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Campioni del Mondo

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Il logo del mondiale sul fondo del campo gara

Abbiamo sperato a lungo negli ultimi mesi, e finalmente eccoci qui, alla fine della prima competizione mondiale, a gridarlo con orgoglio: campioni del mondo. Certo, non è corretto appropriarci di un titolo a squadre che non esiste, ma quando i nostri atleti portano così in alto il tricolore è facile lasciarsi andare all’entusiasmo, e vedere la medaglia che luccica sul petto di Gaspare Battaglia come un fatto nazionale, come una vittoria di tutti noi. Questa icona, ovviamente, porta anche il nome di Giuliano, Giacomo, Simone, Michele, Paola, Manuela e Monica, senza dimenticare un CT che ha accompagnato passo passo i nostri atleti in questa avventura, e che merita riconoscenza e prestigio per come ha gestito atleticamente e psicologicamente un gruppo così eterogeneo, portando a casa il migliore risultato possibile! Flavio Mighali ha vinto la sfida, i risultati gli hanno dato ragione.

Pericolo scampato

Dal 12 al 19 Settembre si è finalmente disputato il campionato del mondo di apnea CMAS, che ci ha regalato i due primi campioni del mondo di Jump Blue: il nostro Gaspare Battaglia, a dir poco coriaceo, e la giovane e bella Marina Kazankova, outsider russa che ha lasciato tutti con un palmo di naso, battendo uomini e donne con un record mondiale assoluto di ben 152,34 metri. Dopo l’annullamento della prima edizione del mondiale di Biserta dello scorso anno per maltempo, la celebrazione del campionato di Rovigno era un obiettivo da non mancare, perché un ulteriore annullamento avrebbe probabilmente condannato la nuova disciplina all’oblìo o, quantomeno, ne avrebbe grandemente rallentato lo sviluppo. Nonostante il maltempo e qualche perplessità di troppo abbiano creato non poche difficoltà all’organizzazione curata dalla federazione croata, alla fine la gara si è potuta disputare.

Luci e ombre

Il modello di competizione ha mostrato le non poche potenzialità, ma anche i vari difetti o limiti del regolamento, a partire dal giudizio sulla validità della prova. Nelle competizioni CMAS tale validità è svincolata dal giudizio sulle condizioni fisiche dell’apneista al termine della performance: l’opinione del giudice sulla presenza di segni evidenti di perdita di controllo motorio (samba) non ha, in pratica, alcun valore.
A Rovigno si consideravano valide le uscite di tutti gli atleti che riuscivano a toccare la testa del giudice entro il tempo di venti secondi dalla riemersione, a nulla rilevando eventuali sambe o sincopi intervenute dopo il tocco: durante la gara si è potuto verificare che tutti o quasi gli atleti incorsi in perdita di controllo motorio sono riusciti a toccare il giudice subito prima dell’insorgere del problema.

Pare che sia sufficiente prendere di mira il giudice durante la risalita ed allungare la mano al momento opportuno per ritrovarsi quasi automaticamente con la mano sulla sua testa e salvare la prestazione. Moltissimi atleti si erano già resi conto di questa pecca regolamentare nei campionati nazionali e non hanno esitato a sfruttarla a loro favore, tentando misure leggermente superiori alle loro possibilità. Un vero peccato, sia per lo spettacolo che per la necessità di una modifica di tale regola, resa indispensabile dal fatto che la maggior parte degli apneisti non conosce il proprio corpo ed i propri limiti in questa nuova disciplina, ed ha bisogno di un regolamento piu ferreo per non farsi del male.

