Home » Pesca in Apnea » Agonismo » Campionato Italiano per Societa’ 2005

Campionato Italiano per Societa’ 2005

| 20 febbraio 2006 | 1 Comment
Trovi questo articolo informativo?
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]

Lo scorso 22 ottobre si è disputato il Campionato per Società 2005, quest’anno organizzato dall’ASD Apnea Magazine che ho il piacere di presiedere e che annovera fra i propri tesserati una buona parte dello Staff di questa e-zine. Rendendoci conto del fatto che parlare su questa e-zine del campionato organizzato dal suo Staff rischiava di toglierci obiettività di giudizio, abbiamo preferito lasciare agli altri organi di informazione cronaca e giudizio a caldo sulla validità della macchina organizzativa.
Proprio per questa ragione, vi presentiamo un servizio a scoppio ritardato e un po’ diverso dal solito, ricordandovi che la nostra sezione video offre un video della manifestazione e che una galleria fotografica completa è disponibile a questo indirizzo nella sezione Public => Campionato Società 2005.

Lo Stand del Campionato – Foto: G. Zeni

Prodromidi Giorgio Volpe

Sul finire dell’anno 2003, visto il successo del portale, il direttivo di Apnea Magazine decise di iniziare a sostenere il nostro sport con maggiore concretezza e per questo motivo il primo dicembre 2003 venne costituita l’Associazione Sportiva Dilettantistica Apnea Magazine, immediatamente affiliata alla FIPSAS. Dopo aver utilizzato il primo anno di vita per iniziare a popolare le manifestazioni sportive organizzate da altri con i propri forti atleti, nel 2005 l’associazione ha dato maggiore concretezza alla propria azione, assumendosi l’incarico di organizzare non solo una gara di selezione nazionale, ma anche il campionato italiano per Società. Considerando l’inevitabile quanto dichiarata inesperienza, questa sfida non era certamente da poco, anche perché l’ASD AM è un circolo molto particolare, i cui soci, anche i più attivi, sono sparsi sul territorio e non localizzati in un’area geografica: sotto il profilo logistico la sfida si prospettava complessa sin dall’inizio.
Nell’affrontare l’impegno, ci siamo posti molti scrupoli: conoscendo la realtà dell’Argentario, sede quasi obbligata per una manifestazione di queste proporzioni nella provincia di riferimento, il nostro circolo si è preoccupato di “mettere le mani avanti” con l’amministrazione e la realtà socio economica locale, intraprendendo già in primavera contatti prima informali e poi formali con Pro Loco, Sindaco e, indirettamente, con l’organismo individuato dal Sindaco di Monte Argentario come “consulente” per la concessione del patrocinio comunale alla manifestazione. In una lettera inviata al Sindaco di Monte Argentario la nostra associazione spiegava per filo e per segno in cosa sarebbe consistito il campionato per società, allegando i dati di prelievo della scorsa edizione del campionato disputata nelle vicine acque del Golfo di Follonica (134 prede per 150 Kg), offrendo un estratto dei regolamenti gara e dichiarandosi disponibile per un confronto diretto con le parti sociali titolari di interessi parzialmente confliggenti. Nella riunione che seguì nel mese di Agosto, il direttivo del circolo venne accolto nei locali dell’Accademia Mare Ambiente dove fronteggiava in primis le scuse del presidente della Pro-Loco, che giustificava l’iniziale entusiasmo con la propria ingnoranza e si scusava per il proprio voltafaccia, dovuto essenzialmente alla feroce opposizione dei 18 diving locali allo svolgimento della manifestazione. Subito dopo, i consulenti del Sindaco, elementi dell’AMA di Porto S. Stefano, un’associazione in stretto rapporto (anche di sponsorizzazione) con i Diving locali, contrapponevano la vocazione dell’amministrazione per la tutela del mare -attuata con la promozione dell’escursionismo naturalistico subacqueo- con le gare di pesca subacquea, nemiche dell’ambiente. “Patrocinare questo campionato sarebbe contraddittorio”: questo il verdetto dell’Accademia Mare Ambiente, che dopo la nostra replica proiettava le suggestive immagini della cernia morente con una ferita da arpione in testa filmata in piena zona di riserva integrale a Giannutri, isola del Parco dell’Arcipelago Toscano (la stessa che gli appassionati hanno poi visto a Geo&Geo).

