Home » Articoli » I Profili di Apnea Magazine: Salvatore Milluzzo

I Profili di Apnea Magazine: Salvatore Milluzzo

Trovi questo articolo informativo?
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]

Salvatore Milluzzo è nato il 15 luglio 1972 in provincia di Siracusa, a Priolo per la precisione dove da alcuni mesi gestisce un’avviata pescheria; insomma il pesce è la sua vita dentro e fuori dal mare.

Un Milluzzo rilassato a Bosa (Foto A. Balbi)

Raccontaci il tuo curriculum agonistico.
Ho iniziato a fare agonismo nel 2000 partecipando a diverse selettive; le gare si disputavano ancora con i gommoni e l’impegno economico necessario ad effettuare tutte le prove necessarie alla qualificazione era eccessivo per le mie possibilità così, pur avendo ottenuto ottimi risultati, quell’anno e il successivo non ho completato il numero minimo di gare.
Il primo anno in cui è stata introdotta la formula a nuoto con partenza da terra ho ottenuto la qualificazione al campionato di seconda categoria che ho disputato all’Isola d’Elba nel 2003; a causa del maltempo il campionato si disputò in una sola giornata e ottenni il nono posto.
Nel 2004, a Marsala, ho disputato il campionato di prima categoria qualificandomi al quattordicesimo posto, lo ricordo come un campionato bruttissimo; in preparazione avevo individuato alcune conchette con roccia e sabbia in mezzo a distese di posidonia piene di pesce e contavo di fare una bellissima gara; purtroppo il giorno della gara si è messa una corrente gelida e i pesci sono scomparsi e il campionato si è vinto con 8 pesci in tutte e due le giornate.
L’anno successivo, a Torre S. Giovanni, avevo trovato due zone molto belle, una per la prima giornata e una per la seconda; in gara non c’erano i pesci che avevo visto in preparazione ma comunque qualcosa ho trovato; nella seconda giornata poi ho diviso i pesci con Davide Petrini con cui ci siamo ritrovati a pescare nello stesso posto, facendo una gara nella gara, poi lui aveva un’altra zonetta poco distante dove ha catturato delle orate.

Che tipo di pescatore sei?
Pesco esclusivamente in acqua bassa, non sono un profondista e mi piace molto pescare in tana; i miei carnieri sono composti di saraghi, qualche cernia, qualche corvina, essenzialmente pesce bianco.
Non pesco all’aspetto nemmeno nel sotto costa; è una tecnica che adopero ogni tanto, quando ci sono le giornate che fanno presagire una buona pescata.
Pesco a segnale oppure a corrente su fondali di grotto, con corto oleopneumatico e 5 punte oppure con un arbalete da 75, il mio fucile preferito.
A volte lascio il gommone alla deriva e pesco in corrente anche perché mi piace molto cercare posti nuovi piuttosto che battere sempre le stesse zone; anche se so che posso prendere qualche pesce in più in una zona conosciuta preferisco vedere zone di mare nuovo e cambio spesso; mi stimola di più andare in un posto nuovo, girare sempre.

Qual’è la tua preda preferita?
Sicuramente la cernia, sia in tana che in caduta. Se posso preferisco prenderla fuori, in caduta o all’agguato però poi è una pesca che in genere si fa in tana.
Questo inverno ne ho prese parecchie mentre pescavo a saraghi, sempre con il fucile corto e il 5 punte, andando a cercare nei buchi i saraghi ho trovato le cernie; tra l’altro mi è capitato di catturare diverse cernie bianche, cosa non consueta nel mare intorno Siracusa dove si svolgono quasi tutte le mie battute.

Quali attrezzature utilizzi?
Uso molto fucili ad aria compressa 50 o 70; sono i fucili che si adattano meglio al tipo di pesca che faccio, sia pescando in tana che insidiando a libero qualche pesce che sfila.
Come arbalete il 75 è il fucile che adopero per tutti i tipi di pesca, molto di rado utilizzo il 90 e solo in occasioni veramente particolari uso il 100; oltre questa misura non sono mai andato perché il mio istinto è quello di pescare in tana, faccio due o tre aspetti e poi ricomincio a pescare in tana.

Milluzzo si appresta ad uscire per una battuta (Foto G. Muratore)

Come ti prepari tra un campionato e l’altro?
Vado a mare spesso, tre o quattro volte a settima; purtroppo quest’anno le condizioni meteo marine nelle mie zone di pesca sono state abbastanza cattive con mare mosso e acqua sporca; ho fatto un po’ di corsa e bici ma non un vero e proprio allenamento, mi alleno a mare e cerco di farlo il più possibile.
Inoltre il 2006 non è stato un anno molto tranquillo anche dal punto di vista personale, sono stato perfino indeciso fino all’ultimo momento se partecipare o meno all’assoluto.
Però quando poi arrivo ad un campionato passa tutto: quando vado in acqua pesco; il mare mi aiuta anche in questo, a dimenticare le cose brutte della vita quotidiana, mi fa stare bene e quando torno a casa mi sento più tranquillo, per me il mare è un toccasana.