Marchi, De Mola, il CT Mighali e Battaglia

L’osservazione diretta del mondiale ha confermato quanto già visto a Siracusa in occasione del Campionato Italiano. Non solo atleti ed osservatori, ma gli stessi membri della commissione apnea della CMAS non hanno gradito i risultati dell’applicazione pratica di questa regola, che in alcuni casi ha conferito valore sportivo anche a performances niente affatto esemplari. L’apnea è prima di tutto consapevolezza, capacità di ascoltare e capire i segnali del corpo, e la prestazione oltre il limite, segnata da samba e sincope, non può essere allettata con la prospettiva di una medaglia, non può e non deve diventare un modo normale di vivere l’apnea. I riconoscimenti sportivi servono alla promozione di valori ben diversi, a partire dalla tutela della salute e del benessere degli atleti, e per questo la regola del tocco del JB andava necessariamente ritoccata.

Contromisure

La CMAS non ha perso tempo: a distanza di tre settimane il Bureau Executif ha già approvato una serie di importanti modifiche ai regolamenti di Jump Blue e Dinamica, che includono anche la rivisitazione della regola del tocco.
Questo il nuovo finale di ogni performance: all’uscita, l’atleta si vede passare il galleggiante da un assistente di superficie, che può anche essere una persona di sua fiducia, ma non può essere toccato da nessuno a pena di squalifica. Mentre l’atleta recupera aggrappato al galleggiante, il giudice conta dieci secondi, allo scadere dei quali apre le braccia: solo allora l’atleta può toccargli la testa ed ottenere la convalida della misura. Questa soluzione, sviluppata sulla base dell’intuizione dell’ azzurro Michele Tomasi, toglie utilità alla prestazione oltre il limite ed appare idonea a risolvere il difetto del regolamento riscontrato a Siracusa e Rovigno.

Ci sono altre modifiche non secondarie: per iniziare, tutti i limiti di zavorra sono stati eliminati, pertanto ciascuno sarà libero di scegliere quali e quanti chili di zavorra portarsi dietro, a patto di indossarne una con sistema a sgancio rapido e solo sopra la muta.

Le prove si dimezzano: non più due di qualifica e due in finale, ma solo una per ciascuna fase; al contrario di prima, le misure ottenute in qualificazione non faranno più testo in finale, dove tutto sarà deciso dalla prova del momento. In pratica, non vedremmo piu una finale “snobbata” da molti concorrenti, ma assisteremo ad un reale scontro diretto tra gli otto migliori; in compenso, i record ottenuti durante la prova di qualificazione saranno omologati anche in caso di un’ eventuale squalifica in finale, cosa che prima non era prevista.

A questo punto, sembra restare solo il problema della “molletta”, che alcuni atleti non gradiscono perché -a loro dire- difficile da fissare al cavo. Da osservatori “subacquei” possiamo avallare questa tesi, a Rovigno abbiamo assistito a non poche difficoltà per “pinzare” la misura, ma la CMAS ha già interpellato la società Omega, che ha realizzato i sistemi di misurazione elettronica utilizzati nel nuoto pinnato, per valutare la possibilità di adattare questi congegni digitali al JB e all’apnea dinamica.

Per aspera ad astra?

Dopo l’europeo di Siracusa del 2005, dove l’apnea dinamica CMAS farà il suo esordio ufficiale, l’appuntamento per il nuovo mondiale è già fissato per il 2006 a Tahiti. Dopo Tahiti sarà possibile fare un primo punto della situazione per verificare il progresso della disciplina, ma per poter redigere un vero bilancio dovremo attendere almeno il mondiale del 2008.
Perché così tanto tempo? Per un motivo che molti non sembrano considerare quando propongono confronti impossibili tra le manifestazioni agonistiche della CMAS e quelle di altre organizzazioni private come l’AIDA: quando si parla di diffusione di una disciplina sportiva del movimento olimpico, non stiamo parlando di coinvolgere dei privati in una scampagnata fra amici con sventolamento di bandiere a spese (e rischio, con tanto di manleva!) di ciascun concorrente, bensì di coinvolgere le Federazioni Nazionali riconosciute dai rispettivi governi e aderenti alla Federazione Internazionale riconosciuta dal CIO in una disciplina sportiva modellata nel rispetto dei principi validi per tutti gli sport, in cui tutti gli atleti sono assicurati contro gli infortuni, in cui per eccellere basta produrre risultati nel rispetto delle regole (senza doversi preoccupare di acquisire uno sponsor) in cui gli organizzatori delle competizioni possono dormire sogni relativamente tranquilli, e così via.

