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Campionato Italiano di Seconda Categoria 2001 – Lecce

| 20 settembre 2001 | 0 Comments


Il podio: primo Gravina (centro), seguito da Ingrosso (sx) e Magliani (dx)

Si è svolto dal 13 al 16 Settembre il Campionato italiano di pesca subacquea seconda categoria. La manifestazione ha avuto il porticciolo di S. Foca in provincia di Lecce come base per le operazioni di varo, pesatura, e premiazione.

Le procedure di iscrizione dei 46 classificati al campionato si svolgono il 13 settembre. Alla vigilia della competizione, l’albergo è pervaso da spirito goliardico: atleti più esperti ed esordienti si incontrano parlando della gara senza risparmiare commenti simpatici e battute, anche se si notano le facce non convinte degli atleti che si lamentano della scarsità e soprattutto della mobilità delle prede.

Il giorno seguente, la competizione ha inizio.

Con le prime luci dell’alba si svolgono le operazioni di varo dei 46 gommoni.

Se ne vedono di tutti i tipi, da quelli super attrezzati di 5 metri di lunghezza o più con carena in vetroresina a quelli lunghi poco più di 4 metri con paiolato in legno e guida a barra; si capisce subito che i natanti del secondo tipo si potranno trovare in difficoltà, in quanto il vento che varia tra lo scirocco e il libeccio è già teso e si teme che possa crescere d’ intensità.

Varati i gommoni, il gruppo si dirige verso il centro del campo gara meridionale, verso i laghi Alimini; una volta giunti sul posto, si procede rapidamente all’appello, quindi il direttore di gara dà il via con la tromba.

Il carniere di Ingrosso

Qualche atleta meno attento non si accorge del “via” e finisce per immergersi con qualche minuto di ritardo.

I gommoni schizzano da tutte le parti e gli atleti iniziano a pescare tra le onde, che si fanno sempre più alte e fastidiose; quelli dotati dei gommoni più piccoli sono in difficoltà ma continuano tenacemente a pescare. A detta degli atleti, l’acqua è abbastanza torbida, tra i 4 ed i 7 metri di visibilità in quasi tutto il campo gara, inoltre una fastidiosa foschia rende difficoltosa se non impossibile l’interpretazione delle mire faticosamente annotate durante i giorni di preparazione: la ridotta visibilità, infatti, impedisce di scorgere gli allineamenti a terra oltre una certa distanza.

Non si registrano catture di rilievo, ma a causa del vento e delle onde il gommone del locale Alessando Congedo va in avaria. Incurante del contrattempo, Congedo non si da per vinto e continua a pescare sul posto, anche se con poca fortuna.

Altra notizia degna di nota giunge al vhf amplificato nel porticciolo: l’esordiente Pietro Cascione del Club sommozzatori Bari, viene squalificato perché colto a pescare senza pallone.

Il regolamento, infatti, impone ad ogni atleta di utilizzare la boa regolamentare e addirittura di restarci costantemente collegato, pena la squalifica.

Alle 12.30, con circa un ora di anticipo sul tempo previsto, i carabinieri subacquei dell’assistenza sospendono la gara per via del mare grosso, che sta diventando pericoloso per gli atleti ed i loro barcaioli.

La consegna dei carnieri è una delle procedure più suggestive, ma oggi i cavetti portapesci languono: 14 i cappotti, cinque o sei prede per i primi classificati.

Il bellissimo carniere si Tortorella

La pesatura avviene dopo l’operazione di rientro di tutti i gommoni. Gli atleti sono molto stanchi per aver pescato quattro ore in condizioni difficili.

Al responso della bilancia, il vincitore di giornata risulta Quercioli Franco del Ci.Ca.Sub Garibaldi con 6 prede per 10.200 punti; curiosa situazione per Marco Paggini, che si ritrova con 1000 punti in meno perché nello stilare la classifica la giuria si è dimenticata di contare una preda a coefficiente.

Il giorno dopo si ripetono le operazioni di varo con il vento che è discreto, tendente a crescere, ma che non dovrebbe creare problemi al regolare svolgimento della gara.

Non parte al via Giovanni Zito,che si ritira, mente Alessando Congedo dichiara un nuovo motore alla partenza.

Il campo gara di questa seconda prova è quello settentrionale che si estende verso S. Cataldo.

