ” 1 1049
17° Gerussi Fulvio Leo sub Gorizia 1 921
n.c. Luce Vincenzo Tergeste Trieste / /
n.c. Visintin Massimo Ghisleri Trieste / /
n.c. Flora Marino ” / /
n.c. Coslovich Stefano ” / /
n.c. Burg Michele ” / /

Classifica per società:

Piazzamento: Società: Concorrenti Punteggi singoli Punteggio totale:
1° Ghisleri sub Trieste 3 1+2+3 6
2° Tergeste Trieste 3 7+8+12 27
3° Leo sub Gradisca 2 6+17 23


Interviste ai protagonisti

La premiazione di Dimitri Zerial, vincitore

Dimitri Zerial scherzosamente rinominato Zerial Killer al termine della gara.

Complimenti Dimitri per questo tuo splendido carniere, raccontaci un po’ come hai catturato la leccia

Avevo già catturato un cefalo al libero verso Sistiana, quando ho praticato un aspetto vicino alla sabbia, al limite della franata. Mi sono visto sfilare di lato il pescione, che ho prontamente sparato a centro corpo: il colpo non è stato letale, e inoltre non montavo il mulinello sul mio arbalete da 75, così la cattura è risultata un po’ rocambolesca. La leccia tirava molto, ed io l’ho recuperata fino a che non sono giunto a distanza per tentare di bloccarla con il corpo: è successo il finimondo, ma sono riuscito subito ad immobilizzarla infilando la mano nelle branchie e bloccandola. In quel stesso momento, la sagola si è spezzata in corrispondenza del foro dell’asta, ancora qualche secondo e l’avrei persa…

Maurizio Fradel, il veterano del Ghisleri che riesce ancora a stupire con i suoi risultati.

Anche a te vanno i nostri complimenti per il piazzamento, anche se già lo scorso anno ci hai stupito con le spigolone catturate all’aspetto. Raccontaci di come hai impostato la gara…

Come mio solito mi sono buttato in terra, e nei pressi della diga di Tenda Rossa ho notato del movimento nella tortuosa franata. Allora, armato di ministen con fiocina, ho incominciato una minuziosa ricerca in tana trovando varie aperture dove intravedevo i cefali che si spostavano nervosamente da un anfratto all’altro. Bisognava tirare d’istinto mentre i cefali passavano, uno l’ho catturato mentre stava uscendo al libero. Quando vedevo qualche avversario avvicinarsi mi spostavo più a fondo e fingevo di cercare gronghi: così facendo sono riuscito a pescare da solo nella zona e a catturare ben 6 cefali di buone dimensioni. Poi ho cercato qualche grongo che mi permettesse di arricchire il carniere con un’altra specie, ne ho preso uno che però, purtroppo, è stato scartato per pochi grammi.

Riccardo Valente, ormai proiettato verso la qualificazione

Riccardo Valente, la vera rivelazione di quest’anno.

Riccardo, so che quest’anno hai affrontato le selettive con molto impegno, e soprattutto preparando scrupolosamente il campo gara. Questa volta come è andata la preparazione?

Ho preparato la gara con molto impegno, dedicando molto tempo alla ricerca di posizioni nel fango -come piccoli relitti o corpi morti- anche nelle normali battute di pesca in compagnia di Stefano Claut. In preparazione avevo trovato dei cefali in tana nella diga di Tenda Rossa, e anche delle belle corvine in diversi punti, mentre nelle pedocere, su alcuni varchi, avevo visto dei nutriti branchi di branzini. Per finire, avevo le mire di un grongone “sicuro” che viveva in un tubo di calcestruzzo che stava sul fondo.

In gara come ti sei comportato?

Ho deciso di partire sui cefali in tana con il ministen e ne ho presi due, mentre uno non sono riuscito a colpirlo ed un altro l’ho sbagliato. In seguito mi sono diretto in velocità sulle tane di corvine… peccato che non mi sia accorto che altri cefali nuotavano nella frana nella zona in cui stava pescando Fradel, perché naturalmente le corvine non c’erano! Successivamente sono andato sul grongo, che ho catturato senza problemi, il resto della gara ho deciso di passarlo nei varchi dei vivai. Lì non ho ritrovato i pesci nel varco adocchiato in preparazione, ma su un altro, dove nel torbidone ho catturato il branzino da1,6kg . L’ho visto passare, poi è sparito nel fumo, ho sparato d’istinto intuendone la traiettoria e mi è andata bene. Sono molto contento di questo importante risultato, e a questo punto mi impegnerò per un altro buon piazzamento nella prossima gara.

Category: Agonismo, Articoli, Pesca in Apnea

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