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Fipia presenta un’istanza parlamentare sulla licenza di pesca

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Nei giorni scorsi la FIPIA (Federazione Italiana Pesca in Apnea) ha sottoposto, ai rappresentanti dei Gruppi Parlamentari presenti nelle Commissioni Agricoltura (e pesca) di Camera e Senato, un’istanza in merito alla Proposta di Legge Oliverio che vede l’introduzione di una licenza di pesca a “titolo oneroso”.

Alleghiamo il testo anche a dimostrazione del fatto che l’associazionismo ad oggi rappresenta l’unica strada concreta per raggiungere certi canali di discussione che alla moltitudine rumorosa e disorganizzata risulterebbero totalmente preclusi.

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Ai rappresentanti dei Gruppi Parlamentari nella XIII Commissione (Agricoltura) della Camera

Ai rappresentanti dei Gruppi Parlamentari nella 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato

Ns prot. 02715

Oggetto: Proposta di Legge n. 521 “Interventi per il settore ittico” a firma dell’On. Oliverio

Onorevoli Senatori, Onorevoli Deputati

Il 27 febbraio a Roma nell’ambito della manifestazione fieristica “World Fishing” si è tenuto un incontro pubblico organizzato dalla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) sul tema di cui all’oggetto.

Ha partecipato, crediamo in nome del Gruppo PD in Commissione, l’On. Silvia Venittelli, membro della Commissione Agricoltura della Camera.

Dalla discussione e dal dibattito è emersa la contrarietà delle associazioni della pesca non professionale all’introduzione di una licenza a pagamento. Questa opposizione si è resa ancor più ferma qualora i proventi di questa licenza fossero, in toto o in parte, destinati a qualche forma di sostegno della pesca professionale.

Non entriamo qui nel merito del dibattito sulla sostenibilità delle diverse pratiche alieutiche, né nel merito del contributo al PIL e all’import-export delle diverse categorie, intendiamo però rimarcare che la norma di riferimento per la pesca non professionale è, ad oggi, il DPR 1639/68, che, come vi sarà noto, è oggetto dal 2004 (D.lgs 153/2004) a norme che ne hanno imposta la sua “revisione”: revisione che non è mai stata affrontata neanche alla luce del successivo D.lgs 9/1/2012 n.4.

A fronte della disattesa attenzione al dettato normativo protrattasi per oltre 11 anni, da parte di tutti i parlamentari che si sono succeduti nelle diverse legislature, oggi viene proposta l’introduzione di una “licenza a titolo oneroso” a carico dei pescatori non professionali mediante un atto normativo principalmente indirizzato alla pesca professionale.

Da segnalare anche che nei suoi interventi all’incontro pubblico succitato, l’On. Venittelli ha ritenuto possibile che nella discussione in Commissione sulla Proposta di Legge in oggetto, possa essere modificato il destino dei proventi di questa licenza indirizzandoli, ad esempio,  alla sovvenzione dei controlli in mare e a sostegno della pesca ricreativa. Non ci pare abbia mai aperto alla possibilità che gli articoli della Proposta di Legge che riguardano la pesca non professionale possano essere eliminati e inseriti nel contesto normativo più opportuno, ovvero la revisione del DPR 1639/68.

Quindi l’idea che ha pervaso l’uditorio è stata che “tassa sarà” al di là di dove saranno destinati i proventi.

Rimarchiamo inoltre che in Commissione Agricoltura, durante tutto l’iter di discussione della Proposta di Legge in oggetto (dal marzo 2013), non siano mai state chiamate al confronto le rappresentanze del comparto della pesca non professionale che verrebbe interessato pesantemente da un intervento di tale natura. Facciamo riferimento alle associazioni che rappresentano l’oltre un milione di pescatori non professionali in mare, quelle dei costruttori e commercianti delle attrezzature per la pesca amatoriale, quelle della nautica da diporto fortemente interessata dal fenomeno della pesca non professionale in mare.

Nella situazione attuale non siamo in grado di sapere o capire se i diversi gruppi politici partecipanti alle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato siano dello stesso indirizzo dell’On.Venittelli, oppure se ritengano di aprire un confronto con le rappresentanze dei portatori di interesse, per giungere a una soluzione concertata e condivisa in tema di pesca non professionale.

Concludiamo nella speranza che vogliate manifestare pubblicamente il Vostro indirizzo su questo argomento.

Per parte nostra ci rendiamo sin d’ora disponibili a contribuire al dibattito, comunque impegnandoci a tenere informata l’opinione pubblica e gli appassionati di pesca in mare.

Distinti Saluti

Per il Consiglio Direttivo F.I.P.I.A.

Il Presidente

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