I gommoni raggiungono il centro campo gara – Foto: A. Balbi

Mentre lo scambio di obiezioni e pareri si arena sulle posizioni manichee dei Signori dei Diving, il Sindaco ammette che la pesca in apnea non è il vero problema del mare, ma “in una società di facciata come la nostra” lui ha le mani legate: non è contrario alla manifestazione e ci invita ad andare avanti per la nostra strada, ma senza il patrocinio dell’amministrazione comunale, che ha un debito (ed un’aspettativa) verso quelle 50 famiglie di elettori che vivono di escursionismo subacqueo. Un problema politico, insomma: non può scontentare i propri elettori per strizzare l’occhio a noi.
Il nostro progetto di premiazione in piazza, con sindaco ed ospiti di eccezione (Umberto Pelizzari ha già accettato il nostro invito), maxischermi e quanto altro sfuma irrimediabilmente, e resta spazio solo per un classico campionato “carbonaro”, di quelli da celebrare nell’intimità di una struttura isolata, lontano dalla folla. Il rischio di incidenti con gli oppositori della manifestazione è concreto. L’organizzazione si interroga sull’opportunità di proseguire nell’organizzazione, redige un’ampia relazione scritta e la invia al Comitato di Settore AS FIPSAS per avere indicazioni sul da farsi. La risposta è tempestiva quanto chiara, possiamo serenamente proseguire con l’organizzazione dell’evento.

Nelle settimane seguenti, i diving locali si organizzano e iniziano a far sentire la propria voce contraria al campionato. Ce n’è uno che opera utilizzando lo spazio sul retro dell’Hotel convenzionato con l’organizzazione ed eletto inizialmente a base logistica: pare che arrivi a rimproverare all’Hotel di averci concesso ospitalità. Il centro immersioni opera nello spazio dell’Hotel per gentile concessione, ed il titolare della struttura insiste nel garantirci la piena accessibilità dello spazio come da accordi, ma per evitare un’eccessiva vicinanza con i contestatori del diving l’organizzazione chiede alla Capitaneria di Porto di poter utilizzare la Banchina Toscana, uno spazio demaniale idoneo ad ospitare la base logistica. Telefono personalmente al titolare del diving per informarlo della nostra scelta e per rassicurarlo sul fatto che la nostra unica intenzione è quella di svolgere regolarmente il nostro campionato, cercando di non intralciare l’attività altrui, l’interlocutore sembra apprezzare il nostro gesto ma… nei giorni seguenti iniziano gli attacchi sui giornali.

L’iscrizione delle squadre – Foto: A. Balbi

Esordisce una cellula locale del WWF molto poco informata, che, ignorando gli accordi siglati dall’organizzazione nazionale con la FIPSAS, si profonde in un delirante quanto patetico comunicato, secondo il quale la gara si dovrebbe svolgere addirittura nel parco di Giannutri… ed in cui si attribuisce al WWF ogni merito per la lotta ad ogni male del mare, inclusa l’uccisione dei cetacei (quasi che i pescatori in apnea fossero soliti arpionarne!)

La data del campionato si avvicina, e proprio mentre gli atleti giungono sul posto ecco l’attacco frontale dell’AMA, che sui quotidiani locali fa pubblicare un pezzo in cui, in sostanza, si racconta che il campionato è avversato da tutta la società civile locale e si prospetta un danno ambientale irreparabile. I detrattori le provano tutte: fanno pressioni sulla Capitaneria di Porto, sull’hotel convenzionato con l’organizzazione, non mancano avvertimenti concreti a persone del posto che stanno offrendo un contributo all’organizzazione… c’è persino chi si ritrova con le gomme di auto e carrello squarciate: che brave persone che si aggirano nel fronte anti-campionato!

