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I° Coppa Internazionale Grecia – II° parte

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La coppia Borg e Curmi (Malta)

In seguito, sono loro stessi a spiegare il perché di questo comportamento: la marcatura non era fatta per sfruttare le zone trovate dai fuoriclasse italiani, ma per vederli all’opera e magari imparare qualcosa. Ne sanno qualcosa Marco Bardi e Bruno De Silvestri, che per tutta la durata della la gara hanno pescato con due vere “remore” attaccate alle costole: i due atleti greci sono rimasti costantemente appiccicati alla coppia del Team Omer e, pur avendo rimediato una sonora lezione di pesca, a fine gara erano comunque molto contenti dell’esperienza e si sono complimentati a lungo con i due Italiani.

Durante la competizione circola subito la notizia di una bella cernia catturata dalla coppia Del Bene-Mozzoni e poco dopo si sente di una cernia dorata, due tordi e qualche murena per della coppia Mazzarri Molteni.

Interessante il carniere di Bardi e De Silvestri, gli unici a mettere a pagliolo qualche pesce bianco di mole; poi si sparge la notizia della stupenda cattura di un dentice di 6kg ad opera della coppia Borg-Curmi di Malta, seguita da quella di una cernia bianca di ugual peso. Al termine della prima giornata la coppia Del Bene Mozzoni, che oltre alla cernia di 9 kg ha in carniere qualche pesce bianco e 3 murene di peso, totalizza 26.000 punti e si piazza al primo posto.

Segue la coppia maltese Borg-Curmi, secondi di giornata con un bel dentice di 6kg, una cernia di circa 6kg e 3 murene.

Terzi sono Mazzarri e Molteni con una cernia dorata di 3kg, due tordi e 7 murene, seguiti al quarto posto da De Silvestri e Bardi con 9 pesci, tra cui una ricciola di 1,5 kg, 4 corvine, 4 saraghi, 2 murene ed 1 grongo, per un totale di e 20.170 punti.

Bruno De Silvestri

A seguire si piazzano tutte le altre squadre greche (12), la migliore delle quali totalizza 16.000 punti. I primi commenti generali sono concordi nel rilevare la scarsità di pesce bianco e si nota la presenza di murene in ogni carniere, in particolare in quello della coppia Mazzarri-Molteni. Renzo Mazzarri, atleta di grande esperienza, commenta così il carniere: “In gara ciò che conta sono i punti, non si vince con la qualità delle prede ma solo con i punti. Se questo regolamento consente di farne con le murene, noi andiamo a murene. Bisogna essere pratici ed efficaci”.

Se la gara si conclude con gli Italiani soddisfatti ed i Maltesi al settimo cielo per il secondo posto in classifica, la sera è invece caratterizzata da una splendida cena a base di pesce, durante la quale gli atleti hanno modo di gustare le carni della la cernia dorata (stira), che a detta di molti sarebbero di qualità superiore a quelle del dentice.

La seconda giornata di gara inizia con 40 gradi già alle 8 del mattino, assenza di vento e mare liscio come l’olio; per fortuna l’umidità è molto contenuta.

La comitiva parte alla volta del campo gara, che oggi si estende sul lato occidentale della penisola. Qui il fondale è decisamente ripido: presenta una frana iniziale che finisce a sabbia ed alghe sui 15/20 metri e prosegue con lingue di roccia dai 25 fino ai 40 metri.

In preparazione molti atleti hanno avuto l’impressione che qui giri poco pesce.

Mazzarri e Molteni

Alle 9 e 20 un razzo di colore rosso dà il via alla gara, ma questa volta la partenza dei gommoni è meno frenetica in quanto la direzione di gara ha deciso di limitare la velocità massima a 30 nodi per evitare rischi. De Silvestri si regge al gommone con entrambe le mani e alla prima onda viene sbalzato davanti alla consolle di guida, dove un fucile armato con fiocina scatta in avanti forandogli la boa.

Un primo gommone non rispetta il limite di velocità e subito si scatena di nuovo la corsa modello “offshore”. Secondo le dichiarazioni rilasciate a fine gara, Mazzarri e Molteni, che si trovavano a bordo di un gommone di 7 metri motorizzato con un 300 cavalli da competizione, non riuscivano neanche a respirare a causa della velocità e così sarebbero arrivati sulla zona di pesca esausti e già in debito d’ossigeno.

