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I congegni di sicurezza del fucile subacqueo

| 12 febbraio 2003 | 0 Comments
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Molti di voi avranno già letto diverse discussioni sui vari forum,  su questo specifico argomento. Dato l’apprezzamento manifestato e la delicatezza dell’argomento, ho pensato di elaborare un articolo vero e proprio, dotato di immagini esplicative.
Inizio subito dicendovi che personalmente, per quanto possa apparire un controsenso, uso molti dei miei fucili dopo aver asportato il congegno di sicura, mentre su altri lo lascio al suo posto. Tenete presente che come utilizzatore sono un po’ un caso anomalo rispetto alla media dei tiratori, perché nel maneggio delle armi ho una dimestichezza particolarmente spiccata per via dell’abbondante esercizio maturato nel mio ambito professionale, che mi consente di abituarmi all’utilizzo di armi diverse con procedure diverse senza subire particolari deficit o sviluppare “brutti vizi” derivanti dall’abitudine.

Come ho già sostenuto in passato, ai miei fucili applico le modifiche che ritengo utili a migliorarne l’impiego senza comprometterne la funzionalità; in particolare, effettuo solo quelle modifiche che mirano a correggere aspetti dell’arma che durante l’uso mi appaiono come difetti.
Dopo questa lunga premessa passo subito ad analizzare i sistemi di sicurezza che ritengo inefficienti o che presentano problemi tali da spingermi ad una loro eliminazione. A questo proposito, è di fondamentale importanza un chiarimento: i congegni di sicurezza del fucile subacqueo vengono giustamente previsti e montati sui fucili dalle aziende costruttrici ed hanno certamente una funzione importante, ma in generale non sono in grado di prevenire colpi accidentali e per questo la regola comportamentale numero uno di chi impugna questi attrezzi è: NON PUNTARE MAI IL FUCILE VERSO ALTRE PERSONE.

Questa regola vale a prescindere dal fatto che la sicura sia inserita o meno. Se si adotta questa basilare regola di sicurezza, la sicura diventa un orpello pressoché inutile che può rischiare di farci perdere una preda in seguito ad un inserimento accidentale e che, conseguentemente, si può scegliere di eliminare.

Fucili ad aria compressa: esistono due tipi di congengo principali che assolvono alla stessa funzione di “sicura”. Il più recente lo definiremo modello “Cyrano”: è una sorta di leva che una volta azionata va a bloccare il movimento del grilletto e si sovrappone alla sua guardia o ponticello, interferendo con l’azione del dito indice sul grilletto stesso.
Di un sistema simile era dotato il Grinta, ma la leva bloccava solo il grilletto, sporgendo dalla guardia in modo vistoso, per avvisare il tatto del tiratore del fatto che la sicura era inserita.

Il sistema tradizionale, invece, consiste in una barretta dotata di un cavo ed un pieno, posizionata di traverso davanti alla parte alta del grilletto, che scorrendo di lato nella sua sede inibisce il movimento al grilletto.

Dei due sistemi, sicuramente il tradizionale è quello che solitamente, appoggiando il fucile sul fondo, si corre il rischio di trovare inavvertitamente inserito- il che mette il sub nella condizione di poter offendere i pesci solo….a maleparole.
Il difetto che i due sistemi presentano in comune consiste nel fatto che le leve di sicura non bloccano l’intero meccanismo di scatto (più propriamente di sgancio) ma, come dicevamo, inibiscono il solo movimento del grilletto, lasciando libero il dente che trattiene il pistone di basculare nella sua sede, non riuscendo così a scongiurare in modo assoluto la partenza del c.d. colpo accidentale.

 

Personalmente, dispongo solo di fucili ad aria dotati del sistema tradizionale, sui quali ho immediatamente rimosso il congegno di sicura. Penso però che rimuoverei anche il sistema Cyrano.

Smontaggio e rimozione: nei vecchi Sten bisognava scaricare l’aria contenuta nel serbatoio, smontare il grilletto e sfilare la barretta dalla sua sede. Nei Seac era sufficiente sfilare la barretta dal lato che lo consentiva, senza dover smontare il grilletto. Nei Grinta non c’era problema, perché dopo un po’ saltava via da sola.

Fucili ad elastico: dai vari modelli che ho avuto modo di esaminare, ho concluso che il congegno di sicurezza dei fucili ad elastico, per il tipo di strutturazione meccanica che li caratterizza, possono considerarsi più efficienti di quelli implementati sugli oleopneumatici, perché -di fatto- nella maggior parte dei casi, pur agendo sul grilletto, riescono a bloccare l’intero meccanismo di sgancio.
Ne esistono alcuni dotati di un sistema tradizionale (Apache e Comanche della Cressi-Sub, serie T-20 della Omer) oppure quelli che definirei a “cilindro eccentrico”, il quale e costituito da un cilindro a sezione eccentrica fata come una “D” che in posizione di sparo presenta, al dorso del grilletto, la parte cava, mentre ruotando su sé stesso va ad opporre al movimento dello grilletto la gobba della rimanente sezione.

Questo sistema è presente sui Viper, sugli Excalibur, sulle impugnature Esclapez. Per comandare questo sistema si agisce sulla testa del cilindro appositamente sovradimenzionata, facendola ruotare con l’azione di un dito. Converrete con me che azionare accidentalmente tale sicura è praticamente impossibile, al massimo la si può dimenticare inserita. Sul mio Viper l’ho lasciata al suo posto così che possa tappare il foro della sua sede ed evitare che eventuali corpi estranei possano insinuarsi dietro al grilletto inficiando lo sgancio.

 

Le procedure di smontaggio delle sicure dei vari arbalete variano a seconda delle marche e dei modelli di impugnatura: in questa sede non mi e’ possibile descriverle tutte, pertanto faccio cenno alle più comuni:

fucili serie Apache, Comanche e simili: bisogna sfilare le spine che trattengono la scatola di scatto per sollevarla dalla sua sede, dopodiché è possibile sfilare il tasto che costituisce la sicura;

impugnature serie T-20 e simili: bisogna svitare la testa di plastica rossa presente su uno dei lati del tasto di sicura e poi sfilarlo facendolo scorrere nella direzione opposta.
Per smontare la sicura ad eccentrico è solitamente sufficiente premerla e ruotarle in uno dei due sensi fino a che la stessa non viene fuori.

I congegni di sicurezza del fucile subacqueo scritto da Leonardo Sampogna media voto 5/5 - 1 voti utenti

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