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Mi
immergo da molti anni, ma ritrovarmi ad oltre 2000m di altitudine per
assistere e documentare due records mondiali scientifici di immersione
in apnea sotto i ghiacci mi rende euforica. L'organizzazione ha previsto
tutto. Da Varese arrivo il 26 aprile al Mont Blanc Hotel Village di
La Salle, messo a disposizione degli ospiti dall'organizzazione. La
sera ho la fortuna di cenare accanto a Nicola, che mi confida di essere
sempre molto eccitato prima di un'immersione estrema .
Ma questa volta non sarà solo, perché in questa avventura
ha voluto con sé anche Silvia Dal Bon, eccezionale campionessa
di apnea medaglia di bronzo con la nazionale Azzurra alla World Cup
di Ibiza 2001, e Marco Malpieri, giovane apneista di soli 16 anni.
Al mattino successivo ci alziamo tutti molto presto (6.30!) e partiamo
alla volta del lago Verney, situato nel comprensorio sciistico internazionale
di La Thuile - La Rosière.
La giornata è soleggiata, ed il ritrovo è previsto a la
Thuile nella località di Pont Serrand, ove termina la strada.
Saliamo su un mezzo denominato BRT San Bernardo, messo a disposizione
dei Vigili del Fuoco del Piemonte e che noi chiamiamo simpaticamente
"il bruco".
Dopo due viaggi , equipes scientifiche, atleti, sponsor e addetti ai
lavori, arrivano al campo base. Il percorso con il "bruco"
non è privo di difficoltà, ma il tragitto è emozionante.
All'arrivo, tutti rimangono affascinati dall'ambiente che li circonda.
Uno spettacolo, sembra di essere in Antartide. Le tende messe a disposizione
dei Vigili del Fuoco VdA e dalla Protezione Civile VdA permettono ai
presenti un riparo in caso di maltempo e fungono da base scientifica
per le equipes di ricercatori.
Ad una ventina di metri intravedo il foro di entrata, e a diverse decine
di metri si staglia il foro di uscita. A circa metà percorso
si scorge un piccolo foro di emergenza, poiché sotto il ghiaccio
i pericoli sono molti è la prudenza non è mai troppa.
Lo stesso foro servirà a Marco Malpieri per la sua performance.
Mi
avvivino al foro di partenza e rimango impressionata dallo spessore
del ghiaccio: 1.70m costituiti da 40cm di ghiaccio vivo e da 1.30m di
neve compatta, quasi ghiaccio.
Max Cestaro e Paolo Mezzavilla, i capi dell'equipe di assistenza, mi
confideranno che preparare il campo base esterno e subacqueo comporta
moltissimo lavoro. Il lago Verney è situato in una conca spettacolare,
ma è possibile arrivarci solo con gli elicotteri, gatti delle
nevi, motoslitte o con gli sci. Infatti, per portare tutto il materiale
sono necessarie numerose rotazioni con gli elicotteri e serve almeno
una settimana di intenso lavoro per preparare i fori, il percorso subacqueo
e per preparare nei minimi dettagli tutto il campo base. In caso di
maltempo, i tempi si allungano e le difficoltà aumentano in modo
esponenziale.
Il percorso subacqueo è stato allestito nei minimi particolari,
ogni 5m, su ogni lato destro e sinistro ci sono dei paletti conficcati
sul ghiaccio con appese le luci strobo, e i 50m sono delineati a destra
e sinistra dal nastro "vedo" bianco e rosso, così da
creare una corsia preferenziale simile ad una pista notturna di un aeroporto.
La visibilità sotto il ghiaccio è ottima ed appena messo
la testa sotto, dopo un paio di metri si scorge la luce del foro di
emergenza posto a 25m di distanza.
Dopo circa 15m è possibile vedere il fascio di luce che filtra
dal foro posto a 60m di distanza.
Ore 11.30: tutto è pronto, Nicola Brischigiaro, Silvia Dal Bon
e Marco Malpieri hanno già effettuato tutti i test scientifici
ed hanno indossato le mute con all'interno un sofisticato apparecchio
(life-shirt Sensormedics) che consente di registrare ogni minima variazione
cardiaca e contrazione diaframmatica.
Inizia, dentro la tenda, la fase di rilassamento che durerà circa
15'. Marco e Silvia sembrano in uno stato di trance. Operatori e fotografi
riprendono tutte le fasi.
