Home » Articoli » Campionato di tirosub 2001: impressioni dei protagonisti

Campionato di tirosub 2001: impressioni dei protagonisti

| 15 luglio 2001 | 0 Comments
Trovi questo articolo informativo?
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]


Maurizio Vizzini, Aldo Merlo e Giovanni Scapellato

ALDO MERLO – TIRO DI PRECISIONE

Aldo, davvero una bella vittoria giunta al termine di una gara d’altissimo livello.

Sono felicissimo di aver ottenuto questo risultato, sia per il punteggio, che rappresenta il mio record personale, sia perché una vittoria in questo campionato, ad essere sincero, non me l’aspettavo.

Provenivo da gare dai risultati altalenanti ed inoltre negli ultimi tempi della preparazione il fucile non rendeva al meglio, così mi sono visto costretto ad apportarvi drastiche modifiche, riuscendo a trovare una buona messa a punto solo in extremis.

Ancora durante gli allenamenti di Mercoledì e Giovedì precedenti la competizione nutrivo qualche dubbio sull’affidabilità del fucile.

Fortunatamente, però, alla fine tutto si è risolto nel migliore dei modi: anche se la piscina presentava un po’ d’acqua mossa sono riuscito a domare il fucile e a totalizzare un ottimo punteggio. E’ la seconda volta che vinco un titolo italiano, ma l’affermazione di quest’anno è quella che mi ha gratificato di più perché il livello tecnico degli avversari è sicuramente aumentato ed emergere è risultato di conseguenza più difficile.

Sono convinto che con una piscina con acqua più limpida e ferma avremmo assistito a punteggi di 3800/3900 punti: ormai in allenamento si riescono ad ottenere questi risultati, quindi per puntare alla vittoria in una competizione come questa occorre prepararsi molto e raggiungere un rendimento costante e di alto livello.

Purtroppo siamo ancora in pochi, spero che oltre a questa evoluzione positiva al vertice si possa assistere ad una crescita della base e ad una diffusione sempre maggiore di questo sport.

Come vedi il livello della nostra nazionale in vista dei prossimi impegni internazionali ed in particolare di quello di Mosca?

Sicuramente bene, non a caso in questo campionato le prime sette posizioni sono tutte occupate da atleti della nazionale, a differenza di quanto accaduto l’anno scorso. Sicuramente il fatto che la classifica di questo campionato servirà al CT per operare la selezione dei titolari ha agito da stimolo per tutti noi, ma in ogni caso sono certo che la nostra squadra sarà in grado di fare bene in tutte le specialità: nel tiro di precisione, nella staffetta e nel biathlon, dove stiamo assistendo a risultati assolutamente eccezionali.

Un momento della gara

I mezzi a disposizione della Federazione sono sempre più limitati, il che si traduce nella possibilità di poter organizzare trasferte della nazionale con un numero ridotto di atleti e, di conseguenza, nella sempre maggiore necessità di poter contare su atleti polivalenti, in grado di emergere in più di una disciplina.

Esattamente. Questo problema c’è sempre stato, ma negli ultimi tempi si è andato accentuando a causa dell’ulteriore taglio dei fondi.

Fino ad ora siamo riusciti a fare trasferte con sei atleti, ma temo che al momento non sia realistico pensare ad una delegazione formata da più di quattro atleti. Ciò rappresenta senz’altro un grosso limite, anche perché precisione e biathlon sono due specialità completamente diverse, sia da un punto di vista degli attrezzi utilizzati sia per quanto riguarda la preparazione tecnica.

Ottenere buoni risultati in entrambe le discipline è davvero difficile, soprattutto a causa del notevole livello tecnico delle competizioni degli ultimi tempi. Non a caso, a differenza di quanto accadeva in passato, non ci sono più atleti che riescono ad imporsi in entrambe le specialità: più il livello aumenta, più diventa difficile primeggiare senza un allenamento specifico, una sorta di specializzazione.

In nazionale ci sono elementi che possono fare bene in entrambe le specialità, ma si tratta di due o tre atleti.

La staffetta può considerarsi una disciplina di “raccordo” tra il tiro di precisione ed il biathlon?

Senza dubbio la staffetta rappresenta il connubio delle due specialità, ma nel conto totale del punteggio ha molta più importanza la precisione. In anni di esperienza abbiamo provato anche noi a lavorare sul tempo a discapito della precisione, ma ci siamo resi conto che questa tattica non paga: meglio perdere qualche secondo in più e totalizzare un 400 che risparmiare secondi rischiando di sbagliare un tiro.

TINO DE LUCA – STAFFETTA

Tino De Luca

Tino, un bilancio di questo campionato.

Per quanto mi riguarda, si è trattato di un campionato complessivamente positivo, anche se ad essere sincero tra i miei obiettivi c’era anche un buon piazzamento nel tiro di precisione, che poi è la mia specialità.

Purtroppo, non sono stato molto fortunato: una parrucca all’ultimo tiro ha compromesso la precisione del tiro, precludendomi così il podio. Avevo impostato la preparazione di questo campionato prevalentemente su questa specialità e mi aspettavo di far meglio, ma lo sport è fatto anche di sconfitte.

Per fortuna, la delusione del mancato risultato nel tiro di precisione è stata in parte ripagata dalla vittoria nella staffetta, dove la squadra è stata davvero straordinaria ed ha saputo tirar fuori la grinta e vincere questo titolo italiano, che poi è il terzo consecutivo per il Club Sub Brescia.

