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I profili di Apnea Magazine: Sebastiano Rosalba

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Il carniere della seconda giornata a Bosa (Foto A. Balbi)

Sebastiano Rosalba è nato ad Acireale, in provincia di Catania, il 3/8/85; vive a Siracusa dove frequenta il liceo pedagogico.

A 20 anni ti ritrovi tra i migliori agonisti d’Italia, come hai fatto ad arrivare così in fretta a questo livello?
Andando a mare molto spesso, cosa che mi è anche costata due bocciature a scuola; all’inizio mi accompagnava sempre mio padre, dopo un po’ però si è stancato e adesso vado molte volte con un piccolo gommoncino.
Due anni fa, alle selettive, ho avuto un pizzico di fortuna essendo stato, con 13 punti, l’ultimo dei qualificati per la seconda categoria; al campionato di seconda dello scorso anno sono arrivato decimo ed adesso eccomi qua a disputare la prima categoria.

Che tecnica preferisci?
Non ho una tecnica preferita, imposto le pescate sulla base della situazione che trovo quando vado in acqua; utilizzo un 90 con cui faccio tutte le tecniche: aspetto, agguato e anche pesca in tana.
Quali sono le tue prede preferite?
Saraghi e corvine preferibilmente presi in tana; quando conosco la zona le corvine le insidio all’agguato perché altrimenti ti fregano.
Ad inizio estate mi piace pescare dentici all’aspetto anche se non imposto mai un’intera pescata su questo tipo di pesca.

Che attrezzature usi?
Utilizzo ovviamente attrezzature Effesub, squadra della quale sono entrato a far parte da quest’anno, trovandomi subito molto bene accanto ad atleti simpatici come Aldo Calcagno e tutti gli altri con cui ho già legato abbastanza.
Il fucile che preferisco è un arbalete da 90; in passato ho utilizzato fucili con testata aperta, adesso invece mi sto abituando a quelli con testata di Effesub, che per altro hanno una testata molto piccola; in estate utilizzo anche il 110 perché ci si può trovare di fronte a pesci di mole come dentici, ricciole, cernie.

Rosalba, con il suo barcaiolo, alla pesatura (Foto A. Balbi)

Uso il 90 per tutte le tecniche, compresa la tana dove a volte arrivo a sparare anche con il 110 anche a costo di rovinare l’asta; non mi piace perdere pesce.
Mi trovo benissimo con i fucili della serie Carbon Blade ai quali non apporto nessuna modifica; non mi piacciono invece i fucili in legno, preferisco avere un fusto sottile e leggero.
Utilizzo pinne in carbonio perché quelle in tecnopolimero non hanno la stessa reattività quando si comincia a pescare un po’ più profondo.
Come muta nei mesi estivi, fino a settembre/ottobre utilizzo una 5 mm liscia spaccata, comodissima per gli spostamenti in gommone; in inverno passo ad una 6,5 mm foderata.
Uso mute nere perché non credo molto al mimetico.

Parliamo di agonismo e regolamenti, hai qualche critica, qualche osservazione da fare?
Faccio agonismo da poco ma qualche critica da fare l’avrei.
Innanzitutto credo che per la preparazione servirebbe qualche giorno in più, almeno 4/5; poi non mi piace la sosta e lo spostamento a metà gara, si finisce per perdere il ritmo che avevi trovato.
Sulla mancanza di spostamenti non saprei cosa dire; ho cominciato a fare agonismo con questa formula e non ho idea di come fosse prima; inoltre, anche se in estate intensifico le uscite in gommone, io pesco in prevalenza da terra per cui questa formula si avvicina moltissimo al mio modo abituale di pescare.

Cosa pensi del fenomeno di internet come strumento di diffusione delle informazioni relative alla pesca in apnea e, in particolare, conosci AM?
Pur non avendo un pc a casa trovo che il fenomeno sia molto interessante e, quando vado a trovare qualche amico in grado di collegarsi, mi diverto a navigare e leggere le notizie che trovo sui vari siti.

Rosalba in azione (Foto A. Balbi)

Da giovane quale sei, che consigli ti senti di dare a chi comincia con questo sport?
Io come loro guardavo le riviste con le foto dei campioni affermati come Calcagno (siracusano come me) e pensavo che non sarei mai arrivato a quel livello.
Poi mi sono iscritto ad un circolo federale e da lì ho cominciato prima con le pescate sociali, poi con le selettive e, se uno ci mette la passione, l’impegno, l’assiduità nell’andare tanto a mare e ti piace, alla fine magari non diventerai un campione ma avrai la possibilità di divertirti e arrivare anche a gareggiare a livello nazionale.
Comunque è fondamentale frequentare un circolo dove trovi amici a cui, come te, piace andare a mare; poi è il circolo stesso che indirizza i più bravi verso l’agonismo.
E’ stato mio padre ad indirizzarmi verso quello che ora è il mio circolo, il CSA Ortigia di Siracusa, perché conosceva una persona.
Pur pescando già da qualche anno, se non avessi cominciato a frequentare un circolo non credo che sarei mai arrivato all’agonismo di cui ignoravo parecchie cose.

Raccontaci un episodio che ti è capitato in questi anni.
E’ capitato qualche anno fa, avevo 18 anni ed ero andato a pescare con un gruppo di amici a Capo Murro di Porco, che adesso rientra nell’Area Marina Protetta del Plemmirio; un posto con fondali molto belli che scendono rapidamente con grossi massi.
Non avevo ancora molta esperienza e, durante un tuffo abbastanza profondo ho trovato un dotto; sapete come si comportano, si fermano, vi guardano, si allontanano un po’, insomma mi sono lasciato prendere dal suo comportamento e non mi sono reso conto del tempo che passava.
Quando sono risalito ho rischiato di andare in sincope, per fortuna ero in compagnia e non ci sono state conseguenze; quando si pesca fondi è fondamentale avere un’assistenza e i miei amici mi hanno dato una mano.
Erano le prime volte che facevo qualche tuffo un po’ più profondo e, pur avendone forse le capacità fisiche, non avevo la testa e l’esperienza per gestire certe situazioni; adesso però ci sto molto attento.

Sulla base di questa esperienza c’è un consiglio che ti senti di dare ai giovani?
Se si ha intenzione di pescare a quote che possono essere impegnative per noi dobbiamo sempre avere un compagno in superficie pronto ad assisterci ma soprattutto non rischiare mai per un pesce in più.

Quali sono state le tue catture più grandi?
Pur andando a mare abbastanza spesso non ho ancora grandi catture da raccontare; orata e barracuda intorno ai 3 kg, saraghi anche da 1,5 kg, corvine sui 2 kg, spigole di un paio di chili ma non è una preda che insidio spesso in quanto non amo pescare in acqua bassissima.

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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