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Campionato Europeo a squadre: le impressioni dei protagonisti

| 9 ottobre 2005 | 0 Comments
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La Nazionale al momento della pesatura – foto Peter Valencic

Il Campionato Europeo per Nazioni, svoltosi in Portogallo agli inizi del mese di settembre, ha dimostrato ancora una volta ‘se mai ce ne fosse stato bisogno’ che la pesca in apnea italiana è in grado di competere ai massimi livelli anche gareggiando in Oceano, campo sicuramente impegnativo a cui i nostri atleti non sono affatto abituati.

Coloro che hanno accolto con un pizzico di delusione il terzo posto conquistato dalla nostra Nazionale hanno forse trascurato di considerare alcuni fattori determinanti, alla luce dei quali il piazzamento raggiunto vale quanto una vittoria.

Da una parte, infatti, c’è l’insignificante differenza di 370 punti (ovvero 370 grammi) che ci ha separato dai padroni di casa; dall’altra l’enorme sproporzione di mezzi che ci differenzia dalla federazione spagnola, in grado di mettere in campo per la preparazione ben 10 atleti per due lunghe settimane.

Per un migliore commento di questo risultato abbiamo fatto alcune domande a due dei protagonisti, Sandro Mancia e Nicola Riolo che, insieme ad Ottavio Micalizzi, hanno affrontato la competizione.

Quella che ne è venuta fuori non si può definire un’ ‘intervista doppia’ ma, oltre alla cronaca della gara vista dai diretti interessati, fornisce numerosi spunti di riflessione per una migliore comprensione del valore del risultato finale raggiunto.

Sandro Mancia – Foto © Alberto Balbi

Come avete condotto la preparazione e quali condizioni avete trovato?

Mancia
Abbiamo avuto a disposizione poco più di due giorni per la preparazione, che abbiamo effettuato in condizioni di mare mosso, acqua molto torbida e fredda.
Con un campo molto esteso, che andava da Capo da Roca fino alla spiaggia di Guincho, e così poco tempo, ci siamo concentrati sui posti che ci sembravano più interessanti, cercando i pesci sia nella schiuma che più a fondo, fino a circa 30 metri.
La parte più consistente della preparazione l’abbiamo dedicata alla zona del Capo, caratterizzata da tanti piccoli sommi, anche affioranti, attorno ai quali si concentravano cefali e tordi; inoltre, sapevamo che per la vittoria sarebbero stati risolutivi i gronghi e le mostelle, ma in preparazione abbiamo trovato pochi pesci sicuri.

Riolo
Con il tempo che avevamo a disposizione per la preparazione dovevamo fare delle scelte; abbiamo provato un po’ qua e un po’ là, compiendo delle brevi ispezioni a terra, intorno ai 15 metri, e poi più fondo, sul filo dei 30.
Purtroppo, a parte qualche caso sporadico, abbiamo trovato solo a fondo alcuni grossi gronchi e su questi pesci abbiamo finito le ultime tre ore di gara.

E dei vostri avversari cosa potete raccontarci?

Mancia
Consideravamo i portoghesi favoriti per la vittoria, non solo per la grande conoscenza del campo ma anche perchè annoveravano atleti di grande esperienza come Torres ed Osorio:
Appena siamo arrivati a Cascais abbiamo però capito immediatamente che anche con la Spagna sarebbe stata dura; erano li da parecchi giorni, con dieci atleti e due battelli a disposizione.

Riolo
Siamo arrivati in Portogallo per ultimi.
La nostra preparazione è cominciata molto dopo quella di tutte le altre squadre: la Spagna era sul posto addirittura da 15 giorni, in 10 uomini, il Portogallo era lì’ da sempre.
In virtù di questo, il nostro è senz’altro un risultato positivo; resta un po’ di delusione per i soli 370 punti che ci separano in classifica finale dai padroni di casa.

Nicola Riolo

Entriamo allora nel vivo della gara; un regolamento articolato, con pesi minimi diversi per specie diverse, e la necessità di una strategia per gestire la staffetta durante le sei ore di gara.