In attesa dei record di Silvia e Marco, Nicola Brischigiaro si avvicina
al foro di entrata per la sua performance. E' molto rilassato, si siede
sul foro, indossa le pinne e si cala in acqua tenendo le mani sul bordo
innevato. Un minuto dopo i subacquei di assistenza iniziano ad immergersi
sotto il ghiaccio. Anche gli operatori subacquei ed i fotografi si sono
già immersi e all'esterno, sponsor, addetti i lavori, autorità
e il pubblico seguono attimo dopo attimo tutti i preparativi.
Max controlla per un ultima volta l'ADV Zeuxo una sorta di siluro subacqueo
con il quale, Nicola effettuerà un lungo percorso.
Max Cestaro si immerge e fa segno a Nicola Brischigiaro che tutto è
pronto. Inizia così la ventilazione che precede la partenza .
Il silenzio regna sovrano e si sentono solo gli ampi respiri di colui
che si appresta a compiere non un record ma una performance dedicata
tutta alla ricerca scientifica.
Gli
ultimi atti respiratori si fanno più intesi e frequenti al fine
di abbassare la Co2 del sangue. Ecco l'ultimo respiro, il più
intenso, il più profondo quello che precede il viaggio estremo
ai confini fisiologici, in un mondo surreale, quello che gli consentirà
di attraversare, sotto un metro di ghiaccio, quel limbo spazio temporale
freddo e buio dove tutto acquista una dimensione affascinante, inimmaginabile.
Tutti noi sappiamo che Nicola non si appresta a stabilire nessun primato
ma l'emozione di vederlo in diretta ci emoziona e rimaniamo con il cuore
in gola, quasi dovessimo accompagnarlo sotto il ghiaccio. Nicola si
immerge e in quel mentre mi rendo conto, solo ora, che tutti sono vestiti
da alta montagna imbacuccati fino alla fronte ed invece lui è
sotto il ghiaccio, in apnea, in un ambiente estremo, gelido, equipaggiato
solo con una muta umida da 5mm. Sono attimi intensi e dopo circa un
minuto eccolo sbucare dal foro di uscita con tranquillità e il
braccio alzato con il segno "ok tutto a posto".
Nessuna esultanza particolare, perché questaè una performance
meno eclatante rispetto a quella del 2002, ma ugualmente spettacolare
e significativa. Quest'anno, oltre alle sperimentazioni Nicola aveva
un obbiettivo molto importante: girare dei documentari per dei network
televisivi. Per questo non ha voluto impegnare tutte le risorse per
stabilire un altro record scientifico. Per ottimizzare le riprese, difatti,
percorrerà più volte tratti da 25 -50m
Ma Nicola non è il solo protagonista di questa avventura e, mentre
esce dall'acqua, Silvia e Marco si avvicinano ai fori di partenza: tocca
a loro adesso. I presenti seguono in religioso silenzio tutti i loro
movimenti, la tensione ora sale davvero e nell'aria si respirano attimi
intensi.
Con
movimenti sinuosi e in perfetta concentrazione Silvia si avvicina al
foro di partenza, si siede sul bordo in posizione yoga ed inizia la
ventilazione. Due minuti dopo si cala nel foro con la testa emersa e
le mani appoggiate al bordo. Riesco a leggere il labiale "..è
fredda.." - dice in un tono impercettibile. Un attimo dopo sta
già ventilando per prepararsi a conquistare il suo secondo record
di apnea lineare sotto i ghiacci. Vigiliamo su di lei senza disturbarla,
e dopo quattro minuti Silvia Dal Bon scompare sotto la crosta di ghiaccio,
come inghiottita dal lago. Dopo la capovolta Silvia, con movimenti spettacolari,
simili ad un delfino, inizia ad imprimere alla monopinna la forza propulsiva
che le permette di avanzare in un ambiente acquatico che lei stessa
definisce straordinario per le emozioni che vi si possono vivere. Con
gli occhi fissi sull'acqua gelida del foro di uscita rimaniamo con il
fiato sospeso e tutti attendono di scaricare la tensione con un urlo
liberatorio. Dopo 53" Silvia buca il ghiaccio e con le braccia
al cielo sorride in segno di vittoria, facendo il segno dell'Ok a tutti
i presenti. Silvia è la prima donna a realizzare una performance
del genere con la monopinna ed anche Nicola si complimenta vivamente
con lei per l'impresa riuscita.