Si riesce a tenere alto lo spirito agonistico disputando solo una gara all’anno?
Certo non è il massimo, si finisce per giocarsi tutto in uno o due giorni; se fosse fatto magari in più giornate durante l’anno sarebbe sicuramente meglio anche perché ognuno di noi ha un tipo di pesca che predilige.
Ad esempio a me piacerebbe pescare in medio fondale con grotto, zone che in inverno rendono di più rispetto al periodo estivo; mentre altri che pescano all’aspetto nel periodo estivo hanno maggiori possibilità di prendere qualche bel pesce, dentici e altri.
Quindi sarebbe ideale disputare il campionato in due giornate, in periodi diversi in modo da venire incontro alle varie esigenze dei concorrenti.
Di contro diventerebbe molto impegnativo dal punto di vista economico disputarlo in due periodi diversi; i trasferimenti, la preparazione, il barcaiolo, il gommone rappresentano un costo che non tutti possono permettersi di moltiplicare per due.
Al limite si potrebbe organizzarlo su più prove ma con la formula della partenza da terra.

Ci racconti un episodio curioso che ti è capitato a pesca?
Di recente ho catturato una cernia bianca di oltre 7 kg colpendola con una fiocina con solo tre punte; le altre due le avevo rovinate in un tiro precedente ma avendo il gommone lontano ho continuato a pescare, nel tuffo successivo mi sono affacciato in una tana e ho visto la cernia; l’ho fulminata con un tiro talmente preciso che ho faticato parecchio a togliere la fiocina.
Mi è anche capitato di catturare qualche bel dentice sui 5 kg pescando in acqua bassa con il 75 ad elastico oppure al campionato di Torre S. Giovanni ho catturato un sarago pizzuto facendo un aspetto con il 50 ad aria e la fiocina.
Stavo guardando nel grotto e quando mi sono girato ho visto questo sarago, ho provato a fare un aspetto e lui è venuto a tiro; l’ho preso un po’ alto e solo con due denti, si è strappato andandosi ad intanare e poi l’ho catturato.
Sempre in Puglia ho fatto la prima giornata in un pezzettino di grotto di 30 mq; all’inizio non vedevo pesci poi ho cominciato con calma a controllare tutti i buchi e ne ho catturati 8; per tutta la pescata ho avuto un tordo pavone che mi girava attorno, lo guardavo cercando di stimarne il peso e mi ripetevo che non sarebbe entrato perché, pur essendo un bell’esemplare, è difficile che questi pesci arrivino ai 4 etti; agli ultimi tuffi mi sono detto ‘Va bene, lasciamo decidere alla bilancia’ e ho avuto ragione perché il pesce è risultato 410 grammi.
Infine durante una pescata ho visto una grossa leccia che, malgrado i miei tentativi, non ha voluto saperne di avvicinarsi; allora ho provato un agguato e, a fine apnea, ho sparato riuscendo però solo a pungere il pesce vicino alla coda.
Durante la risalita, arrivato a circa un metro dalla superficie, mi sono girato e mi sono ritrovato il pescione a non più di mezzo metro, con l’occhi gialli, lo sguardo cattivo, il musone che mi guardava con aria di sfida quasi a dire ‘Ma tu cosa avresti voluto fare?’ ho avuto anche un attimo di paura, e sono rimasto incredulo.

Ci dici quali sono le prede più grosse che hai catturato?
Come pred, anche per il tipo di pesca che faccio, non ci sono catture importanti a parte qualche bella cernia.
Comunque le prede più grosse per ciascuna specie sono:
Cernia bruna 15 kg
Cernia bianca 13 kg,
Sarago 1,950 kg,
Spigola 5 kg,
Dentice 5,5 kg,
Corvina 2,5 kg,
Orata 3 kg
Grongo 15 kg catturato nel corso di una gara sociale.
Una curiosità riguarda il fatto che, pur essendo un tanaiolo, non mi è mai capitato di catturare un’orata in tana.

Conosci Apnea Magazine?
Ad internet mi collego saltuariamente, ogni tanto quando vado a casa di qualche amico; trovo che sia un bel sito, ricco di informazioni, che permette di confrontarsi con altre realtà; mi aiuta a tenermi informato e, in generale permette di conoscere in tempo reale quello che accade nell’ambiente.

Redazione e impaginazione: Salvatore Rubera

Tags: , ,

Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

Leave a Reply