La musica, comunque, è sempre la stessa: l’interesse è ben circoscritto, ma si vuole far credere che l’escurionismo selvaggio sia un bene per tutto l’Argentario, mentre la pesca sportiva sarebbe una minaccia per il mare e per tutta la società civile. Se fra chi grida più forte non ci fossero conclamati bracconieri ora apparentemente pentiti, che per nel passato hanno vivacchiato di vendita illecita del pescato compiendo nefandezze ben note ai veterani della provincia, certa ignoranza sarebbe anche comprensibile.
I giorni passano e si arriva a ridosso della manifestazione: sul posto sono giunti i numerosi soci e collaboratori dello Staff di AM da tutto lo stivale ed anche i numerosissimi (alla fine saranno 126) atleti che hanno risposto alla chiamata nonostante le previsioni del tempo non promettano nulla di buono. L’attesa per i permessi della Capitaneria di Porto si fa snervante: solo al termine delle procedure di iscrizione delle 42 squadre intervenute, alle 19 di venerdì 21, riusciamo finalmente ad ottenere le carte necessarie allo svolgimento della gara, in programma per le ore 9 del giorno seguente.

Momenti della gara – Foto: A. Balbi

La cronacadi Angelo Cardella

L’appuntamento è fissato per le sette di mattina presso la banchina Toscana, sul lato destro del porto, dove tutti gli equipaggi arrivano alla spicciolata sin dalle prime luci dell’alba. Porto Santo Stefano accoglie i concorrenti sotto un cielo solcato da nubi basse e minacciose, rapidamente sospinte dal vento di scirocco.

Le operazioni preliminari si svolgono senza intoppi e tutti gli equipaggi sono pronti a partire con qualche minuto di anticipo. La comitiva si porta quindi al centro del campo gara, che si estende da Punta Lividonia sino a Capo d’Uomo; oltre non è possibile andare, in quanto lo scirocco che sferza da giorni il Promontorio ha trasformato le zone più esposte in un’impraticabile distesa lattiginosa.

Alle 08:45 il direttore di gara Piero Lilla dà il via alla competizione sotto lo sguardo vigile del Giudice Mario Borsesi, e i 42 gommoni degli altrettanti equipaggi iscritti alla gara si dirigono verso i punti in cui hanno deciso di giocarsi la prima frazione di gara. I concorrenti sembrano distribuirsi in modo più o meno omogeneo sul campo gara a loro disposizione, andando a coprire anche le zone al limite meridionale, dove la visibilità è al limite della praticabilità.

Lasciamo qualche minuto ai concorrenti per far sì che ciascuno faccia la propria scelta e, con calma, inziamo il nostro giro per vedere come procedono le catture.
Nella prima ora di gara le prede sono veramente scarse: solo poche squadre possono vantare una preda sicuramente valida in carniere, mentre giusto un paio di compagini ne hanno due. La maggior parte degli equipaggi è ancora all’asciutto o vanta un pesce di peso assai dubbio.
Purtroppo anche i fondali più a nord sono molto torbidi e gli avvistamenti di pinnuti sono tutt’altro che numerosi.
Circola voce che Maremania di Milano abbia un cefalo ed una murena, mentre la squadra capitanata dal veterano Fabio Antonini si sarebbe sbloccata con un grongo.
I minuti scorrono velocemente e la situazione non sembra smuoversi: il campo gara di riserva si conferma molto selettivo.
Verso la fine della prima frazione pare che l’APS Mimmo Arena di Palmi possa vantare 2 murene e 2 pesci validi, mentre l’equipaggio della società organizzatrice ASD Apnea Magazine, marcatissimo, è ancora fermo a zero.

Rientro dei concorrenti – Foto: A. Balbi

Alle ore 11:15, come ricordato dal direttore di gara durante il briefing pre-partenza, gli atleti hanno 20 minuti di tempo, qualora lo volessero, per effettuare uno spostamento col gommone. Si tratta di una deroga al regolamento generale fortemente voluta dall’organizzazione, un modello che è stato poi accolto, almeno nelle linee generali, nelle nuove norme della circolare 2006.

Molti sono quelli che decidono di avvalersi di questa opzione, ma ci sono anche quelli che, nello sconforto creato dalla terribile scarsità di prede registrata in tutto il campo gara, sono indecisi ed alla fine optano per continuare a tentare la sorte nello stesso posto in cui si trovano.

