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Nuova terapia per le difficoltà di compensazione


26 risposte a questa discussione

#1 Uccio

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Inviato 11 aprile 2011 - 19:50

Insieme con la Clinica Otorinolaringoiatrica del Policlinico Agostino Gemelli di Roma abbiamo ottenuto da una ditta specializzata un particolare catetere per il trattamento delle stenosi tubariche refrattarie alla terapia medica.

Il dispositivo, già in commercio, è stato testato nell'ambito di studi sperimentali e clinici e risulta pressocchè privo di effetti collaterali e con una buona percentuale di successo nel trattamento delle stenosi tubariche con conseguente otite cronica.

Nessuno invece ne ha mai verificato l'efficacia nella risoluzione delle difficoltà di compensazione che affliggono i sub.

Avremmo pertanto pensato di eseguire uno studio clinico in tal senso.

La procedura consiste in quanto segue:

Indotta l'anestesia generale, si esegue la dilatazione della porzione cartilaginea della tuba di Eustachio mediante l'inserimento del piccolo catetere, che presenta un palloncino gonfiabile intorno alla sua porzione terminale.
Dopo l'inserimento, si gonfia il palloncino con un liquido fino ad una determinata pressione che si mantiene per circa 30 secondi. Successivamente si estrae il catetere e il paziente può essere svegliato. La durata dell'intervento è dunque di soli alcuni minuti.

In letteratura non sono riportate complicanze post-operatorie per cui i rischi connessi sono quelli generici dell'anestesia generale.

La degenza necessaria alla procedura è di due giorni, un primo giorno in cui verranno effettuati tutti i tests preoperatori e successivamente il giorno dell'intervento. Il giorno successivo il paziente verrà dimesso e tornerà a controllo per via ambulatoriale.

Il paziente ideale è quello in cui la stenosi della tuba sia di origine cicatriziale (esiti di infiammazioni croniche, esiti di interventi chirurgici sul rinofaringe) o congenita.
Importante sarà in fase preoperatoria individuare ed escludere quei pazienti in cui l'insufficienza tubarica è invece di tipo dinamico, cioè secondaria ad inefficienza della muscolatura.
In tali casi sarà più indicata una terapia riabilitativa con della ginnastica e solo successivamente, in caso di fallimento, si potrà pensare all'intervento.

Il tutto si svolgerà presso l'istituto di Otorinolaringoiatria del Policlinico Gemelli di Roma, a titolo del tutto gratuito per i pazienti.

Per qualsiasi ulteriore informazione o se interessati a partecipare sono disponibile al seguente recapito:

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#2 Massimo Malpieri

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Inviato 11 aprile 2011 - 19:54

ti invio un discreto numero di paziente a patto che la pubblicazione la facciamo assieme...... laugh.gif


#3 Luigi Pure

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Inviato 11 aprile 2011 - 21:09

Ciao Uccio ti chiamo domani!

#4 ruffux

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Inviato 11 aprile 2011 - 22:12

penso di far parte dei "congeniti", ma la descrizione dell'intervento mi fà venire i brividi......comunque potrebbe interessarmi. Fate un fischio

#5 Marco Albano

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Inviato 12 aprile 2011 - 10:01

Scusate la mia ignoranza, come viene diagnosticata la stenosi tubarica?

#6 Alessandro Fini

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Inviato 12 aprile 2011 - 10:04

rialzo il post perchè è per alcuni di noi soggetti a otiti molto importante.
Bentornato Uccio!!!!!!

#7 bblood

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Inviato 12 aprile 2011 - 10:11

sarebbe interessante..i problemi nella compensazione ci sono e sono a volte importanti con rottura di capillari e conseguente accumulo di sangue e muco nei seni con conseguenti sinusiti.... ma bisognerebbe vedere se è davvero una stenosi tubarica e è conseguenza dell'alllergia estiva e della rinite vasomotoria invernale...

