Home » Altre discipline » Nuoto Pinnato » Circolare Normativa Nuoto Pinnato 2009: istruzioni per l’uso

Circolare Normativa Nuoto Pinnato 2009: istruzioni per l’uso

| 13 aprile 2009 | 0 Comments
Trovi questo articolo informativo?
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]

Si è dovuto aspettare lo svolgimento delle elezioni federali ma, dopo lunghi mesi di attesa, è stata finalmente pubblicata l’edizione 2009 della circolare normativa del nuoto pinnato. Molte le novità rispetto agli ultimi anni – alcune delle quali di notevole importanza – che meritano di essere analizzate nel dettaglio.
Spesso, ma non sempre volentieri, piccoli particolari creano infatti conseguenze rilevanti sull’attività di tutte le società: ecco perché ci proponiamo di esaminare nello specifico le varie modifiche rispetto al passato più e meno recente.

Seguiamo l’ordine degli argomenti così come presentato nella circolare stessa, visionabile sul sito federale al seguente link: circolare normativa 2009

Un tuffo di partenza – Foto: E. Traverso

Wild Card: per la partecipazione ai Campionati Italiani resta la possibilità di sfruttare le Wild Card (se non siano stati ottenuti i tempi limite per la qualificazione) che, nel caso degli Assoluti, diventano quattro e non più soltanto due come invece rimane per tutti gli altri Campionati.

Esordienti: nelle distanze previste per le categorie promozionali entra anche la staffetta 4×100. Viene codificata a livello di circolare anche la possibilità per i giovani atleti di nuotare a dorso, fatto tutt’altro che inusuale specie tra i più piccolini, molti dei quali con difficoltà arrivano a concludere i 100 metri, ancor più i 200!

La prepartenza master ai C.I. di Biella – Foto: N. Negrello

Master: è sicuramente la categoria con più novità. Grazie anche al notevole lavoro del responsabile federale Sergio Stasi, neoeletto anche in seno al Comitato di Settore, gli amatori assumono sempre più una propria fisionomia.
La creazione del Campionato Italiano Master di Velocità, cioè in piscina, è notizia ‘vecchia’, nel senso che la prima edizione si è già svolta a Biella in concomitanza con i Campionati Italiani di Società a metà Febbraio. Ora questa manifestazione viene codificata anche a livello di circolare normativa con l’intento di diventare un appuntamento fisso e di coinvolgere sempre più numerosi master, tradizionalmente abituati a competere in acque libere e ora chiamati in causa anche nell’attività indoor.
Completamente rivista anche la struttura del Campionato Italiano di Mezzofondo e Staffetta. In particolare, per quanto riguarda la staffetta 3×1000, lo stile pinne verrà separato dal tradizionale stile nuoto pinnato anche in questa specialità. Oltre alla classifica per sesso e stile verranno inoltre create due diverse categorie: Under 135 e Over 135, ossia quelle staffette in cui la somma delle categorie dei tre componenti sia rispettivamente inferiore e superiore i 135 anni.
Per ciò che concerne la Coppa Italia di Fondo, nel computo della classifica finale entrano a far parte, oltre alle classiche prove (i tre migliori punteggi sulle prove disputate), anche i Campionati Italiani di Fondo, Mezzofondo e Staffetta.

Una prova di vs, specialità un po’ bistrattata negli ultimi tempi – Foto: E. Traverso

Agonisti: molte le novità anche per il settore agonistico. Restando alle gare di fondo, dopo un solo anno scompare la 20km sostituita dalla 12km che si svolgerà in concomitanza con la 6km ai C. I. di Fondo, permettendo comunque agli atleti che si cimenteranno nella prova, di essere classificati al passaggio della mezza distanza. Per questa prova e pure per la staffetta 3×2000 dei Campionati di Mezzofondo, viene assimilata la regola già valida a livello internazionale per cui il Giudice Capo, all’arrivo del vincitore, può decretare il termine della gara, determinando la classifica in base al successivo arrivo dei vari concorrenti al traguardo, che verranno fermati senza dover ulteriormente proseguire per recuperare gli eventuali doppiaggi.
Cambia anche il regolamento della Coppa Italia, per la determinazione della cui classifica varranno ora i tre migliori punteggi conseguiti nelle varie prove e non più due come lo scorso anno, oltre che il risultato del Campionato Italiano di Staffetta di Fondo. Importante anche la variazione per cui in quest’ultima prova ‘verrà assegnato per ogni squadra classificata il punteggio realmente conseguito secondo la tabella FIPSAS di società‘ e non più individuale, fatto che nell’ultima edizione svoltasi a Treviso aveva scatenato non poche polemiche.
Passando alle gare in piscina e alle gare di velocità subacquea, la circolare sancisce l’obbligo di presentarsi al blocco con la propria bombola pronta all’uso, questo al fine di evitare spiacevoli ritardi nelle partenze come è purtroppo accaduto in diverse occasioni.
A tutti i Campionati di Categoria (invernali, primaverili ed estivi) vengono eliminate le staffette nella categoria juniores. Notevolmente modificati anche i tempi limite per l’accesso agli stessi campionati per la prima categoria nello stile monopinna, tutti sensibilmente alzati.
Variano i tempi limite anche ai Campionati Italiani Assoluti: nei metri 800 e 1500 e nelle distanze vs vengono infatti molto abbassati (salvo i 400 vs femminili), scelta questa piuttosto discutibile vista la già scarsissima partecipazione in tali specialità e le poche manifestazioni in cui il programma prevede la possibilità di ottenere la qualifica.