Cominciano così le ultime due ore e mezza a disposizione. Il cielo va aprendosi e le nuvole lasciano progressivamente spazio ad un sole ancora caldo, ma sott’acqua la musica non cambia di molto. Solo alcuni equipaggi riescono ad elevarsi in un campo così selettivo ed avaro di prede.
L’equipaggio dell’Arco Muto Sub capitanato da Volpicelli sembra ben indirizzato verso il podio, in quanto può vantare 3 prede valide più altre 3 fra gronghi e murene.
Anche il sodalizio di Roma, il Centro Sub Apnea Team, e il Circolo Subacqueo Grossetano possono coltivare buone speranze, in quanto anche loro hanno almeno 3 prede valide in carniere.
Continuando la perlustrazione incontriamo nuovamente il gommone degli atleti dell’ASD Apnea Magazine che, ancora molto marcati, possono finalmente dichiarare due prede, una delle quali è un bell’esemplare di barracuda.
A margine, c’e’ da notare che il giudice di gara ha più volte dovuto riprendere i membri di diversi equipaggi, in quanto la coppia di atleti in acqua tendeva a tenere una distanza eccessiva tra i suoi elementi, vanificando così lo spirito della pesca in squadra e la sicurezza che può garantire il barcaiolo quando è in grado di tenere d’occhio entrambe i compagni contemporaneamente.
Tornando a parlare di catture registriamo un ulteriore incremento del carniere della società Maremania e la presenza di almeno due prede apparentemente valide in quello del circolo Teseo Tesei.

Purtroppo mentre il tempo scorre non è possibile ricevere notizie da tutti gli equipaggi, così si arriva al termine della gara senza sapere quale sia la società con maggiori chanche di aggiudicarsi il titolo: con una tale scarsità di prede, sono almeno 4 o 5 i circoli in lizza per il primo posto.

La consegna del carniere dei vincitori del CS Apnea Team Roma – Foto: A Balbi

Rientrati in porto, gli equipaggi si alternano nella consegna dei carnieri agli operatori dello Staff sulla banchina, a pochi metri di distanza dal grande Stand FIPSAS dove la bilancia attende di fornire il responso finale. Tra i carnieri spiccano quello dell’Arco Muto Sub Anzio, del Club Sub Grossetano, di Maremania Milano, del Teseo Tesei di Portoferraio e dell’Apnea Team Roma, tutti circoli accreditati per la vittoria finale.

Mentre gli atleti si rifocillano con le pizze farcite distribuite dall’organizzazione, si procede alla pesatura dei carnieri. Al termine delle operazioni, il CS Apnea Team di Roma formato da Franco Lambertini, Andrea Petrucci e Salvatore Eternato risulta vincitore con due saraghi, un cappone, un tordo ed una murena per un totale di 4950 punti. Seconda società classificata è l’Arco Muto Sub Anzio rappresentato da Alberto Maiozzi, Enrico Volpicelli e Gerardo Gentile: il loro carniere di cefali ed un denticiotto vale 4620 punti. A chiudere il podio ad un soffio dai secondi -solo 18 punti di distacco- è la squadra del Maremania Milano composta da Salvatore Romano, Antonio Carbotti e Mauro Sanvito, che con un’ottima interpretazione del campo gara ha saputo insieme tre cefali ed un sarago per 4602 punti.

Buona prova per gli atleti del locale Club Sub Grosseto Nicola Fusi, Corrado Natale e Michele Zanaga, la cui meticolosa conoscenza dei fondali non è risultata sufficiente a garantire la vittoria in queste condizioni. Un sarago, un tordo ed alcuni serpenti per un totale di 7 prede valide non permettono loro di superare quota 4.514 punti, comunque sufficienti per il 4° posto. Buona prestazione per il Teseo Tesei di Portoferraio capitanato da Nilo Mazzarri e Gaio Trambusti, quinto con tre prede e due serpenti; ottima prova anche per l’APS Mimmo Arena Palmi, che con un carniere in cui spiccavano un grosso cefalo ed un’orata guadagna la sesta piazza. Seguono poi il Pellicano Mare di Roma, che grazie anche ad una bella lampuga -preda più bella della manifestazione- è riuscito a precedere la compagine del circolo organizzatore, che si è dovuta accontentare dell’ottava piazza.