Gaspare Battaglia in azione

L’annullamento del campionato di Biserta ha causato un danno sensibile in un momento in cui la disciplina si accingeva al battesimo, risultando quindi particolarmente debole (l’assenza della Cina e di altre importanti nazioni al campionato di Rovigno potrebbe essere conseguenza diretta di quel fallimento), ma con due campioni del mondo e queste nuove modifiche ai regolamenti è possibile guardare al futuro con maggiore fiducia. Nella CMAS l’apnea si gioca la propria chance di raggiungere i più alti traguardi in ambito sportivo: al contrario dell’apnea agonistica “privata”, l’apnea CMAS è l’unica ad avere almeno la possibilità teorica di giungere fino ai giochi olimpici. Attenzione, non sto dicendo che con la CMAS l’apnea diventerà olimpica, ma solo che non potrà mai diventarla senza la CMAS, ed è per questo che non si comprende bene l’atteggiamento dei “disfattisti” di turno, tutti molto delusi dall’atteggiamento di rifiuto della CMAS verso l’assetto costante. L’assetto costante è una disciplina bellissima, una filosofia, uno stile di vita, una fucina di emozioni’ ma come disciplina sportiva agonistica, molto banalmente, non funziona per una serie di ragioni ben precise (riassunte in questo articolo).

Paragoni impossibili

Si ritorna sempre a parlare del primo mondiale AIDA di Santa Teresa e a fare raffronti con i suoi numeri, ma è un confronto impari che non può fare testo, troppo diverso il periodo storico, troppo importante il contributo di Pelizzari, che ha investito “di tasca propria” per garantire la massima riuscita di quella manifestazione. Il paragone, semmai, andrebbe fatto tra quel mondiale e i successivi firmati AIDA, e se è vero che a Rovigno le nazioni presenti non erano quelle che ci si aspettavano, a Vancouver quest’anno la situazione era ancora più deludente! Ma non è di questo che dobbiamo occuparci, semplicemente l’apnea CMAS non può prendere in considerazione competizioni con quella formula: invece di irrigidire il giudizio e scagliarsi contro questa nuova dimensione dell’apnea, forse sarebbe preferibile tentare di capire meglio il fenomeno, ed assumere una condotta, alternativamente, cooperativa o di totale disinteresse. Di fronte all’atteggiamento di alcuni “estremisti” pronti a boicottare il JB (Mr. Chapuois dell’AIDA in primis, ma ne abbiamo anche in Italia), viene da chiedersi che bisogno ci sia di provare ad affossare l’apnea sportiva, perché si arrivi a mancare di rispetto agli atleti che in questa sida ci credono, e si allenano duramente per difendere il colori della propria Nazionale. Perché il disinteresse non è sufficiente a mostrare il mancato apprezzamento?

Sport: onori ed oneri

Manuela Acco sul cubo

Le porte dello sport si sono finalmente aperte all’apnea, ed è necessario iniziare a prendere confidenza con questa nuova realtà, e a lavorare per renderla sempre più a misura d’apneista e coerente con sé stessa. Chiaramente, l’ingresso nella famiglia del CIO comporta non solo onori, ma anche oneri, alcuni dei quali sicuramente dolorosi. In primis, impone l’adeguamento istantaneo alla regolamentazione di prevenzione e repressione del doping, flagello cui il Comitato Olimpico Internazionale ha opposto una politica inflessibile, di vera tolleranza zero verso le federazioni.
Le regole dell’Agenzia Mondiale Anti Doping (WADA) meritano grande attenzione, così come il codice anti-doping recentemente approvato dalla CMAS, attualmente in fase di distribuzione presso tutte le federazioni. Una volta che le federazioni avranno accettato il codice, saranno assoggettate ad una serie di obblighi sulle procedure antidoping, e quelle che non effettueranno i test ai campionati nazionali rischieranno fino a due anni di sospensione dalla confederazione.