Un successo non da poco per me e gli straordinari compagni di squadra Marco Vergine e Roberto Singia, soprattutto in considerazione dell’alto livello degli avversari e della competizione in generale. Se si pensa che quest’anno si gareggiava per la prima volta con un percorso di 10 metri ed il bersaglio posto a 4 metri, il punteggio di 2109 pt. in 177 secondi è sicuramente degno di nota, direi senza dubbio un punteggio da campionato del mondo.

Cosa pensi dell’organizzazione?

Marco Vergine, Tino del Luca e Roberto Singia

L’organizzazione è stata davvero impeccabile, non ci sono stati problemi né si sono verificate perdite di tempo. Dobbiamo complimentarci con il Nuoto Sub Vignola, perché organizzare una manifestazione come questa accontentando tutti non è affatto semplice e richiede serietà ed impegno. Riguardo l’ambiente, sono rimasto piacevolmente sorpreso dal buon numero di iscrizioni ed ho notato in tutti i concorrenti una grandissima voglia di continuare a praticare questo sport e di migliorare le proprie prestazioni.

Una battuta sui tuoi prossimi impegni agonistici.

Spero che l’impegno di sempre e questo successo nella staffetta mi permettano di entrare nella rosa di atleti della nazionale che andranno all’appuntamento di Mosca, fissato per il prossimo Ottobre. Probabilmente solo quattro tiratori avranno l’opportunità di rappresentare i nostri colori, di conseguenza il CT sarà chiamato ad operare delle scelte non semplici, anche perché i dieci atleti nazionali sono tutti forti.

DAVIDE MIGHALI – BIATHLON

Giovanni Scapellato, Davide Mighali e Andrea Solieri

Una vittoria secca nel biathlon ed un record del mondo, hai motivo di essere molto soddisfatto.

Certamente, sono più che soddisfatto. Direi che nel Biathlon non poteva andare meglio: il secondo classificato ha realizzato un tempo di 1:41 accumulando un ritardo di ben 16 secondi. Mi sono preparato bene per questo appuntamento: da tre mesi mi allenavo quotidianamente curando tiro, gambe, alimentazione e rilassamento. Alla fine tutto è andato liscio ed i miei sacrifici sono stati ripagati con questi risultati. Resta un po’ di amarezza per il secondo posto nella staffetta.

Perdere con uno scarto minimo quello che sarebbe stato il primo titolo italiano per il Bruno Loschi non ci ha fatto davvero piacere: 30 punti in questa specialità sono davvero un’inezia.

Teniamo molto a questo titolo che continua a mancarci: negli ultimi cinque anni siamo giunti tre volte terzi e due volte secondi, vorrà dire che avremo uno stimolo in più per migliorarci nella prossima stagione.

Già in gara hai ottenuto un tempo di altissimo livello, di poco superiore a quel record del mondo che hai poi letteralmente polverizzato al termine della manifestazione.

Sì, il mio tempo in gara è stato di 1:26, un solo secondo in più rispetto al precedente record del mondo. Tutto sommato, posso dire di aver condotto la prova con relativa calma, anche perché ci tenevo molto a coronare la stagione positiva con una bella vittoria e non volevo prendermi troppi rischi. A fine gara, quando ho avuto l’opportunità di tentare il record, la tensione era completamente sparita e mi sono lasciato andare. Grazie all’allenamento e a quel pizzico di fortuna necessario in queste circostanze, sono riuscito nell’impresa mettendo a segno i cinque tiri in un tempo addirittura inferiore a quello che mi ero prefissato. In precedenza, infatti, avevo più volte ottenuto tempi di 1:17- 1:18, così non mi aspettavo di poter fare addirittura 1:11.

Atleti al via in una batteria del Biathlon. Mighali in primo piano

Quanto tempo hai dedicato alla preparazione di questa impresa?

Ho lavorato molto a questo record. Per fare questi tempi ho iniziato a prepararmi a metà di Aprile quando, con la fine delle selettive, mi sono ritrovato ad avere più tempo da dedicare agli allenamenti.

Parliamo di tecnica: generalmente nel biathlon si vedono gli atleti arrivare sul bersaglio, fermarsi sulla linea di tiro, mirare, scoccare il tiro e tornare sulla linea di partenza. Ma la tua tecnica è completamente diversa, in pratica spari e torni sui tuoi passi senza fermarti mai. A chi ti sei ispirato?

Esistono scuole diverse: i Francesi privilegiano molto la velocità di esecuzione della prova, ma praticamente non mirano e sbagliano molto. Gli Ucraini, viceversa, prestano molta attenzione alla precisione, ma sono decisamente più lenti.

Io ho cercato di prendere i lati migliori di entrambe le scuole, unendo la tecnica francese alla precisione ucraina. La velocità da sola significa poco e lo stesso vale per la precisione: lo scopo del biathlon è quello di centrare i bersagli nel minor tempo possibile, cosa non facile.

I primi tempi che ho smesso di appoggiarmi sul fondo al momento del tiro nel tentativo di migliorare i tempi non mi era affatto facile centrare il bersaglio e mi capitava addirittura di mancare il cartoncino. Ma con l’allenamento e qualche modifica al fucile sono riuscito a migliorarmi fino a raggiungere questo tipo di risultati.

Chiediamo anche a te un commento sull’organizzazione di questo campionato.

Si è trattato di una vera festa dello sport e di questo si deve ringraziare il Nuoto Sub Vignola che dato prova di grandi capacità organizzative. Speriamo di continuare su questa strada, l’alto numero di atleti iscritti fa ben sperare per il futuro.

Tags: , , , ,

Category: Altre discipline, Articoli, Tiro al Bersaglio Subacqueo

Leave a Reply