La selettività del campo gara è confermata anche dai cavetti vuoti, ben nove rispetto alle 42 squadre iscritte alla gara.

Al termine della pesatura, è poi seguita la premiazione degli atleti, che oltre agli ambiti trofei FIPSAS hanno potuto godere dei numerosi premi in attrezzatura gentilmente forniti dagli sponsor della manifestazione. Oltre alle migliori squadre, sono stati premiati anche l’atleta più giovane, quello più anziano e l’autore della cattura più bella.

Il carniere dell’Arco Muto Sub Anzio, secondo classificato – Foto: A. Balbi

In gara di Mauro Sanvito

La gara di Mauro Sanvito, collaboratore dello Staff che ha gareggiato con Maremania di Milano, circolo terzo qualificato

Siamo partiti su una franata nella parte centrale del campo gara. In preparazione i miei due compagni Salvatore Romano e Antonio Carbotti avevano marcato due tordi marvizzi tra massi e posidonia, quindi sono stati i primi ad entrare in acqua.
Ci troviamo immediatamente nella bagarre, pare che gli stessi tordi fossero stati avvistati da altre 3 squadre.
Antonio localizza il corpulento marvizzo, riesce ad arrivargli a tiro e lo colpisce, ma l’asta si incastra ed il pesce sbattendo riesce a liberarsi. Perso!!!!! Sappiamo che un singolo pesce farà la differenza in questa competizione, ma non c’è il tempo di guastarsi il morale perché subito Salvatore rimedia: durante un agguato aggira un masso e avvista un muso in avvicinamento, pochi istanti dopo un muggine dorino finisce sul gommone. La preda è al limite, ma fa ben sperare, forse ci siamo.
Ancora Salvatore, tra i massi, in agguato avvista un sarago maggiore che tenta di defilarsi, che cattura con un tiro preciso. Non è grande, ma da pesare.
Dopo poco meno di 1 ora abbiamo 2 pesci in barca. Guardo gli altri equipaggi, per ora non ho visto catture, forse è la nostra giornata… forse i pesci non sono in peso, o forse sì. Sarà una pesata emozionante, ce la giochiamo sui grammi.
Insistiamo, Salvatore mi passa una murena, certamente piccola, comunque la metto in carniere.
Passa altro tempo, decidiamo di spostarci pescando a razzolo su una mira dove avevo marcato una murena.
Salvatore è concentrato e in forma, ma mi dà cambio. Trovo subito il buco, la murena ha lasciato il posto ad un corpulento polpo, delusione.
E’ metà gara e possiamo fare lo spostamento in gommone. In preparazione Antonio e Salvatore avevano studiato un branco di cefaloni, avevano notato un percorso ripetitivo, sapevamo che questi branchi si avvicinano alla parete marcata solo da mezzogiorno in poi.
Ci piazziamo in parete, a scorrere io e Salvatore. Qualche tuffo fondo fino alla base della parete sperando di scovare qualcosa, ma grande attenzione a cosa succede in fuori.
Il tempo passa, Salvatore Romano chiede cambio, entra Carbotti.
Sono in superficie a ventilarmi, di colpo percepisco qualcosa più al largo. Il branco rapido mi stà sfilando sotto il naso. Mi muovo a tagliare la rotta, capovolta, il branco si allarga e accelera, ormai sono gli ultimi. Sospendo l’avvicinamento, gli ultimi pesci riprendono una direzione rettilinea, allineo il primo pesce che capita, dall’alto a scendere e tiro. Colpisco bene la preda a centro schiena, non è un esemplare grosso ma è sicuramente in peso.
Risalgo rapido, i pesci stanno andando verso Carbotti, emergo, urlo a Salvatore di avvisare Antonio, ma Antonio è sotto.
Antonio ha sentito il colpo del mio arbalete, è in allarme, si gira verso il largo e si trova davanti il branco. Concentrato e freddo sceglie uno dei più corpulenti, tiro, preso, emerge.
Sto passando il pesce al barcaiolo e vedo Antonio in superficie con un cefalone da paura che stenta a trattenere in mano.

