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IFB, la nuova sigla per il riconoscimento dei record

| 27 febbraio 2004 | 0 Comments
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Dopo i dissapori con l’AIDA, Howard Jones ha deciso di creare una nuova organizzazione per l’omologazione dei record… piuttosto singolare. Invece di affidarsi ad un complesso set di regole codificate, l’IFB punta sul “buon senso” dei giudici, e si limita ad omologare qualsiasi tentativo completamente “gradito” al giudice sul posto. Nell’annunciare la novità, Howard Jones ha chiarito che il nuovo ente non rappresenta una sfida verso le altre organizzazioni esistenti, ma solo “un’opportunità in più”: i vari “rappresentanti” dell’IFB (in questo momento li stanno reclutando) potranno presenziare ed omologare qualsiasi tentativo di record, anche in presenza di giudici CMAS, FREE IAFD o AIDA. “Non ci sono molte ragioni per invitare un rappresentante dell’IFB, eccetto i bassi costi, il buon senso e la grande visibilità presso i media”.

Nel frattempo, lo sponsor del Freediver Open cerca di rimettere insieme i pezzi dopo la rottura fra Howard Jones e l’AIDA. Il proprietario di BIOS, infatti, ha detto che la sua organizzazione curerà tutti i tentativi di record AIDA in occasione della competizione, specificando che si tratterà di record BIOS e non Freeology. Mentre sul Guest Book qualcuno vaneggia di soluzioni per “avvicinare l’apnea ai giochi olimpici” -operazione che non può aver luogo al di fuori della CMAS-, l’atmosfera si fa pesante, con i fedeli all’AIDA capeggiati da Herbert Nitsch che spiegano perché diserteranno Cipro a favore della “contro-manifestazione” AIDA, che si terrà nella stessa settimana del Bios Open Classic a Dahab, sul Mar Rosso.

La tabella dei record riconosciuti dall’International Freediving Board è visibile al seguente indirizzo

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