Mancia
La strategia decisa di comune accordo è stata quella di partire con Ottavio e Nicola prima coppia dirigendosi verso Capo da Roca per tentare di catturare cefali, saraghi, tordi e qualche altro pesce marcato.
Io sono entrato in acqua dopo le prime due ore, in una zona dove avevamo segnato due mostelle in tana e altro pesce in acqua libera; nella stessa zona abbiamo catturato un’altra mostella a fianco della squadra portoghese e qualche altro cefalo.
A questo punto Ramacciotti ha deciso di spostarsi in una zona dove Micalizzi aveva marcato un grongo di oltre 10kg in trenta metri d’acqua e la scelta si è rivelata decisiva per la nostra gara; infatti, a poca distanza dalla prima lastra ho trovato due pietroni adiacenti dove ho catturato tre gronghi enormi (tra i 10kg e i 20kg) e due grosse mostelle; la cosa incredibile è che in preparazione, con un metro di visibilità, non c’eravamo accorti di questi pesci.
La cattura dei gronghi è stata davvero difficile; a quasi trenta metri di profondità con forte corrente e una visibilità di 2 metri abbiamo fatto una gran fatica a stanarli, anche per la forza che questi bestioni sono in grado di esprimere quando vengono colpiti in maniera non letale.
Ho usato un oleopneumatico da 60 con asta da otto millimetri e fiocina per il primo colpo ed un arbalete per doppiare i pesci, ma non sempre si riusciva a sparare sulla parte superiore della testa, situazione che ci ha agevolato in alcune catture; quando siamo stati costretti a colpirli sulla parte laterale senza riuscire a fulminarli si scatenava il finimondo; peccato averne lasciati due incastrati.

Riolo
Vista l’abbondanza di prede, il peso minimo era piuttosto alto e, dunque, non era saggio sparare a tutte le prede al limite; abbiamo fatto molta selezione prima di sparare e, di fatto, siamo stati la squadra con minor numero di prede sottopeso.
La strategia, con soli due giorni di preparazione, non era nemmeno definibile tale’ comunque, ci siamo inventati dei tentativi (o delle mosse, se preferite) cha hanno dato i loro frutti.

Com’è andata la pesatura?

Mancia
Alla pesatura i carnieri erano costituiti da tordi, cefali,saraghi, mostelle e gronghi; naturalmente, per queste ultime due specie si tratta di pesci stanziali che difficilmente si spostano, di conseguenza avere più tempo per cercarli rappresenta un vantaggio che in gara difficilmente si può rimontare.
Un conto è pescare inventando come abbiamo fatto noi, altro è avere dei punti fissi dove andare a guardare per poi ripartire in gommone.

Un bel ritratto del CT Ramacciotti – Foto © Alberto Balbi

Quale è stato il commento di Ramacciotti per questa che è stata anche la sua prova di esordio alla guida della Nazionale?

Mancia
Penso che il capitano sia più che soddisfatto della nostra prestazione; abbiamo dato tutto quello che avevamo pescando in Oceano come se fossimo stati in Mediterraneo.
Anche i portoghesi si sono complimentati con noi ed Osorio mi ha detto in tutta sincerità che, per aver preparato solamente tre giorni, la nostra è stata un’ottima gara.
Il secondo posto ci è sfuggito per pochissimi punti. La fortuna non ci è stata favorevole, infatti ci hanno scartato vari pesci per pochi grammi e poi quei due gronghi impossibili da tirare fuori in tempo’

Riolo
Penso che Maurizio possa essere soddisfatto, sapendo bene che con altri 2 o 3 giorni di preparazione il titolo sarebbe stato alla nostra portata.
Ma il suo contributo il capitano lo ha dato anche sul campo, ed è stato fondamentale! Negli unici 60 minuti di preparazione che ha fatto insieme a noi tre, appena entrato in acqua, ha trovato due mostelle da 2kg ciascuna, incredibile!!!

Qual è il vostro bilancio di questa esperienza?

Mancia
Questa esperienza è stata una tappa importante per la mia crescita, mi ha dato importanti indicazioni sulla pesca in oceano che spero di sfruttare in futuro.
Anche se la zona di Cascais, a detta dei portoghesi, è una delle più povere di pesce del Portogallo, mi sono divertito un mondo nell’osservare il comportamento delle varie specie ittiche, molto meno smaliziate rispetto ai pesci mediterranei.
Infine, volevo puntualizzare che sarebbe opportuno stabilire regole precise per la preparazione dei campi delle gare internazionali stabilendo durata, soggetti legittimati e tutto quello che può rendere più sportiva la competizione.
Un ultimo appunto all’organizzazione, che non ha consentito di esibire in pubblico i carnieri al momento della pesatura: spero che non si ripeta nelle prossime competizioni perché, come dice un vecchio proverbio, ‘Anche l’occhio vuole la sua parte’.

Riolo
Senz’altro positiva’ siamo stati un bel gruppo affiatato, senza gelosie o invidie e questa armonia ha consentito l’ottimo bronzo.
Piuttosto che mettere limiti alla preparazione, mi auguro che la Federazione riesca a trovare per futuro i fondi necessari ad affrontare un periodo di preparazione più adeguato’ noi, dal canto nostro, non temiamo nessuno in quanto a capacità tecniche e tattiche.

Category: Agonismo, Articoli, Pesca in Apnea

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