Mauro Sanvito consegna il carniere di Maremania, terza società classificata – Foto: A. Balbi

Salvatore è entusiasta, gli do cambio, e mi godo gli ultimi 3 quarti d’ora in barca.
Gara finita, rientriamo e consegniamo. Siamo andati bene, ma bisogna vedere le pesate del dorino e del maggiore: la bilancia ci darà ragione, sono buoni entrambi, di poco ma buoni. Con il nostro carniere ci classifichiamo terzi a pochi grammi dai secondi: a memoria, il miglior risultato per una squadra di Milano al Campionato Italiano a Squadre da almeno un trentennio.

E’ successo anche questo!di Alberto Balbi

Durante la competizione è avvenuto un episodio increscioso del quale sono stato testimone.
Mi trovo su uno dei gommoni che l’organizzazione ha messo a disposizione della giuria in compagnia del giudice di gara Mario Borsesi, che ha il compito di vigilare la zona del campo gara per assicurare il rispetto delle regole.
Il mio compito, invece, come sempre, quello di ricercare inquadrature particolari e frammenti di gara che possano cogliere e testimoniare l’essenza della competizione.
Durante il nostro peregrinare in lungo e in largo notiamo un gommone con a bordo una decina di sommozzatori: abbiamo subito verificato la facile previsione che si trattasse di un diving center probabilmente all’oscuro della circolare che prevede l’impossibilita di operare all’interno del campo gara durante lo svolgimento della stessa.

Ci avviciniamo, in primis per garantire sicurezza agli atleti che pescano poco distante, in secondo luogo per avvisarli del fatto che ciò che si accingono a fare è del tutto illegale.
Borsesi, in modo garbato e gentile, avvisa il comandante dell’unità dell’ordinanza in questione e lo invita a richiamare a bordo un gruppo di subacquei, che nel frattempo si sono preparati e buttati in acqua. La risposta, che sottolinea l’ignoranza in materia di colui che dovrebbe essere stato il responsabile del gruppo, ci ha lasciato molto perplessi: “e dove sta scritta questa ordinanza?!”.

Lo Stand affollato durante la pesatura – Foto: A. Balbi

Se questo tipo di ignoranza può essere compresa (ma comunque non giustificata) nel caso di un cittadino che occasionalmente si trova in mare, la stessa cosa (ammesso che si tratti veramente di ignoranza e non di maldestra furberia) non è assolutamente ammissibile nel caso di un professionista del mare, che per giunta si trova ad avere la responsabilità di un gruppo di persone.
Chiunque operi in mare, che sia per lavoro o per diletto, è tenuto ad informarsi preventivamente presso gli organi competenti riguardo ad eventuali interdizioni riguardanti il tratto di mare che dovrà attraversare e/o occupare.
Un operatore di Diving non può e non deve ignorare leggi, regolamenti e ordinanze in forza nel suo areale. Questo è stato fatto notare anche durante la sua insistente e maleducata arringa.

Il Sig. Borsesi, per contro, in modo garbato ha spiegato la situazione, invitando nuovamente gli intrusi ad abbandonare la scena. Potete immaginare il seguito, quando siamo stati accusati di privarlo del suo lavoro mentre noi eravamo lì per divertimento. Premesso che una legge dello stato e un’ordinanza della capitaneria hanno lo stesso valore coercitivo e ci danno gli stessi diritti di occupare il tratto di mare, che ad oggi, fortunatamente, non è privatizzato a favore di nessuno, occorre ribadire (cosi come è stato fatto notare al nostro “amico”) che anch’io stavo lavorando in quanto fotografo professionista, al pari del Sig. Mario Borsesi che stava operando in qualità di membro di una Federazione del Coni.

La conclusione si è avuta solamente con la richiesta di intervento della Capitaneria di Porto, che sfortunatamente è arrivata quando gli intrusi avevano gia abbandonato il campo.
Questo episodio è solo uno dei tanti che hanno costellato un Campionato che è stato occasione di mille polemiche con certi ambientalisti e con gli operatori dei diving. E nonostante si sia ampiamente dimostrata la falsità di certe accuse, la pesca in apnea agonistica rischia di scrivere pagine ben piu tristi di questa (fatte di ignoranza e maleducazione) ogni volta che si presenti l’occasione, come la recente petizione contro il campionato assoluto 2006 di Stintino dimostra in modo inequivocabile.

