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I Profili di Apnea Magazine: Flavio Lambertini

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Lambertini in azione (Foto A. Balbi)

Flavio Lambertini è nato a Roma il 27 agosto 62; da sei anni vive a Ladispoli e la vicinanza con il mare lo ha spinto verso la pesca subacquea agonistica.

Un bel carniere fatto in gara (Foto M. Bardi)

Flavio, come hai cominciato con le gare e quali sono stati i tuoi migliori risultati?
Ho iniziato nel 2000, quando sono entrato a far parte dell’Apnea Team, circolo romano con il quale ho disputato le prime gare sociali; l’anno successivo ho preso parte alle selettive e ad altre gare tra cui il trofeo Teseo Tesei dove, in squadra con Praiola e Petrucci, ci siamo classificati al terzo posto.
Ancora qualche anno di di gavetta e poi, nel 2004, ho ottenuto la qualificazione al campionato di II categoria; l’anno dopo a Portoscuso, con un bel quinto posto conquistato nella seconda giornata, mi sono classificato quattordicesimo riuscendo a conquistare la promozione per questo mio primo campionato di prima categoria.
Sempre nel 2005 ho ottenuto quella che forse è la più bella soddisfazione della mia carriera agonistica: la vittoria al Campionato Italiano a Squadre (organizzato da Apnea Magazine, n.d.r.); riuscire a spuntarla su tutti, su un campo difficile e con un gruppo di partecipanti validissimi, è stata una grandissima soddisfazione.

Che tipo di pescatore sei?
Noi laziali peschiamo in prevalenza nel grotto, tra i 10 e i 20 metri; Ladispoli in particolare può essere considerata una vera e propria palestra per questo tipo di fondale: grotto e acqua sporca.
In queste condizioni si pesca quasi esclusivamente in tana ed è questa la tecnica di pesca che pratico in prevalenza; tuttavia, dopo la qualificazione al campionato di prima categoria, mi sono dedicato ad altre tecniche pescando soprattutto all’Isola del Giglio dove ho praticato molto l’agguato anche a profondità impegnative cercando di migliorare le mie capacità per poter disputare in maniera adeguata un campionato nazionale.
Da qualche tempo ho inoltre scoperto con grandissimo interesse l’aspetto e soprattutto l’agguato, tecniche che mi piacciono moltissimo e che mi hanno dato grandissime soddisfazione nel periodo di preparazione al Giglio.

Qual’è la preda che ti da maggiore soddisfazione nell’insidiarla e nel catturarla?
Senz’altro il dentice; credo che 9 subacquei su 10 risponderebbero allo stesso modo a questa domanda, è una preda che i pescatori stimano.

Raggiante per un ottimo risutlato (Foto M. Bardi)

Quali sono le attrezzature che utilizzi di solito per le tue battute di pesca?
Faccio parte del team ufficiale della Omer ma utilizzavo attrezzature dell’azienda lombarda già da prima.
Mi trovo molto bene con le attrezzature di serie e non faccio nessuna modifica; all’inizio magari tendevo a personalizzare di più soprattutto i fucili perché non c’era una disponibilità di misure così ampia come quella che è possibile trovare adesso; capitava magari di accorciare un arbalete da 75 per ottenere un 65, fucile utilissimo per la pesca nel grotto; adesso mi trovo bene con il XXV Gold 75 che, grazie fusto molto sottile, ha un eccellente brandeggio in tana ed un ingombro ridotto.
Ormai le attrezzature di serie si sono evolute tantissimo e Omer è un’azienda che investe molto su nuovi prodotti; quest’anno inoltre ho avuto l’opportunità di partecipare al raduno della squadra agonistica e di conoscere da vicino tanti personaggi che pescano molto bene, un’esperienza che mi ha consentito di ampliare il mio bagaglio tecnico in questo campo.

Ci racconti un episodio o un’esperienza che ti è rimasta nel cuore?
Sicuramente la vittoria al Campionato italiano a squadre, successo al quale ho dato il mio contributo catturando un paio di prede che ci hanno permesso di conquistare il primo posto.
Ma ho ricordi molto belli anche delle selettive, nell’anno in cui ho ottenuto la promozione alla Seconda categoria; avevo ottenuto dei buoni risultati ma per qualificarmi avrei dovuto vincere l’ultima gara o al massimo arrivare al secondo posto.
In quella gara ci ho messo tutta la voglia, tutta l’energia, tutte la capacità che avevo; mi sono messo a macinare il campo di gara, tuffo dopo tuffo, a fine gara l’avevo percorso tre volte conquistando quel secondo posto che tanto avevo cercato, secondo staccando il terzo di molti punti.

Un’altra bella immagine di Lambertini (Foto M. Bardi)

Quali sono le catture di maggiore peso che hai fatto?
Dentice: 5 chili
Spigola: 4,5 chili
Orata: 4 chili
Cernia: 8 chili
Corvina: 3 chili

Conosci Apnea Magazine? E cosa pensi della diffusione dei siti internet che si occupano di pesca subacquea?
E chi è che non conosce Apnea Magazine tra gli appassionati? Utilizzo molto internet e mi collego spesso al sito, devo dire che anche i miei amici leggono molto spesso gli articoli che pubblicate e per loro è anche un modo per conoscere con tempestività i miei risultati.
Visito spesso anche altri siti ma devo dire che la differenza si vede; se cerco notizie fresche sono sicuro di trovarle velocemente su Apnea Magazine, il sito è sempre aggiornatissimo e, a mio parere, è il più utile.

Quali sono le principali differenze che riscontri tra riviste elettroniche e cartacee?
Le riviste elettroniche hanno il il grande vantaggio di mettere sempre a disposizione anche notizie e articoli pubblicati molto tempo fa; poi si trovano notizie che in genere sulle riviste cartacee non hanno spazio, e gli aggiornamenti sono molto più tempestivi che sulle riviste tradizionali, quasi in tempo reale; tutte le cronache delle gare, ad esempio, le ho sempre lette prima su Apnea Magazine.

Redazione e impaginazione: Salvatore Rubera

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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