Messaggio modificato da bblood il 12 aprile 2011 - 13:09


#8 Luigi Pure

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Inviato 12 aprile 2011 - 10:42

Riporto la mia esperienza tenendo conto che non sono un medico e che potrei usare dei termini inesatti.
Stenosi tubarica sta ad indicare una difficolta nel passaggio dell'aria attraverso la tuba;le cause possono essere molteplici e quindi la risoluzione definitiva non e' cosi semplice.
Nel mio caso specifico ho da sempre preblemi di compensazione che mi hanno fortemente limitato sotto tutti i punti di vista.Ogni atto di compensazione e' accompagnato da un sibilo all'orecchio destro,anche a secco,come se l'aria passasse con una forzatura attraverso la tuba.In pesca significa che dopo qualche ora ho bisogno di forzare piu' del dovuto fino ad arrivare al punto di non riuscire piu' a farla passare.La risalita invece e' accompagnata da una serie infinita di scricchiolii.Per ovviare in parte a cio' sono costretto a compensare molto frequentemente,intorno ai 30 metri diciamo che spingo costantemente aria nell'orecchio,e a tenere il capo inclinato con il mento verso il basso.Nei periodo in cui sto bene ho diverse ore di efficienza anche se spesso e' proibitivo riuscire a pescare due giorni di seguito.In altri periodi,come tutto questo autunno,dopo 2-3 tuffi oltre i 15metri la pescata era compromessa causa "chiusura" della tuba.Immaginate che rottura,soprattutto ora che proprio per pescare mi sono trasferito a La Maddalena!
Quanto letto dal caro Uccio non puo' che essere una buona notizia!



#9 Pepu

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Inviato 12 aprile 2011 - 12:35

Complimenti Antonello! clapping.gif clapping.gif clapping.gif

Ottima condivisione, sono certo che molti sub trarranno beneficio da queste sperimentazioni, solo un otorino con la passione dell'apnea poteva trovarci un impiego utile anche ai tanti appassionati come noi!

Un abbraccio. Pepu. wub.gif

#10 Uccio

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Inviato 12 aprile 2011 - 16:11

CITAZIONE(Marco Albano @ Apr 12 2011, 11:01) <{POST_SNAPBACK}>
Scusate la mia ignoranza, come viene diagnosticata la stenosi tubarica?


Alla diagnosi si arriva in genere mediante attenta valutazione dei sintomi del paziente associata a:

-visualizzazione endoscopica del naso, dell'ostio della tuba e del rinofaringe (si esegue di routine nel corso di una visita ORL)
-visualizzazione delle membrane timpaniche (si esegue di routine nel corso di una visita ORL)

-esame audioimpedenzometrico con prove di funzionalità tubarica

A seconda poi del caso potrà essere opportuno eseguire ulteriori accertamenti.

Ciao

#11 Uccio

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Inviato 12 aprile 2011 - 16:32

CITAZIONE(Luigi Pure @ Apr 12 2011, 11:42) <{POST_SNAPBACK}>
Riporto la mia esperienza tenendo conto che non sono un medico e che potrei usare dei termini inesatti.
Stenosi tubarica sta ad indicare una difficolta nel passaggio dell'aria attraverso la tuba;le cause possono essere molteplici e quindi la risoluzione definitiva non e' cosi semplice...



Prendo spunto per una piccola spiegazione, sperando di non annoiarvi oops.gif

La tuba di Eustachio è un canale in parte osseo e in parte cartilagineo e rivestito da mucosa, che collega l'orecchio medio (che sta "dietro" alla membrana del timpano) con il rinofaringe (che sta dietro il naso). La sua funzione è di permettere il ricambio dell'aria contenuta nell'orecchio medio. Infatti, per poter funzionare bene, l'orecchio medio deve essere pieno d'aria ma questa aria continuamente viene pian piano riassorbita dalla mucosa dell'orecchio stesso. Quando questo accade, superata una certa soglia, la tuba si apre e nuova aria arriva nell'orecchio.
Ho scritto che la tuba si apre perchè questa non è sempre aperta ma si apre ciclicamente per pemettere la ventilazione dell'orecchio e per il resto rimane chiusa per impedire il passaggio di germi dal naso all'orecchio o il rimbombo della voce.