Il loro barcaiolo Cristos, un soggetto alto 2,10 metri ex Campione Europeo di Basket, sentiva la responsabilità di avere due campioni a bordo e così ha tentato di dare il massimo (gas) fin dalla partenza. Molteni ha poi affermato scherzosamente che non se l’era sentita di esortarlo a diminuire la velocità, in quanto la sua stazza….gli incuteva un certo timore.

Dopo le prime due ore di gara si nota una minore presenza di prede rispetto al giorno precedente: una cernia di circa 6 kg catturata dalla coppia Del Bene Mozzoni ed una di dimensioni analoghe per Bardi e De Silvestri. Mentre Malta stenta a decollare, la coppia Mazzarri Molteni cattura una cernia dorata di 2,5kg e poi nizia a passare a bordo alcune murene.

Vista l’assenza di prede importanti, tutti gli atleti si impegnano nella metodica esplorazione di ogni anfratto alla ricerca di gronghi e murene, nel tentativo di fare punti. I pochi che preferiscono arrischiarsi alla ricerca di pesce bianco non battono chiodo.

A fine gara si ha l’impressione che la coppia Bardi De Silvestri possa aver realizzato il carniere più ricco, con 12 murene ed una cernia di 6 Kg, ma alla pesatura due murene risultano sottopeso e vengono scartate.

Fasi della pesatura del carniere di Bardi e De Silvestri

La spunta la mitica coppia composta da Mazzarri e Molteni, che presenta alla pesatura 12 murene, un tordo e la cernia dorata di 2,5 Kg.

Seguono Del Bene e Mozzoni, staccati di circa 10.000 punti, con tre murene e la cernia di 6 Kg e dietro di loro la coppia maltese con Borg e Curmi, che nonostante due denticiotti ed una spigola in carniere si sono ritrovati a soccombere di fronte al punteggio ottenuto con le murene, che l’hanno fatta da padrone.

Mazzarri lo aveva detto che le murene avrebbero avuto un gran peso sul risultato finale: aveva pienamente ragione. A certe quote, poi, la cattura di una murena presenta più difficoltà di quella, ad esempio, di una corvina. A fine gara, Molteni sorride: “Mi sembrava assurdo girare sul fondo a 33 metri armato di fiocina per catturare murene, ma era necessario per fare punti e mi sono dovuto adattare”.

In conclusione, la I° Coppa Internazionale è stata un vero successo. Grazie all’impegno degli organizzatori abbiamo potuto rivedere in azione dei veri miti della pesca in apnea nazionale e verificare che la classe nel nostro sport non ha data di scadenza. Nonostante i 50 anni compiuti una settimana prima della gara, Riccardo Molteni ha sfoggiato un’ottima forma; Mazzarri non è stato da meno ed ha dimostrato di essere il grande campione di sempre anche dopo questi anni passati lontano dal mondo dell’agonismo.Se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo star certi che la “Coppa Champions League” ci riserverà grandi emozioni in futuro.

LE IMPRESSIONI DEI PROTAGONISTI

Renzo Mazzarri

RENZO MAZZARRI

Erano 7 anni che non prendevo parte ad una competizione, ma questa gara mi ha fornito i giusti stimoli per prepararmi e tornare a confrontarmi con altri agonisti. Continuo ad essere amareggiato per come sono stato trattato sette anni fa e adesso credo proprio di essermi preso una bella rivincita, dimostrando che in questi sette anni Mazzarri avrebbe potuto dare ancora qualcosa. Chiaramente adesso non cambia niente, nel senso che non intendo ritornare alle gare. Sono andato poco in mare ma nonostante ciò ho recuperato bene, dando poi tutto nella gara. Ho pescato bene, anche oltre i 30 metri. Garantisco fin d’ ora che sarò di nuovo presente il prossimo anno e farò di tutto per allenarmi di più. Io e Riccardo dovremo difendere il titolo …è stato bellissimo ritrovarci dopo tanti anni e gareggiare assieme come mai avevamo fatto. Quando si è prospettata la possibilità di partecipare a questa gara siamo stati d’accordo: dovevamo partecipare per il nostro sport e per chi ci desiderava presenti. Lo abbiamo fatto ed è stato tutto molto bello.