I vincitori del CS Apnea Team Roma – Foto: A. Balbi

Epilogo e considerazionidi Giorgio Volpe

Alla fine della gara, il misero pescato dimostra la totale infondatezza delle gravi accuse dei (supposti?) esperti dell’AMA: il grave, anzi infausto danno ambientale prospettato si sostanzia in 33 Kg di pesce (sei cassettine) ed una ventina fra gronghi e murene.

Le polemiche, però, non sono destinate a sopirsi ma anzi si trascineranno per lungo tempo, giungendo persino sul forum federale, dove onestamente la nostra associazione si sarebbe aspettata, alternativamente, di veder cancellato il pesante messaggio di accusa a firma Operatori di Monte Argentario, sottoscritto addirittura dal Sindaco [ma Alocci non ci aveva detto di essere neutrale? Abbiamo sentito male o ci aveva detto che non ci avrebbe fatto la guerra e che avremmo potuto tranquillamente andare avanti senza il suo patrocinio?] di non leggere alcuna risposta o, infine, di leggere una risposta completa da parte di chi ha non solo condiviso, ma determinato le nostre scelte.

Alla fine, resta la soddisfazione di un campionato che perfettamente riuscito sotto il profilo organizzativo. Ottima la risposta degli atleti, grande impegno dell’organizzazione e, almeno a giudicare dai commenti raccolti qua e là, assenza di pecche organizzative di rilievo. Certamente il tempo non ci ha assistito: a ben vedere, il campionato si è svolto in una parentesi di maltempo che ha interrotto un clima decisamente estivo e molto promettente sotto il profilo della pescosità. Il forte vento di scirocco ha costretto gli atleti nel campo di ridosso, sul lato nord dell’Argentario, notoriamente selettivo e non certo ricco di prede come il resto del promontorio. Ci consola il fatto che questa circostanza abbia favorito un livellamento delle varie compagini, riducendo il vantaggio di quelle locali a beneficio di una competizione non scontata.

L’infausto danno ambientale (sic!) – Foto: G. Zeni

A posteriori, non posso che essere soddisfatto per l’esito della manifestazione e dello Staff di Apnea Magazine, semplicemente eccezionale. Un gruppo di veri appassionati incredibilmente affiatato, una macchina da guerra efficace sul web come in ogni altra occasione, formata da ragazzi d’oro che pagano una quota associativa e lavorano con lena per far crescere il nostro sodalizio.

Un ringraziamento particolare va ai numerosi e prestigiosi sponsor della manifestazione, che con la loro generosa disponibilità hanno permesso la distribuzione di premi di grande pregio: Acquasport, Cressi-sub, Effesub, Omersub, Orologeria Faccendi, Polosub e Tecnoblu. Grazie di cuore anche al Club Subacqueo Grossetano per l’aiuto particolarmente apprezzato e al medico di gara ed amico Massimo Malpieri. Si ringrazia inoltre la Sezione Provinciale FIPSAS di Grosseto ed il suo Presidente Mario Benucci per il patrocinio ed il sostegno organizzativo, ed il Comitato Regionale Toscano FIPSAS per aver messo a disposizione il prezioso Stand utilizzato per le operazioni logistiche e la premiazione.

Staff Organizzativo & Assistenza: Alberto Balbi, Marco Bardi, Stefano Bertini, Angelo Cardella, Gianfranco Ciavarella, William Ferlazzo, Antonio Las Casas, Massimo Malpieri, Gionni Marti, Stefano Mazzi, Barbara Pignataro, Salvatore Rubera, Mauro Sanvito, Paolo Valteroni, Giorgio Volpe, Gianluca Zeni

Ringraziamenti speciali: Piero Lilla, Mario Borsesi, Giuseppe Bartalotta, Fabio Biagini, Stefano Mazzi, Silvia Bardi, Roberto Borra, Nicola Fusi, Renzo Vongher

Category: Agonismo, Articoli, Pesca in Apnea

Commenti (1)

Trackback URL

Siti che linkano questo post

  1. Linea di boe, ovvero: come ti privatizzo il mare! | Apnea Magazine | 5 novembre 2011

Leave a Reply