Home » Articoli » Franco Villani: un Assoluto tra compiacimento e rammarico

Franco Villani: un Assoluto tra compiacimento e rammarico

Trovi questo articolo informativo?
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]

Villani Franco nato a Brescia il 19/05/1975
Società Apnea Club Brescia
Team Seatec
Altezza 179 cm.
Peso 75 kg.
Capacità Vitale 7 litri
Tecnica preferita di pesca: agguato-aspetto
Fucile preferito: Arbalete Snake 80

Villani controlla le mire a terra (foto A.Balbi)

Allora Franco, da dove comincia questa ottima prestazione?

Inizia dalla preparazione anche se, devo dire, è stata tutt’altro che agevole e fruttuosa. Il tempo ed il mare inclemente hanno reso i giorni di preparazione veramente difficili. Trovare posti buoni era difficilissimo in più il pesce si spostava di continuo. Il mare grosso muoveva il fondo fino alla batimetrica dei 20 metri e la ricerca in tana non era possibile. Anzi, personalmente l’ho quasi esclusa, privilegiando una ricognizione più improntata alla ricerca di una zona interessante e con movimento. Alla fine dei tre giorni e mezzo di preparazione disponibili le mie mire infatti segnavano qualche bella zona con possibilità d’incontri e nessuna tana sicura. Credo che sia stato così anche per la maggior parte dei concorrenti.

Un bel primo piano di Franco Villani - Foto: A. Balbi

Ci vuoi raccontare la prima giornata?

Non avevo molte mire in questa prima frazione ma avevo una zona al limite sud del campo di gara che speravo mi potesse permettere qualche cattura. Infatti il punto mi piaceva, avevo visto girare pesce al libero e ci speravo. Comunque la partenza l’ho fatta al centro campo gara su un fondale di 16 metri dove avevo visto girare qualche barracuda. Era una zona molto movimentata che terminava con un massone oltre il quale vedevo sempre questi pesci. Ho fatto il tuffo e, raggiunto il fondo, ho proseguito all’agguato fino al sassone. Poi, una volta al coperto, ho fatto un aspetto che è terminato con la cattura di un aluzzo di circa un chilo. A quel punto sono salito sul gommone e mi sono diretto al limite sud del campo gara dove avevo deciso di impostare la frazione. Mi sono buttato a terra ma l’acqua era parecchio torbida e, nonostante vari tentativi tra i 5 ed gli 8 metri, non sono riuscito a vedere nulla di interessante. Allora mi sono allargato su un fondale di 15 metri circa dove l’acqua schiariva e permetteva, anche dalla superficie, di intravedere il fondo. Ho iniziato a cercare i branchi di salpe che avevo visto numerose durate la preparazione. Appena vedevo le specchiate mi preparavo ed eseguivo una caduta che, sul fondo, spesso si trasformava in un lungo agguato. Erano pesci nervosi e tutt’altro che semplici da catturare. Comunque al primo tiro ne ho infilate tre di cui una sola valida e due proprio piccole. Ho continuato a pescare all’agguato con lo snake 100 e dopo poco sono riuscito a vedere una corvina a limite della posidonia.

Villani ripreso durante la gara (foto A.Balbi)

Avevo ancora un po’ di fiato ed ho provato a fargli un aspetto. Il pesce s’è incuriosito ma non è venuto molto vicino. Essendo al limite dell’apnea ho sparato molto lungo ma fortunatamente l’asta ha colpito e passato il pesce. Proprio un bel tiro. Mi sono ancora spostato a pinne ai bordi della roccia e posidonia e, poco dopo, ho incocciato un altro nutrito branco di salpe. Anche queste le ho avvicinate con difficoltà ma sono comunque riuscito spararle e fare una coppiola. Una è risultata valida e l’altra no per pochi grammi.
La zona era molto bella e spaccata ed ho continuato a scorrerla con gli agguati sicuro di poter trovare ancora qualche altro pesce. Ho catturato ancora una bella corvina da chilo che scivolava tra alcune roccette ed un sarago di 4 etti colpito con un tiro passante sotto un tettuccio di roccia. A metà gara ho sfruttato lo spostamento per tornare a centro campo gara e fare un tuffo sull’unica tana che avevo con 4/5 saraghi. Ho trovato al loro posto una cernia di dodici chili e null’altro. Ho guardato anche intorno ma i pesci non c’erano. A quel punto ho deciso di concludere la frazione nuovamente a sud. Mi sono buttato a terra ma non ho incontrato nulla. Solo una salpa che poi mi è stata scartata. Fine manche avevo validi 6 pesci: 2 salpe, 2 corvine, 1 barracuda ed un sarago. Sono arrivato settimo di giornata.

So che per la seconda frazione avevi qualche segnale in più, giusto?

