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Episodio di Taravana prontamente risolto per Andrea Zuccari

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Brutta avventura per l’apneista Andrea Zuccari che domenica 24 Aprile è incappato in un episodio di Taravana, per fortuna prontamente trattato dai medici della camera iperbarica di Sharm El Sheik (località dove Andrea vive da anni e in cui gestisce il suo Freediving World) e dal personale della Sinai Clinic, e che il pluriprimatista ha tenuto a raccontare tramite il suo profilo Facebook. I primi sintomi sono comparsi dopo una serie di 5 tuffi in apnea con lo scooter, a profondità variabile tra i 60 e i 70 mt, con dei recuperi in superficie di circa 4/5 minuti. L’apneista era conscio di non stare applicando un protocollo corretto, ma forse in considerazione dell’esiguo numero di tuffi previsto, ha sottovalutato la situazione.

Concluse le immersioni e salutati i compagni, Andrea si è diretto verso riva. Raggiunto il bagnasciuga si sono manifestate le prime difficoltà di equilibrio, per evidente mancanza di coordinazione motoria. Da quell’istante in poi la situazione precipita: viene adagiato su un lettino prendisole, sottoposto a somministrazione di ossigeno normobarico, spogliato della muta mentre viene allertata la locale camera iperbarica che richiede l’immediato trasferimento del paziente.

All’arrivo nella struttura sanitaria l’apneista camminava a fatica e non riusciva a rispondere alle domande dei medici. In meno di 25 minuti dall’esordio dei primi sintomi era già stato attivato il protocollo medico e la somministrazione di ossigeno puro ad una pressione equivalente a 18 metri di profondità. 30 minuti di trattamento sono stati sufficienti perchè Andrea riprendesse consapevolezza di se, dopo 5 ore anche i ricordi precedenti l’arrivo sul bagnasciuga cominciavano a riaffiorare. Al termine della prima seduta Andrea è uscito dalla camera iperbarica da solo, tuttavia gli esami neurologici dimostravano il permanere di un deficit e soprattutto delle problematiche di equilibrio anche se meno accentuate.

Si è resa necessaria una notte in osservazione presso la Sinai Clinic con continua somministrazione di ossigeno e controllo costante della saturazione dell’emoglobina. Il lunedì mattina è stata effettuata una seconda seduta iperbarica della durata di 2 ore. Martedì la visità di controllo constatava il progressivo recupero della condizione fisica e della deambulazione. Mercoledì si procedeva ad un ultimo trattamento iperbarico di 2 ore e finalmente giovedì si dichiarava risolto l’incidente e si prescriveva solamente del riposo.

Ancora una volta la corretta interpretazione e tempestiva gestione della sintomatologia del Taravana si è dimostrata fondamentale per la risoluzione senza strascichi e nel minor tempo possibile di questo brutto episodio.

Da tutta la redazione di Apnea Magazine l’augurio ad Andrea di un pronto recupero.

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