Ma non c'è tempo per prolungare i festeggiamenti, perché
Marco Malpieri, solo sedici anni e la stoffa del campione, è
pronto per il suo primo record scientifico di apnea sotto il ghiaccio.
La sua preparazione è meticolosa, ogni attimo è seguito
dai presenti con grande partecipazione. Il team di assistenza nel frattempo
si sposta per seguire metro dopo metro i 25m di apnea sotto il ghiaccio
di Marco, che lo consacreranno come il più giovane atleta della
storia subacquea a stabilire una performance del genere. Meno 3', rimaniamo
tutti in un silenzio innaturale, mistico. I respiri di Marco sono così
ampi e profondi che si sente da molto distante il sibilo del flusso
d'aria che entra ed esce dai suoi polmoni. Nicola Brischigiaro lo osserva
con attenzione e il papà di Marco, Massimo Malpieri, un punto
di riferimento per tutto il settore medico-scientifico della subacquea,
lo guarda con affetto e una comprensibile emozione. Meno trenta secondi,
Marco è concentratissimo. Meno 10 secondi alla partenza ed ecco
che Marco inizia una lunga inspirazione il cui sibilo viene avvertito
dai presenti che, incosapevolmente, nello stesso tempo, inspirano anch'essi
profondamente quasi dovessero immergersi con lui ed accompagnarlo per
mano in un ambiente buio ed ostile.
D'un tratto si immerge nelle acque gelide del lago. La sua pinneggiata
è sicura e potente, mentre all'esterno solo il fruscio del vento
accompagna le nostre emozioni. Lo sguardo è rivolto al foro di
uscita, un metro e mezzo per ogni lato, ove il ghiaccio e l'acqua creano
giochi di luce e riflessi abbacinanti. Ci siamo e 31 secondi dopo riemerge
con disinvoltura dal foro di uscita, braccia al cielo in segno di vittoria
e un grande sorriso liberatorio sul volto che scaccia la tensione per
un primato da Guinness conquistato con determinazione, coraggio e volontà
difficilmente riscontrabili in un suo coetaneo.
Due record scientifici e una performance spettacolare con sono stati
il fulcro di tre giornate straordinarie, vissute con emozione ed interesse.
Ancora una volta Nicola Brischigiaro ci ha dimostrato quanto sia affascinante,
importante e propedeutico unire sport e scienza in contesti unici e
spettacolari e che dimostrano come l'uomo proceda verso nuovi ed entusiasmanti
limiti e confini fisiologici.
L'evento è stato seguito con molto interesse dai media nazionali:
Rai Sport, Rai International (circuito mondiale), Tg2, Studio Aperto,
Rai sport Sat, Rai Sport Med, D+, INN, Tg3 Veneto, Valle d'Aosta, Lazio,
Umbria ecc
alcune radio nazionali, quotidiani, Tg regionali, riviste
specializzate, etc.. hanno dedicato ampi spazi a due nuovi primati scientifici
che dimostrano come sport e scienza possano condividere momenti davvero
esaltanti.
Nicola Brischigiaro ci ha confidato: -" sono davvero molto soddisfatto,
i "miei allievi" hanno dimostrato carattere e grande determinazione,una
dote fondamentale per il conseguimento di brillanti record scientifici
che dimostrano come l'uomo possieda affinità acquatiche presenti
solo nei mammiferi marini che da sempre fanno sognare l'uomo: i delfini"
- .
Team
di assistenza
Max Cestaro
Paolo Mezzavilla
Marco Miglietta
Roberto Milliery
Fabio Ventrice
Roberto Trapani
Aldo Magliano
Ernesto Dini
Sabrina Peaquin
Stefania Peaquin
Sponsor:
Coltri Sub
Suzuki Marine
Suzuki Auto
Immersion
Valle d'Aosta
Nuova Jolly
North Sails
Adv Zeuxo
SSI
Partner:
Regione Valle d'Aosta (patrocinio)
Assessorato al Turismo, sport, trasporti e commercio (sponsor dell'evento)
Comune di La Thuile
Funivie di La Thuile
Protezione Civile VdA
Vigili del Fuoco VdA
Vigili del Fuoco Piemonte
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