Tutto questo avviene a pressione costante. Quando invece si sale di quota o ci si immerge, la tuba è chiamata ad un superlavoro perchè deve apririsi molto di più che normalmente per permettere il riequilibrarsi della pressione. Tanto più rapida è la variazione di quota e tanto maggiore sarà il lavoro della tuba.

Che succede quando la tuba non funziona, quando non si apre? L'aria nell'orecchio viene riassorbita e si crea una depressione. La membrana timpanica viene tirata in dentro e tutto il sistema di trasmissione del suono si irrigidisce. Il risultato è una diminuzione dell'udito, la sensazione di orecchio pieno. Se questa situazione si mantiene per un lungo periodo, la depressione richiama, per effetto ventosa, del liquido dentro l'orecchio e si determina una otite catarrale. Il liquido poi può trasformarsi in gel (otite gelatinosa), in tessuto fibroso-cicatriziale (otite adesiva, timpanosclerosi) o può infettarsi (otite purulenta).
Tutti questi passaggi fanno degenerare la situazione sempre di più.
Può poi succedere anche una cosa differente; la membrana timpanica viene tirata in dentro e forma una tasca che si ingrandisce dentro l'orecchio medio, si riempie di cellule epiteliali e di detriti della membrana stessa e arriva ad erodere l'osso dell'orecchio formando un colesteatoma, la forma più grave di otite cronica.

tutto ciò a pressione costante e quando la tuba funziona proprio male

ma può anche succedere che la tuba funzioni poco ma che sia ancora in grado di far fronte alle richieste che l'orecchio ha a pressione costante. Se però questa tuba poco funzionante viene chiamata al superlavoro della compensazione, essa non ce la fa e il risultato è un barotrauma nelle sue varie forme (dalla perforazione della membrana all'accumulo di sangue nella cassa, alla rottura delle finestre che collegano l'orecchio medio all'orecchio interno, ecc)

Come detto giustamente da Luigi, le cause di cattivo funzionamento della tuba (di stenosi tubarica appunto) sono diverse.
A volte c'è un focolaio infiammatorio che continuamente irrita la mucosa della tuba; altre volte c'è un processo occupante spazio a livello rinofaringeo, che ostruisce l'ostio della tuba; altre ancora è la muscolatura tubarica che è poco efficiente e non ce la fa ad aprire la tuba.
In questi casi la soluzione del problema alla base della stenosi determina la scomparsa della stenosi stessa.

Esistono però dei casi in cui infiammazioni croniche o esiti chirurgici o una particolare conformazione anatomica hanno reso la tuba irreversibilmente stretta. Questi sono i casi in cui la dilatazione della tuba potrebbe essere il miglior rimedio.

Ciao a tutti

Messaggio modificato da Uccio il 12 aprile 2011 - 16:37


#12 Guest_world6_*

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Inviato 12 aprile 2011 - 20:57

CITAZIONE(Uccio @ Apr 11 2011, 19:50) <{POST_SNAPBACK}>
Insieme con la Clinica Otorinolaringoiatrica del Policlinico Agostino Gemelli di Roma abbiamo ottenuto da una ditta specializzata un particolare catetere per il trattamento delle stenosi tubariche refrattarie alla terapia medica.

Il dispositivo, già in commercio, è stato testato nell'ambito di studi sperimentali e clinici e risulta pressocchè privo di effetti collaterali e con una buona percentuale di successo nel trattamento delle stenosi tubariche con conseguente otite cronica.

Nessuno invece ne ha mai verificato l'efficacia nella risoluzione delle difficoltà di compensazione che affliggono i sub.

Avremmo pertanto pensato di eseguire uno studio clinico in tal senso.