Riccardo Molteni

RICCARDO MOLTENI

Quando ai primi di Giugno mi è stata sottoposta l’idea mi sembrava folle. Poi, ripensandoci, mi sono detto: perché no?

Non ho sbagliato. Abbiamo conosciuto persone splendide, appassionate e competenti. Credo di parlare anche a nome di Renzo quando dico che abbiamo realmente rivissuto lo spirito dell’agonismo subacqueo leale e sportivo che non ritrovavo più quando decisi di smettere ormai 9 anni fa, con una formula che lo promuove. Ho avuto il piacere di gareggiare con Renzo dopo anni di sana e “feroce” competizione ed ho scoperto un amico ed il grande campione che già conoscevo. La gara è stata dura, con poco pesce molto profondo e quindi qualche problema per chi come noi ha tarato il proprio orologio biologico per il massimo della forma tra agosto e ottobre, al contrario dei giovani virgulti (che ho avuto modo nell’occasione di conoscere ed apprezzare con molto piacere) reduci da campionati nazionali, in pieno spolvero atletico.

Ma, si sa, la classe…non è acqua ed il mitico team “M-M ” ha dimostrato che qualcosa di buono è ancora in grado di fare!!!

Scherzi a parte, un grazie agli splendidi amici greci per questa esperienza molto positiva che ripeteremo certamente.

Marco Bardi

MARCO BARDI

Ciò che più mi stimolava era l’idea di ritrovarmi nuovamente con i miei vecchi amici di gare: con Riccardo e Renzo ho condiviso momenti bellissimi ed emozioni particolari, incontrarsi di nuovo tutti assieme dopo anni era uno stimolo importante. Poi, contando sulla formula a coppie, mi piaceva l’idea di provare di nuovo gli stimoli della competizione con la sicurezza di essere assistito da una persona fidata come Bruno.

Infine, con grande gioia ho visto che nonostante i condizionamenti psicologici, lo scarso allenamento, l’incidente ancora fresco nella mia mente, sono riuscito a pescare bene anche a quote importanti. Questo non può che darmi ancora più fiducia in me stesso e fornire un ottimo test per lo studio del Taravana: si conferma la necessità di rispettare tempi di recupero di un certo tipo (un tuffo a testa consentiva recuperi giusti) e che, se le cose sono fatte bene con criterio, nulla è finito anche dopo un episodio come quello capitatomi l’anno scorso. Mi sento di nuovo vivo ed emozionato e questo per me è importantissimo. Mi è piaciuto seguire Bruno in acqua ed in gara e adesso più di prima posso assicurare che sentiremo spesso parlare di lui nel futuro, anche se ha già dimostrato molto. Vederlo in azione e in preparazione mi ha fatto capire che l’Italia ha un nuovo grande Campione, sono pronto ad accettare scommesse. Infine, sono convinto che queste manifestazioni siano di grande beneficio per il nostro sport e quindi mi sentivo quasi in obbligo di partecipare. Sono certo che in Grecia abbiamo lasciato molte persone contente e che questa gara servirà loro a crescere e migliorare.

L’agonismo resta la base di una cultura dello sport: senza agonismo lo sport muore.

Bruno De Silvestri

BRUNO DE SILVESTRI

L’esperienza di questo trofeo ha confermato le sensazioni positive che ho avuto appena ho saputo della sua esistenza. Mi ha subito incuriosito e stimolato e poi la prospettiva di gareggiare al fianco di una persona come Marco mi dava la certezza di portare indietro qualcosa di buono aldilà del risultato.

Sono molto felice dell’organizzazione, splendida, del risultato che in qualche modo conferma il mio ottimo momento di forma e infine della bellissima Paliuri dove si respirava un’aria diversa dal solito e dalle solite gare. Non fosse altro per il fatto di aver conosciuto di persona Riccardo Molteni e Renzo Mazzarri e di aver condiviso con loro momenti emozionanti.

Un sogno per ogni agonista….. e pensare che per poco non li battevamo’..

Ho visto un grande Marco Bardi di nuovo presente e devo confessare che ha fatto una bella gara. Oltre all’amicizia che mi lega a Marco, sono felice per lui perché abbiamo recuperato un personaggio importante per questo sport, anche se continua a dire che non gareggerà più. Vedremo!!

Category: Agonismo, Articoli, Pesca in Apnea

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