La CMAS, inoltre, formerà presto una commissione apposita, cui gli atleti dovranno obbligatoriamente rivolgersi per poter assumere farmaci contenenti sostanze proibite: ciò significa che non sarà più possibile presentarsi ad un campionato con il certificato medico in busta chiusa, come accaduto anche a Rovigno.
La confederazione ha infine richiesto alle commissioni delle varie discipline di indicare i nomi di 10 uomini e 10 donne per ciascuna specialità, e la stessa cosa dovranno fare le singole federazioni nazionali (senza poter inserire nell’elenco i nomi eventualmente presenti in quello stilato dalla commissione): le informazioni dovranno comprendere anche luogo e orari di allenamento, per consentire visite a sorpresa da parte del personale della WADA.

Adeguamento nazionale

Per quanto riguarda l’Italia, gli effetti del decollo dell’apnea CMAS li potremmo vedere già dall’anno prossimo, che si preannuncia all’insegna delle novità. Dato che la nostra nazionale si troverà a competere in due sole specialità, il settore AS FIPSAS sta pensando di adottare dinamica e JB come uniche discipline agonistiche. Ciò non significa cancellare le competizioni di apnea statica e assetto costante, ma solo eliminare i titoli di campione italiano delle due discipline e sostituire il campionato con una competizione diversa, che potrebbe essere denominata Coppa Italia.

Chiaramente, è presto per avere certezze, in quanto le proposte del settore dovranno superare il vaglio del Consiglio Federale prima di confluire nella circolare normativa 2005, ma qualora ciò dovesse verificarsi, l’agonismo nazionale ne uscirà trasformato. Nella classifica combinata del campionato italiano, ad esempio, troveremo solo dinamica e JB, e non ci saranno più gare di selezione con le prove di statica e dinamica nella stessa giornata. La ragione di queste modifiche è banale: le competizioni nazionali servono alla selezione della rappresentativa nazionale, che è chiamata a confrontarsi solo nelle discipline della CMAS, pertanto non ha alcun senso riproporre commistioni già viste nella passata stagione agonistica e che hanno prodotto effetti indesiderati (basti ricordare l’episodio di Giuliano Marchi, che al CI non ha potuto gareggiare in dinamica per una squalifica subita nella prova di statica). Inoltre, in una disciplina come l’assetto costante FIPSAS, con limite a 65 metri, rischiamo di ritrovarci con un “club” di campioni italiani ogni anno’

Una nuova era

Siamo spettatori della fine dell’era dell’agonismo fai da te e dell’avvento dello sport dell’apnea. Le molte novità presenti e future testimoniano un fermento beneaugurante: c’è bisogno di molti apneisti di buona volontà in questo momento, c’è bisogno -come dice un caro amico- di lavorare tutti insieme per costruire l’apnea. Noi di AM continueremo a seguire tutto ciò che ruota attorno questo mondo: record, gare AIDA, agonismo internazionale CMAS, manifestazioni di promozione etc.. con la speranza che, almeno nel nostro ambiente, le scelte degli atleti di fare o meno agonismo, di partecipare ad un circuito piuttosto che ad un altro etc… risultino ugualmente rispettabili.

Rispetto e gratitudine la meritano senz’altro gli Azzurri, che a Rovigno si sono battuti con grinta e onore. Abbiamo avuto splendide conferme e nuovi talenti, e il tenace Gaspare Battaglia si fregerà di questo titolo per i prossimi due anni, rendendo Campioni del mondo un po’ tutti noi per lo stesso tempo.

Category: Editoriali

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