Al via gli atleti si sparpagliano velocemente in tutto il campo gara.

Molti di loro non sono riusciti a preparare la competizione in modo adeguato e conoscono solo uno o due punti di roccia frequentata da pinnuti: alcuni di loro decidono di insistere su questi cigli per tutta la gara e su uno di questi “hot spots”, su una batimetrica di circa 20 metri, si accalcano Giuseppe Tortorella e Silvano Agostini con altri atleti che hanno scelto di pedinarli.

Le catture sono numerose, rispetto a ieri e viene segnalata anche la cattura di una cernia ad opera di Lorenzo Lorenzi, campione italiano di pescasub nelle acque interne. Peccato che il serranide non risulterà in peso, fissato in 5 Kg.

Accolla con il suo carniere

Durante la gara ci arrivano notizie di due gommoni in avaria, mentre ad un’ora dal termine rientrano in porto Sergio Cacciamo dello Jonio Sub Catanzaro seguito quasi a ruota da Cosimo Perrone della Sub Murena Talsano (Ta). Alle 13.30 viene dichiarata conclusa la gara, i gommoni rientrano alla spicciolata e gli atleti consegnano il pescato alla giuria di fronte ad una folla di curiosi e appassionati che si accalcano ai lati dello scivolo.

I carnieri sono più numerosi del giorno prima ed oltre ai saraghi e ai cefali – comunque più numerosi rispetto a ieri – spiccano prede di rilievo come orate, dentici e spigole.

Dopo un breve pasto organizzato dal Bar Concepita di S.Foca, si procede alle operazioni di pesatura.

Tra i carnieri più belli, spiccano quello di Nevischi Roberto che porta al peso un dentice di 3.040 grammi, preda più bella del campionato, quello di Giacomo Gravina, con 8 prede in peso che gli valgono la vittoria di giornata e, unitamente all’undicesimo posto di giornata di ieri, del campionato; quello di Accolla Francesco con 7 prede valide tra cui ben 5 spigole, ed ancora quello di Giuseppe Tortorella, con 6 prede valide tra cui due dentici e una spigola.

Terminate le operazioni di la pesatura, si procede a stilare la classifica ufficiosa del campionato: netta vittoria di Giacomo Gravina con quasi 2000 punti di vantaggio sul secondo classificato, il leccese Luca Ingrosso; a completare il podio, Flavio Magliani dell’Eurmarine Apnea Team.

La premiazione, programmata per le sei, inizia con un’ora di ritardo.

Il carniere di Paggini

Prima della cerimonia i presenti dedicano tre minuti di silenzio in tributo alle vittime dei recenti attacchi terroristici in U.S.A. e al giovane atleta del Team Cressi Giuseppe Nicolicchia, morto recentemente durante una battuta di pesca subacquea.

I primi dieci atleti ricevono in premio dei prodotti tipici salentini offerti dal Bar Concepita; i primi tre si aggiudicano le medaglie offerte dalla F.I.P.S.A.S. mentre il campione italiano di seconda categoria riceve anche una targa e la maglietta della F.I.P.S.A.S..

I premi per i barcaioli e gli atleti consistono in attrezzatura offerta dalla Seatec, O.me.r, e Sporasub.

Dopo le parole di riconoscimento dell’Assessore allo sport del Comune di Melendugno, affascinato dalla nostra disciplina, la cerimonia si è chiusa e gli atleti si sono potuti finalmente concedere il meritato riposo prima di ripartire alla volta delle rispettive case.

Per dovere di cronaca, dobbiamo segnalare la spiacevole disavventura capitata al tarantino Mimmo Perrone. All’atleta del Sub murena Talsano sono stati rubati tre fucili, tra cui uno in carbonio ed uno in legno, dal gommone lasciato nel parcheggio custodito dell’albergo indicato dall’organizzazione. I ladri hanno scelto accuratamente i modelli migliori lasciando sul gommone i fucili di serie, il che fa sospettare che si tratti di persone competenti in ambito di pesca subacquea. Amara conclusione di un campionato che si era svolto tranquillamente fino a questo spiacevole evento.

La speranza, ovviamente, è che episodi del genere non si ripetano più.

Category: Agonismo, Articoli, Pesca in Apnea

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