In effetti avevo un quaderno delle mire più ricco per la seconda giornata, ma nulla di veramente certo. Avevo un paio di posti di corvine belli ma molto fondi e con pesci grossi ma difficili ed una zona con diversi barracuda di taglia medio-piccola. Proprio in questo punto ho fatto la partenza. Durante la preparazione avevo trovato questo spot con grossi massi accatastati ricchi di pesce a giro: salpe, cefali, qualche sarago e questi aluzzi che andavano e venivano. Ci ho provato ed al primo aspetto ho catturato un bel barracuda di più di 3 chili. In giro ce n’erano molti piccoli e con calma, con tiri da cecchino, sono riuscito a catturarne altri 3 validi. Non è certo facile sparare a pesci alti 3 dita a quattro metri di distanza ma, un po’ per fortuna ed un po’ per bravura, ho fatto le mie catture. Uno l’ho solo pizzicato ed appena l’ho afferrato si è liberato. Fortuna che lo avevo tra le mani. Sempre in zona sono riuscito a catturare anche una bella salpa (quella della clip ndr): faceva parte di un branco grosso che sono riuscito a far avvicinare con un aspetto. Ho sparato alla più grossa del branco ed ho infilato anche questa. Purtroppo la prima si è rifugiata sotto una pietra e s’è strappata mentre l’altra sono riuscito a recuperarla.

Franco, pronto per un tuffo - Foto: A. Balbi

Una volta visitata bene la zona, mi sono diretto verso terra dove avevo marcato diversi grossi cefali intorno ad alcuni massoni in 7 metri di fondo. Erano pesci stanziali e sui 2 chili di peso. Dico stanziali perché, durante i sopralluoghi, ho provato anche a spaventarli ma dopo poco tornavano in zona. Ci contavo molto ma purtroppo non li ho ritrovati. In compenso ho sparato un paio di saraghi difficili ma senza fortuna: il primo con un tiro di coda mentre scappava, il secondo malamente strappato dopo essere riuscito a farlo avvicinare. Ma con quel mare era difficilissimo prendere la mira. Certi errori si devono mettere in preventivo.
Ho continuato a scorrere il fondo in questa zona con agguati ed aspetti. Durante uno di questi ho incrociato un dentice in caccia intorno a dei sassi. Ho provato ad avvicinarlo con un agguato silenzioso ma, sul più bello, il rumore di un gommone lo ha fatto scappare. Sarà stato cinque chili. Poco prima dello spostamento di metà gara è successa una cosa divertente: in pratica io e Smeraldi facevamo un agguato in bassofondo e, senza accorgercene, dirigendosi l’uno verso l’altro. Un branco di bei cefali è finito sulla nostra strada passandoci in mezzo non permettendo a nessuno dei due di sparare per ovvi motivi di “salute”.

Con la medaglia al collo - Foto: A. Balbi

A metà gara sono salito sul gommone e mi sono diretto verso le corvine. Era una zona molto bella con un paio di spacchi a 35 metri veramente ricchi di saraghi e corvine. Uno spacco dava a maestrale l’altro a ridosso. Ho pensato di dirigermi su quello ridossato ed i fatti mi hanno dato ragione: tutto il pesce era lì ed, appena raggiunto il fondo, mi è venuto incontro. Mentre sceglievo il pesce più grosso da sparare con la coda dell’occhio ho visto in uno spacco un corvinone: gli ho tirato al volo centrandolo ma non riuscendo ad estrarlo nel medesimo tuffo. Questo ha complicato le cose. Infatti il pesce ferito ha allarmato gli altri e in un attimo tutt’attorno era il deserto. Ho recuperato il pesce di oltre 2 chili ed ho provato invano a cercare in tutti gli spacchetti della zona ma senza risultati. A quel punto dovevo prendere un sarago o un tordo per fare specie. Sono uscito ancora più fuori ma ho incontrato solo dei piccoli fasciati. Durante una riemersione ho incocciato un branco di sugarelli in transito a mezz’acqua. Erano tutti pesci sugli otto etti. Avevo lo Snake 80 in mano ho provato il tiro lungo. Ne ho trafitti due ma in breve si sono strappati. Che peccato… avessi avuto il 100!
La gara è terminata con altri 6 pesci, 4 barracuda, una corvina ed una salpa, ed un secondo posto finale per un nulla.

Che sensazione hai provato per questo podio: gioia o delusione?

Direi entrambi i sentimenti. Un secondo posto è un gran risultato ma se pensi che ti è mancato veramente pochissimo per acciuffare il primo, un po’ di rammarico ti rimane. Poi ho strappato qualche pesce, non ho ritrovato pesci sicuri etc. Insomma, sono contento ma combattuto anche perché anche al Campionato Acque Interne è andata alla stessa maniera. Comunque, al di là di tutto, una stagione positiva senza alcun dubbio.

Che armi hai usato al Campionato?

Sempre arbalete Seatec Snake 80 e 100 con aste monoaltetta da 6.5mm.

Franco Villani in azione – Video di Tommaso Gionni Marti

Tags: , , ,

Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

Leave a Reply