La procedura consiste in quanto segue:

Indotta l'anestesia generale, si esegue la dilatazione della porzione cartilaginea della tuba di Eustachio mediante l'inserimento del piccolo catetere, che presenta un palloncino gonfiabile intorno alla sua porzione terminale.
Dopo l'inserimento, si gonfia il palloncino con un liquido fino ad una determinata pressione che si mantiene per circa 30 secondi. Successivamente si estrae il catetere e il paziente può essere svegliato. La durata dell'intervento è dunque di soli alcuni minuti.

In letteratura non sono riportate complicanze post-operatorie per cui i rischi connessi sono quelli generici dell'anestesia generale.

La degenza necessaria alla procedura è di due giorni, un primo giorno in cui verranno effettuati tutti i tests preoperatori e successivamente il giorno dell'intervento. Il giorno successivo il paziente verrà dimesso e tornerà a controllo per via ambulatoriale.

Il paziente ideale è quello in cui la stenosi della tuba sia di origine cicatriziale (esiti di infiammazioni croniche, esiti di interventi chirurgici sul rinofaringe) o congenita.
Importante sarà in fase preoperatoria individuare ed escludere quei pazienti in cui l'insufficienza tubarica è invece di tipo dinamico, cioè secondaria ad inefficienza della muscolatura.
In tali casi sarà più indicata una terapia riabilitativa con della ginnastica e solo successivamente, in caso di fallimento, si potrà pensare all'intervento.

Il tutto si svolgerà presso l'istituto di Otorinolaringoiatria del Policlinico Gemelli di Roma, a titolo del tutto gratuito per i pazienti.

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Complimenti e grazie!

#13 oratina

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Inviato 12 aprile 2011 - 21:30

rolleyes.gif rolleyes.gif rolleyes.gif
mi sa' che ho qualche speranza di ritornare a compensare il mio orecchio sx....

#14 Senex

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Inviato 13 aprile 2011 - 08:42

QUOTE (Uccio @ Apr 12 2011, 17:32) <{POST_SNAPBACK}>
QUOTE (Luigi Pure @ Apr 12 2011, 11:42) <{POST_SNAPBACK}>
Riporto la mia esperienza tenendo conto che non sono un medico e che potrei usare dei termini inesatti.
Stenosi tubarica sta ad indicare una difficolta nel passaggio dell'aria attraverso la tuba;le cause possono essere molteplici e quindi la risoluzione definitiva non e' cosi semplice...



Prendo spunto per una piccola spiegazione, sperando di non annoiarvi oops.gif

La tuba di Eustachio è un canale in parte osseo e in parte cartilagineo e rivestito da mucosa, che collega l'orecchio medio (che sta "dietro" alla membrana del timpano) con il rinofaringe (che sta dietro il naso). La sua funzione è di permettere il ricambio dell'aria contenuta nell'orecchio medio. Infatti, per poter funzionare bene, l'orecchio medio deve essere pieno d'aria ma questa aria continuamente viene pian piano riassorbita dalla mucosa dell'orecchio stesso. Quando questo accade, superata una certa soglia, la tuba si apre e nuova aria arriva nell'orecchio.
Ho scritto che la tuba si apre perchè questa non è sempre aperta ma si apre ciclicamente per pemettere la ventilazione dell'orecchio e per il resto rimane chiusa per impedire il passaggio di germi dal naso all'orecchio o il rimbombo della voce.

Tutto questo avviene a pressione costante. Quando invece si sale di quota o ci si immerge, la tuba è chiamata ad un superlavoro perchè deve apririsi molto di più che normalmente per permettere il riequilibrarsi della pressione. Tanto più rapida è la variazione di quota e tanto maggiore sarà il lavoro della tuba.

