Piccola dritta (anche su come impostare i vostri post):
A PESCA NEL "TRASH"Chi pesca a strusciapanza e comunque a pelo di una costa bassa, spesso avrà notato la presenza di grossi banchi di sospensione alzati dal moto ondoso locale, o come residuo di una mareggiata trascorsa. Attenzione, però: non sto parlando di sospensione dovuta a limo o torbidità diffusa, che può spingersi anche a miglia dalla costa, ma di quella provocata dalle particelle di alghe, soprattutto posidonia spezzettata, che magari spiaggiata sui ciottoli o sollevata dal suo giacimento dalla maretta e dall'onda lunga, forma delle nubi che complicano notevolmente la visibilità. Questo fenomeno è riscontrabile ovunque esistano più al largo delle praterie di posidonia piuttosto estese e dove, appunto, il basso fondale, soggetto anche a una minima maretta pomeridiana, favorisce la levitazione di questo "
trash" nell'immediato sottocosta.
Trash è un termine che gli diedi oltre vent'anni fa per sintetizzare la descrizione di questa situazione nei miei report sulla pesca subacquea, quando ci perdevo tempo a farli, poi ognuno la chiami come vuole, tanto ci siamo capiti.
Di solito, scorrendo la costa, si tende a girare al largo da queste nuvole fastidiose e ad oltrepassarle il più presto possibile... è logico: si cerca di recuperare la visibilità migliore e continuare la pescata. Invece, spesso questo fenomeno, non dico ch'è una manna dal cielo, ma quasi.
Pochi pesci si spingono alla ricerca di cibo dentro le zone interessate dal
Trash, mentre la maggior parte di quelli che scorrono la costa si comportano come voi: gli girano intorno.
Questo perchè i pezzetti di alghe frammentate gli provocano fastidio alle branchie, ma anche perchè i pesci predatori, che contano anche sulla vista, riescono male a vedere le loro prede, al pari del sub.
I pesci che non temono di ficcarcisi dentro e che, apparentemente, non risentono di tale fastidio, sono di 3 specie e sono guardacaso grufolatori: il sarago maggiore, la marmora e la triglia. Questa triade ricerca il proprio nutrimento approfittando del rimescolamento del fondo che porta alla luce o mette in difficoltà gli organismi cui sono interessati, e spesso gli risparmia la fatica di farlo in maniera diretta (specie marmora e triglia).
Il sarago, poi, che tra i 3 è quello uso a spingersi anche in pochi centimetri d'acqua, è un frequentatore abituale del trash ed è piuttosto comune da incontrare.
Il problema del
trash è che dentro ci si vede poco.
Bene che vada, occorre fissare un particolare molto più a lungo del solito per decifrarlo, in mezzo al su e giù col quale i sedimenti accompagnano il moto ondoso.
In compenso, il nostro mimetismo ne acquista in modo spropositato.
Esistono vari gradi di visibilità, che variano a seconda dell'intensità e della frequenza dell'onda. Nel caso che la sospensione sia molto fitta, è molto raro che perfino i pesci si azzardino ad entrare. Ma quando le alghe in sospensione si riducono, tanto da riuscire già a vedere qualcosa sul fondo o, soprattutto, verso il lato esterno al
trash, dove l'acqua si schiarisce in pochi metri,
è lì che dobbiamo pescare. La nostra silhoutette, anche in pieno sole, agli occhi del pesce risulta scomposta in migliaia di pezzetti, al punto che spessissimo capita che il pesce ci ignori completamente, e questo anche perchè (entrando nei suoi panni) non s'aspetta predatori da quel lato ed è più che mai concentrato nella ricerca del cibo.
Indossare una muta mimetica, poi, è la ciliegina sulla torta.
Inoltre, ci si può perfino permettere di compiere movimenti inconcepibili per la pesca in acque basse, confidando nell'estremo mimetismo della situazione. Spesso, anzi, il muoversi platealmente, attira immancabilmente l'attenzione e la curiosità del pesce che stiamo insidiando, facendogli ridurre ancora di più le distanze, in quanto fa un'enorme fatica a riconoscerci o a capire che sta succedendo in quel punto.
Vi basterà un miniministen con 5 p.te per prendere saraghi di 1,5 kgs.
Incontrando una nube di trash sul nostro percorso sbagliamo ad aggirarla e a pedalare oltre. Questo è quello che fanno tutti i pesci del sottocosta, che se la sono trovata davanti come voi: orate, spigole, cefali, salpe e chi più ne ha più ne metta.
Dovreste invece entrarvi dentro, ma non fino al punto più denso: fermandovi dentro al primo metro e mezzo-due, lì dove ancora qualcosa si distingue, ma dove già ottenete un ottimo camuffamento. Non ha importanza immergersi e aspettare, potrete anche restare a galla, assecondando anzi il moto ondoso.
Lo sguardo, però, tenetelo rivolto verso l'esterno, dove la nube finisce: è lì che prima o poi avvisterete qualcosa, qualcosa che fa il pelo al
trash e che vi finirà inevitabilmente a tiro da sola, senza avervi visto.
Inoltre potrete sfruttare il
trash per nascondervi avvicinandovi a un punto particolare, in acqua pulita, dove tendere agguati o tentare aspetti. Punto che, magari, avrebbe altrimenti richiesto un difficile e lungo avvicinamento sotto gli occhi di tutto il circondario.
Ciò che sbuca dal trash direttamente sul fondo, cattura immediatamente la curiosità di pesci anche storicamente smaliziatissimi come l'orata.
Messaggio modificato da Ricky05 il 16 maggio 2006 - 11:42