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Fermo in Sicilia: cronaca di una gara non disputata

| 7 novembre 2006 | 0 Comments
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riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera aperta inviataci da Giovanni Mangano, agonista e biologo siciliano – Salve amici di Apnea Magazine, Vi mando questa mail per mettere al corrente voi e tutti gli appassionati lettori di quello che è accaduto nel mese di Ottobre quì da noi in Sicilia. Intanto iniziamo con le presentazioni mi chiamo Giovanni Mangano, sono un agonista (pesca in apnea), biologo e soprattutto amante del mare. Ho deciso di scrivere questa mail per denunciare a tutte le persone che visitano sia il forum che che il sito, quello che la regione siciliana e in particolare l’ assessorato regionale della cooperazione del commercio dell’ artigianato e della pesca (scrivo in piccolo perchè non meritano neanche le maiuscole che la grammatica ci impone), ha stabilito per attivare un fermo biologico che sembrava dovesse regolare le forme di pesca professionale per tentare di limitare le catture di pesci pregiati nel periodo di riproduzione e invece finisce per impedire alla quasi totalità dei pescatori sportivi di andare per mare per quasi tutto l’anno.
Vi chiedo perciò di pubblicare sul sito la mia Mail di protesta per cercare tutti assieme di trovare una soluzione a questo problema. Quì non si tratta più di fermare il prelievo di qualche pesce, quì si tratta di limitazione assoluta della libertà del comune cittadino di vivere il mare nelle forme e nei modi che lui preferisce.

Andiamo con ordine, durante la scorsa estate veniamo più volte avvicinati da funzionari della capitaneria di porto e da vari delegati di spiaggia ( parlo della zona di Catania) che ci informano di un imminente periodo di fermo biologico che dovrebbe iniziare nel mese di ottobre 2006, la cosa ci lascia perplessi perchè da circa 10 anni siamo costretti noi Catanesi e Taorminesi (le altre provincie non lo fanno e non abbiamo mai capito perchè) a non poter pescare in apnea dal primo di Gennaio alla fine di Febbraio, per 45 giorni, questo perchè la Capitaneria di porto di Catania reitera un vecchio decreto della regione siciliana che limitava la pesca professionale istituendo un periodo di fermo biologico retribuito (per i professionisti) solo che non avendo più fondi a disposizione i professionisti non lo fanno più da anni mentre noi ci siamo rimasti nel mezzo, noi soli pescatori (sportivi) in apnea. Arriva Ottobre e inizia anche il periodo delle gare selettive valide per accedere ai Campionati di seconda Categoria, riceviamo dalla regione l’autorizzazione a svolgere le prima selettiva che si svolge a Catania, il primo di Ottobre, due vengono spostate a data da destinarsi una per la concomitanza con una riunione dei giudici di gara, l’ altra per motivi organizzativi; nel frattempo si svolge anche il Trofeo dedicato alla memoria di Pippo Nicolicchia (15 ottobre, gara generica a coppie), mentre il 22 Ottobre partecipiamo alla selettiva a Trapani. Tutto sembra andare normalmente fino al 29 Ottobre, data della seconda selettiva di Catania: quì si blocca tutto, la regione non manda l’autorizzazione allo svolgimento della gara, la capitaneria di Catania non dà il benestare e noi organizzatori della gara (CI.CA SUB CATANIA) dobbiamo spostare la gara a data da destinarsi. Cerchiamo di capire che cosa è successo e quello che scopriamo ci fa raggelare completamente. La regione ha emanato nel corso del 2006 e precisamente il decreto n° 103/Gab del 21 Aprile 2006, denominato piano di protezione delle risorse acquatiche 2006 – interruzione temporanea della pesca. In questo decreto e nella successiva modifica del 9/ agosto 2006, si mettono in pratica le misure per consentire lo sviluppo sostenibile dell’ attività di pesca della flotta siciliana ( e allora noi che ci entriamo mi chiedo). Ebbene se avrete la bontà di leggere questi decreti, scoprirete che i professionisti dovrebbero effettuare un periodo di fermo di 45 giorni poi ridotto a 30 (mancanza di fondi) nei periodi di aprile 2006 e di ottobre 2006, a seconda del tipo di pesca effettuata, (Art. 2, commi 3 e 4). Invece il comma 6 è dedicato a noi dilettanti, questa volta tutti i dilettanti tranne lenza a mano, pesca da terra o bolentino. Ricapitolando: per 45 giorni da aprile e per 45 giorni da ottobre quasi tutti gli amanti del mare (dilettanti) in Sicilia + 45 giorni gennaio noi catanesi, per un totale di 135 giorni non potremmo più effettuare nessuna azione di pesca. Vi sembra un paese democratico il nostro? I responsabili dell’impoverimento del mare si fermano per 30 giorni, noi se va bene 90. La regione può condizionare la vita dei cittadini? Può legiferare su noi dilettanti ? Possiamo opporci come sta avvenendo in Sardegna? Dimenticavo: il 19 ottobre 2006 arriva in Capitaneria di porto di Catania una ulteriore circolare della regione Protocollo n° 2134, in questa si parla di un fermo per i dilettanti che va a partire dal 1 ottobre e si conclude il 31 dicembre 06, mentre in Capitaneria c’è chi parla addirittura di un fermo che parte dal 31 Agosto. Cioè: non stiamo capendo più niente. Quello che posso dirvi è che la capitaneria di porto sta già rilevando verbali salatissimi e in questi giorni c’è addirittura una vera e propria caccia al subacqueo. Non possiamo più andare avanti così, una cosa è attuare un periodo di fermo, una cosa è perdere la libertà di vivere. Tra di Voi spero ci sia un avvocato esperto di Costituzione che ci possa spiegare fin dove può arrivare lo Stato democratico con i suoi obblighi e fin dove può considerarsi libera una persona di vivere la propria passione. Spero di vedere queste righe pubblicate sul sito, e iniziare con tutti voi una sorta di dialogo propositivo che serva a trovare una soluzione a questo problema. Nel frattempo vi invio i miei Cordiali Saluti.

Giovanni Mangano

Category: News, News Pesca in Apnea

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