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270 km a nuoto pinnato


1 risposta a questa discussione

#1 Barbara Pignataro

Barbara Pignataro

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Inviato 05 luglio 2012 - 10:50

Partita l’impresa del geologo Stefano Furlani: 27 tappe da 10mila metri ciascuna L’osservazione della geomorfologia delle coste servirà per ricostruirne i mutamenti

Si chiama GeoSwim ed è partito ieri. Si tratta del progetto nato da un’iniziativa di Stefano Furlani, giovane geologo triestino del Dipartimento di matematica e geoscienze dell’Università cittadina che da anni si dedica allo studio geologico e geomorfologico delle coste istriane. Realizzato in collaborazione con l’Istituto Nautico, la Riserva Marina di Miramare e il Circolo Istria di Trieste, Geoswim porterà Furlani a percorrere a nuoto pinnato circa 260 chilometri lungo le coste dell’Istria, per un articolato sopralluogo geomorfologico della costa occidentale così da osservare più da vicino, per poi catalogarle, le caratteristiche geomorfologiche del litorale.


La tecnica viene definita Swim-Surveying, che significa rilevamento a nuoto. La zona di studio è compresa tra Porto Badò (Luka Budava), nei pressi di Cavrano (Kavran) e il Golfo di Trieste. È un tratto costiero caratterizzato da una successione di baie, promontori e piccole spiagge in prevalenza su rocce carbonatiche e secondariamente su rocce arenaceo-marnose.
Per l’attraversata a nuoto sono stati necessari allenamenti che il geologo triestino ha dovuto effettuare prima della partenza: il progetto prevede infatti 27 tappe in un percorso medio giornaliero di circa 10 chilometri con un tempo di percorrenza di circa sei ore, a seconda delle condizioni del mare. La sosta più lunga è prevista a Cittanova dove, a metà percorso, verrà organizzata una conferenza per illustrare il progetto al pubblico. «Durante l’appuntamento di Cittanova – spiega Furlani – verranno affrontati temi di interesse geologico e geomorfologico della penisola istriana. Vi interverranno numerosi ricercatori e appassionati che si sono occupati a vario titolo di questi argomenti. Sarà anche illustrata una prima presentazione di quanto osservato lungo le coste fino a quel momento». La ricerca sul campo, meteo permettendo, terminerà nei primissimi giorni di agosto.
Lo studio delle caratteristiche geologiche e geomorfologiche riveste un’importanza scientifica e ambientale notevole per l’Istria, giacché conoscere fisicamente il territorio istriano può aiutare a individuare i rischi naturali e a mappare le zone del territorio vulnerabili. «In quest’ultimo decennio le coste istriane sono state ampiamente studiate dal punto di vista geomorfologico, specialmente per ciò che riguarda il rapporto della costa con le variazioni del livello marino», spiega ancora lo studioso: «Molti in particolare sono i ricercatori che hanno studiato il cosiddetto “solco marino” o “notch”. Si tratta di una morfologia che normalmente si trova al livello del mare attuale, mentre in Istria si trova in posizione sommersa: questo aiuta a determinare con maggior precisione la posizione antica del livello marino. I dati indicano che queste variazioni del livello del mare possono essere avvenute negli ultimi mille anni in modo abbastanza rapido per un evento co-sismico come un terremoto. Sulla costa istriana, alcune forme sono rimaste per così dire “fossilizzate” e permettono di avere degli indizi sui quali ragionare per ricostruire il passato della penisola. Conoscere bene questi processi e capire come sono intervenuti nell’evoluzione delle forme, permette di poter prevedere i processi futuri, definendo anche il loro rischio e la pericolosità». Ogni tappa del GeoSwim Project può essere seguita su facebook (www.facebook.com/Geoswim) e su twitter (@geosnorkeling).


http://ilpiccolo.gel...stria-1.5355500

#2 Tango

Tango

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Inviato 14 luglio 2012 - 21:03

Bella questa iniziativa...finalmente c'è chi inizia a guardare il mare non solo superficialmente ;-)




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