Che succede quando la tuba non funziona, quando non si apre? L'aria nell'orecchio viene riassorbita e si crea una depressione. La membrana timpanica viene tirata in dentro e tutto il sistema di trasmissione del suono si irrigidisce. Il risultato è una diminuzione dell'udito, la sensazione di orecchio pieno. Se questa situazione si mantiene per un lungo periodo, la depressione richiama, per effetto ventosa, del liquido dentro l'orecchio e si determina una otite catarrale. Il liquido poi può trasformarsi in gel (otite gelatinosa), in tessuto fibroso-cicatriziale (otite adesiva, timpanosclerosi) o può infettarsi (otite purulenta).
Tutti questi passaggi fanno degenerare la situazione sempre di più.
Può poi succedere anche una cosa differente; la membrana timpanica viene tirata in dentro e forma una tasca che si ingrandisce dentro l'orecchio medio, si riempie di cellule epiteliali e di detriti della membrana stessa e arriva ad erodere l'osso dell'orecchio formando un colesteatoma, la forma più grave di otite cronica.

tutto ciò a pressione costante e quando la tuba funziona proprio male

ma può anche succedere che la tuba funzioni poco ma che sia ancora in grado di far fronte alle richieste che l'orecchio ha a pressione costante. Se però questa tuba poco funzionante viene chiamata al superlavoro della compensazione, essa non ce la fa e il risultato è un barotrauma nelle sue varie forme (dalla perforazione della membrana all'accumulo di sangue nella cassa, alla rottura delle finestre che collegano l'orecchio medio all'orecchio interno, ecc)

Come detto giustamente da Luigi, le cause di cattivo funzionamento della tuba (di stenosi tubarica appunto) sono diverse.
A volte c'è un focolaio infiammatorio che continuamente irrita la mucosa della tuba; altre volte c'è un processo occupante spazio a livello rinofaringeo, che ostruisce l'ostio della tuba; altre ancora è la muscolatura tubarica che è poco efficiente e non ce la fa ad aprire la tuba.
In questi casi la soluzione del problema alla base della stenosi determina la scomparsa della stenosi stessa.

Esistono però dei casi in cui infiammazioni croniche o esiti chirurgici o una particolare conformazione anatomica hanno reso la tuba irreversibilmente stretta. Questi sono i casi in cui la dilatazione della tuba potrebbe essere il miglior rimedio.

Ciao a tutti


Domanda: come fa l'espansione del catetere all'interno della tuba a modificare permanentemente la struttura della stessa e quindi a corregerne l'inefficienza?

Grazie Uccio bye1.gif



#15 Marco Albano

Marco Albano

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Inviato 13 aprile 2011 - 09:27

CITAZIONE(Uccio @ Apr 12 2011, 16:11) <{POST_SNAPBACK}>
CITAZIONE(Marco Albano @ Apr 12 2011, 11:01) <{POST_SNAPBACK}>
Scusate la mia ignoranza, come viene diagnosticata la stenosi tubarica?


Alla diagnosi si arriva in genere mediante attenta valutazione dei sintomi del paziente associata a:

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A seconda poi del caso potrà essere opportuno eseguire ulteriori accertamenti.

Ciao



Io ho un problema che si verifica ogni tanto soprattutto se pesco due, tre giorni di fila a quote più impegnative...praticamente qualche giorno dopo essere stato in acqua avverto come un senso di rigonfiamento interno, come se avessi del liquido nelle orecchie, e il problema a volte è così forte da darmi la sensazione di "sentire meno" anche se mi sono reso conto che è piuttosto un rimbombare dei rumori che mi infastidisce. Mi sono sottoposto agli esami da te indicati presso uno specialista (ovviamente non sub.. dry.gif ) ORL e non mi ha riscontrato alcun problema, tra l'altro sono andato a farmi vedere proprio la volta in cui ho avvertito il fastidio maggiore in quanto nel periodo precedente avevo pescato per una settimana continuativamente. I sintomi da te descritti successivamente in parte sono simili a quelli che avverto ma a questo punto non capisco...forse se ricapita meglio se mi faccio vedere da qualcun'altro.. dry.gif

P.S. Comunque non ho mai avuto alcun problema a compensare in vita mia e compenso con la sola pressione della maschera sul viso, solo ultimamente in un caso non mi è entrata la compensazione all'orecchio sinistro, quello che presenta principalmente il problema..

Messaggio modificato da Marco Albano il 13 aprile 2011 - 09:32





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