Diversamente abili: ampia e dettagliata è la nuova definizione di tutta l’attività per diversamente abili che entra a pieno titolo in circolare, anche se solo a livello promozionale.

Atleti e tecnici azzurri nella prepartenza del fondo agli Europei Assoluti 2008 – Foto: N. Negrello

Rappresentative nazionali: ovviamente aggiornati tutti i tempi di qualificazione per le squadre nazionali, corrispondenti ai crono validi per la conquista del bronzo europeo e mondiale rispettivamente ad Eger (Ungheria) e Neiva (Colombia) nella scorsa stagione. Questa scelta, benché in linea con quelle degli ultimi anni, desta comunque alcune perplessità. Considerando infatti l’alternanza tra campionati europei e mondiali, non pare sempre logico fare riferimento ai risultati della stagione immediatamente passata. Mentre a livello maschile assoluto, vista la leadership della squadra azzurra, il problema non si pone, a livello femminile, per fare un esempio, un terzo posto agli europei nella maggioranza dei casi è equivalente ad un quinto ai mondiali per la presenza delle quasi imbattibili cinesi. Il discorso è ovviamente anche valido al contrario, quando cioè sono in programma i campionati europei e i tempi limite sono calcolati sulla base dei mondiali precedenti.
Ancora più perplessità desta l’introduzione dei tempi limite per le staffette. Benchè condivisibile nel principio, nella pratica la definizione dei limiti appare viziata. Anche in questo caso, infatti, il crono necessario corrisponde al terzo posto ai recenti campionati europei e mondiali. Ovviamente però per ‘comporre’ il tempo di staffetta sarà necessario sommare i quattro migliori tempi nei 100 e 200 np registrati nella stagione in corso, tempi inevitabilmente stabiliti da fermo (cioè con regolare partenza) e non lanciati, come avviene in una staffetta. E’ chiaro a tutti come la partenza lanciata, specie per atleti di alto livello, permetta di guadagnare decimi preziosissimi. Esemplificando, il tempo limite per la 4×200 femminile assoluta è 6’23’07, il record italiano che permise a Giorgia Viero, Claudia Ammetto, Roberta Mastroianni e Silvia Baroncini di vincere uno splendido bronzo ad Eger. Se si divide il tempo, perché la staffetta femminile si qualifichi sarà necessario che nel corso dell’anno quattro atlete nuotino sotto all’1’35’75 di media, tempo obiettivamente assai difficile da raggiungere per una sola donna, figuriamoci per quattro. Vista l’ancor più grande difficoltà di avvicinare i tempi limite individuali, il rischio concreto è che nessuna atleta si qualifichi. E’ ovviamente probabile e auspicabile che una squadra femminile partecipi ugualmente, scelta a discrezione dello staff tecnico, ma a questo punto quale la logica di inserire un tempo limite del genere?
Per quanto riguarda la squadra di fondo viene chiarito ciò che sostanzialmente sempre era accaduto ma che formalmente non sempre era stato scritto: la selezione avverrà a totale discrezione dello staff tecnico sulla base dei risultati delle prove di Coppa Italia e del Campionato Italiano di Fondo, oltre che dei 1500 in piscina.

La premiazione della tabella di merito 2008 – Foto: N. Negrello

Tabella di merito: completamente rivisitati i coefficienti di moltiplicazione per la determinazione della tabella di merito per società. In particolare avranno molto più peso i Campionati Italiani di Società e la Coppa Italia di Fondo che da coefficiente 3 passano a 5. Si intende in questo modo premiare la qualità oltre che la quantità degli atleti, oltre che stimolare la partecipazione alle gare di fondo, specialità in declino dopo i fasti del passato anche non troppo lontano. Dopo l’assurda previsione del 2008 in cui solo quelli stabiliti durante i campionati italiani (e non quelli stabiliti alle manifestazioni internazionali, sia CMAS World Cup che Mondiali ed Europei) sarebbero valsi per tale tabella, i record scompaiono definitivamente dai criteri per il guadagno di punti.
Viene invece creata una tabella di merito per società separata, dedicata al settore master, alla stipulazione della quale concorreranno tutti vari Campionati Italiani e la Coppa Italia.

Anche per quanto riguarda il Regolamento Nazionale Gare sono attese importanti novità. In particolare voci di corridoio annunciano una piccola rivoluzione per quanto riguarda la prima categoria alla quale potrebbe essere precluso l’uso di costumi integrali e monopinne inclinate. Questa decisione, del tutto condivisibile e già nell’aria da tempo, vorrebbe rendere più accessibili i costi per la pratica della disciplina. Una monopinna di ultima generazione costa infatti orientativamente 400 euro, ed un costume integrale si aggira sui 200, prezzi sicuramente non alla portata di tutti e ingiustificati per dei ragazzini di 12 anni alle prime esperienze. Fa riflettere inoltre la possibilità che monopinne di tale peso e dimensioni nuociano alla salute di così giovani atleti, specie per quanto riguarda le articolazioni del piede. Sicuramente quindi meglio iniziare gradualmente, con la possibilità di apprendere un buon stile di nuotata con una monopinna tradizionale, per poi evolvere col passaggio di categoria.
Ovviamente, in quest’ultimo caso, si tratta di news ufficiose senza validità pratica fino alla pubblicazione ufficiale di detto regolamento.

Tags: ,

Category: Nuoto Pinnato

Leave a Reply