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I Profili di Apnea Magazine: Carlo Lovicario

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Un sorridente Lovicario – Foto: Alberto Balbi

Carlo Lovicario nasce a Villagrande Strisaili (NU) il 23/03/1962

Come inizia la tua carriera agonistica?

E’ iniziata tardi, quando avevo 28 anni circa, ed al terzo anno di selettive sono riuscito a qualificarmi per la Seconda categoria; subito dopo sono riuscito a centrare la qualificazione per la Prima, ma poi sono immediatamente retrocesso.
Il mio miglior risultato è un 4° posto finale a Siracusa, ma quello che mi è rimasto nel cuore è la vittoria dell’Europeo ad Arbatax nel 2001, quando feci da secondo a Stefano Bellani, vincitore.

Che pescatore ritieni d’essere?

Mi ritengo un profondista e, come agonista, un razzolatore folle.
Da maggio a novembre/dicembre amo pescare fondo, oltre i 30 metri, in cerca di cernie e dentici; con l’arrivo dell’acqua fredda e di conseguenza l’aumento dello spessore della muta, diminuiscono le mie quote operative e mi dedico alla caccia al pesce bianco; credo di essere un pescasub eclettico che ben s’adatta ad ogni situazione.
Ad inizio carriera ero irascibile, ma poi ho capito che era meglio pescare che arrabbiarsi ed allora sono cominciati ad arrivare anche i risultati, anche se purtroppo non sono mai stato granché fortunato: le gare più importanti della stagione coincidono anche col periodo più duro del mio lavoro, cosa che inficia la mia preparazione ed il mio allenamento e non mi permette mai di raggiungere uno stato di forma ottimale; se riuscissi a perdere 25 chili sono sicuro che riuscirei ad essere molto più competitivo e costante.

Lovicario discute con altri agonisti all’assoluto di bosa – Foto: Alberto Balbi

Quali sono le tue prede preferite?

I tonni in assoluto; chiunque abbia preso un tonno sa bene di cosa parlo e mi capisce altrettanto bene.
Il tonno dà emozioni senza eguali, la sua cattura fa scomparire qualsiasi occasione precedentemente sprecata: il grosso dentice strappato, la ricciola sbagliata, la cernia della vita persa; se dopo prendi un tonno tutto si dimentica. Incredibile!
Catturare un tonno cambia la vita, la mentalità; è rigenerante.
E’ un tipo di pesca che ti fa capire davvero quanto sia infinito il mare e piccolo il pescasub.

Che attrezzatura usi?

Solo ed esclusivamente Cressi di serie; per la pesca al tonno monto mulinelli da A.R.A., molto capienti, che mi permettono un controllo maggiore ed una scorta di filo superiore per contrastare, con relativa calma, le sfuriate del pesce ed avvisare il mio secondo.
Come fucili uso molto il 100 (chiamato fortunello che ha ormai 17anni) ed il 110 a elastico¸ per una pesca più generale uso molto un Comanche da 90 cm.

I tuoi pesci più grossi?

A parte il tonno, che comunque rimane una preda saltuaria, mi piace molto cacciare il dentice.
Lo cerco tutto l’anno ed il mio record è di 11,2 chili. Poi aggiungerei: spigola di 11 kg, ricciola di 27 kg ed una cernia bruna di ben 43 chili, presa con un medisten in 12 metri d’acqua, colpita nell’occhio e fulminata. Avevo un piccolo gommone e quasi non ci stava sopra.

Lovicario consegna il carniere all’assoluto 2006 – Foto: Alberto Balbi

Cosa ne pensi dei nuovi regolamenti?

Che siano una versione uguale ma riproposta del vecchio agonismo; non c’è più la Seconda? Ci sono le semifinali ed è la stessa cosa.
Io credo che uno sport ai massimi livelli come il nostro non possa avere una sola manifestazione massima nazionale di confronto nell’arco di un anno; è tutto sbagliato, tutto da rivedere, molto confuso.
Poi si dovrebbe dare più importanza alle prede di valore; non si può attribuire al tordo, al sarago, al dentice lo stesso punteggio; insomma c’è da lavorare parecchio ed in fretta.
Pensiamo veramente che da un campionato possa uscire il più forte pescasub italiano? Chiunque vinca: Lo Vicario, Antonini, Rosalba, Bellani ecc.?
No, uscirà il più fortunato, il migliore in quel momento, il più pronto; per sapere chi è il più forte ci vuole altro.
Ci vuole un circuito con più prove, ci vuole un carniere variegato, ci vuole un’adattabilità ed una costanza su più e disparati territori ed altro ancora; utopia forse, ma è l’unica cosa possibile per avere verità assolute; il ‘Giro d’Italia’ era una bella cosa ma è sparito.
In gara, inoltre, tornerei a pescare con gli spostamenti; più sicuri, più formativi, e più interessati; tanto il gommone si deve portarlo appresso comunque.

Ci vuoi raccontare un episodio della tua vita di pescasub che ti è rimasto dentro?

Una volta ho catturato una bella spigola con le uova e parecchi maschi intorno; non lo rifarei mai più, ve lo giuro.
A mentre fredda, una volta a casa, ci rimasi malissimo e capii che una cattura risparmiata oggi potrebbe valere più catture un’altra volta.
Sì, quella cattura non ebbe senso e nemmeno valore; mi sono pentito davvero e mi auguro che questo racconto, questo errore, possa influenzare positivamente qualcuno.
Non sono un ambientalista o un buonista, sia chiaro, anzi in acqua sono piuttosto cattivo, ma sono molto più attento e rispettoso di ciò che appartiene al mare.

Lovicario sul campo gara di Bosa – Foto: Alberto Balbi

Cosa ne pensi del lavoro di Apnea Magazine?

Trovo che l’e-zine sia qualcosa di immediato e straordinario; conoscere in diretta o quantomeno in pochi giorni le cose del nostro sport è gratificante; prima si aspettavano i due mesi delle riviste ora è tutto immediato, veramente una bella cosa.
Altrettanto non posso dire del forum, dove scrive gente che non sa ciò che dice.
Un altro aspetto del forum che non mi piace è che chiunque può prendersi la briga di inventarsi le cose e dirle impunemente; hanno detto che io preparavo il Campionato da giorni, niente di più falso; sono una persona corretta e faccio le cose rispettando tutto e tutti da sempre.
Poi arriva il primo sconosciuto e’
Questa cosa non la sopporto ma è anche vero che non è controllabile da parte vostra.

Redazione: Simone Belloni
Impaginazione: Salvatore Rubera

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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