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Campionato di Qualificazione 2012: interviste ai qualificati (2/3)

| 1 luglio 2012
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Cerchiamo di ricostruire l’andamento di questa semifinale attraverso le interviste ai protagonisti. Troveremo l’analisi della condotta di gara ed altri risvolti interessanti. Questa semifinale ha regalato molto pesce la prima frazione e poco nella seconda, ma è stata molto combattuta e la bilancia ha deciso vittoria e qualificazione all’ultimo grammo. Diverse le sorprese tra i giovani ed interessanti conferme. Corvine e saraghi sono stati i pesci più catturati, ma non è mancato qualche dentice e perfino un alletterato. Insomma, un campionato pieno di insidie ma disputato con condizioni meteo quasi perfette e guidato da un’organizzazione impeccabile.

La parola  ai protagonisti.

 

Fabrizio Quarto (foto Apnea Magazine)

2° Fabrizio Quarto

Tenuto conto che non ho preparato ho fatto un gran bel risultato! Ma veniamo alla gara.
Nella prima giornata, con molta calma, ho iniziato a razzolare su un fondale di 20metri e già dopo pochi tuffi ho capito che i pesci non c’erano. O meglio, quei pochi pesci che incontravo erano tutti piccoli. Quindi ho scelto di muovermi verso una zona sui 17 metri dove, razzolando intorno a una strisciata di grotto, sono riuscito a catturare il primo sarago.
La zona mi piaceva molto, quindi ho deciso di cambiare arma e fare il minatore: ho impugnato il cinquantino con la fiocina ed ho cominciato a ispezionare tutte le più interessanti fessure della zona. Una pesca metodica, difficile, forse persino noiosa ma che alla fine ha dato i suoi frutti. Infatti dopo quattro ore e mezza di tuffi a ripetizione sono riuscito a mettere a paiolo sette bei saraghi e due corvine. Mi sono divertito molto ma anche stancato tanto.

La seconda giornata è iniziata diversamente: conoscevo, per averci fatto gare in precedenza, un buon pezzo di grotto dove ho effettuato la partenza. Mi sono reso subito conto che non era conosciuto da altri concorrenti, quindi sono sceso in completa tranquillità con il mio vecchio ma affidabile novanta ed ho fatto diversi aspetti. Alla fine sono riuscito a colpire un denticiotto e scoprire la presenza di un folto branco di saraghi fasciati molto nervosi.
Ho provato a spaventarli e cercare di farli infilare nel grotto e lo stratagemma ha funzionato. Con calma sono riuscito a fiocinarne due dei più grossi con il cinquanta. Fortunatamente risulteranno in peso anche se per pochi grammi!
La seconda meta della gara è stata la fotocopia della prima giornata: ho fatto il minatore. Ho cominciato a cercare tra le mille piccole fessure del grotto su un fondale di 16/17 metri ed alla fine ho catturato solo due saraghi che, uniti ai primi tre pesci, mi hanno permesso di ottenere il 4° posto di giornata e il 2° in classifica generale. Un gran bel risultato, soprattutto inaspettato.

 

Gianfranco Loi (foto Apnea Magazine)

4° Gianfranco Loi

Al via della prima giornata ho fatto la partenza su alcuni punti segnati con corvine e qualche sarago al libero ma non ho trovato nulla. Il pesce era molto mobile e difficilmente si poteva trovare nelle tane a causa della conformazione del fondale che non ne crea molte. Non mi perdo d’animo e pian piano, scorrendo il fondo, riesco a prendere due saraghi in una zona interessante sui 15 metri, batimetrica scelta dalla maggior parte dei concorrenti. Nella seconda parte della frazione mi sposto più fuori e, solo soletto, su una zona impegnativa scovata tra i 23 e 26 metri. Impugno un arbalete da cento e comincio al alternare aspetti ed agguati esplorando vari punti dove avevo visto girare dentici, saraghi e orate. Catturo in successione un dentice, tre saraghi e una corvina. Vedo altri dentici e saraghi ma sono troppo nervosi ed inavvicinabili. Termino la manche con sette bei pesci a cavetto e la seconda piazza di giornata.

Alla partenza della seconda frazione mi trovo su un segnale di corvine in compagnia di Riolo. Ci tuffiamo assieme sul segnale ma i bei pesci trovati durante i giorni di preparazione sono altrove e trovo solamente pinnuti sottopeso. Insisto in zona e scorrendo il fondale a zig zag, seguendo una striscia di similgrotto, trovo tre corvine appoggiate nella sabbia/fango. Sparo al volo col cento ma il pesce si strappa. Cambio al volo il fucile passando ad un settantacinque. La cerco e poco dopo la trovo al riparo in un buco. Seconda fucilata e la strappo nuovamente. Mi intestardisco su questo pesce e, armato di corto e fiocina, rastrello tutti i buchi. Poco dopo vengo premiato e riesco a fiocinarla saldamente. Mentre la estraggo noto un movimento in un taglietto vicino. Passo il pesce al mio secondo e ridiscendo al volo freddando un grosso sarago. Siamo a metà gara e, come nella prima giornata, tento la carta dell’aspetto/agguato su una zona più impegnativa. Purtroppo questa volta l’acqua sul fondo è decisamente fredda quindi incontro solo piccoli pesci, oltretutto molto nervosi. Allora, visto che sono ancora in tempo per sostarmi , decido di andare in medio fondo per cercare di razzolare a buon ritmo su una porzione di grotto piuttosto spaccato ed alto tra i 14/16 metri. Col 79 prendo un altro sarago e un’orata (risultata poi sottopeso) e nell’ultima ora padello un’altra orata in peso e mi faccio beffare da un bel sarago nervoso. Risultato finale: se nella prima giornata non ho sbagliato niente nella seconda ho più di qualcosa da recriminare, ma fa parte del gioco. L’importante è che l’obiettivo qualificazione sia stato centrato, l’anno prossimo si vedrà.

 

Giuseppe Giufrè (foto Apnea Magazine)

8° Giuseppe Giufrè

Per la prima giornata avevo segnato una zona molto ristretta a sud del campo gara, sui 13 metri, che ospitava diverse corvine e, tra queste, ne avevo individuata una sui due chili. Il problema era che in preparazione avevo notato almeno altri sei o sette concorrenti su quella stessa mira. Nonostante questo ho deciso di fare li la mia partenza, armato di cinquantino con fiocina, e la strategia mi ha dato ragione visto che l’unica corvina catturata in quel punto è stata arpionata proprio da me.
Proseguendo nei pressi di quella zona sono riuscito a prendere tre saraghi, di cui due validi ed uno scartato per poco. Allo scadere delle due ore e mezza ho deciso di andare a controllare una risalita a nord del campo, sicuramente la parte meno interessante ma dove, fin dal primo giorno di preparazione, avevo trovato dei grossi dentici che venivano all’aspetto. La scelta mi è costata cara perché i pesci erano spariti ed intorno, per almeno due chilometri, c’era letteralmente il nulla. La mia prima giornata finiva con i tre pesci presi nella prima fase di gara ed il 22° posto in classifica che non prometteva nulla di buono.

Disputare alla perfezione la seconda giornata diventava quindi essenziale.
Durante la preparazione avevo trovato diverse zone dove avevo alcune corvine, sia a nord che a sud del campo gara e su una batimetrica che andava dai 13 ai 18 metri.
La partenza è avvenuta su di una zonetta dove giravano tante corvine piccole e solo tre o quattro esemplari in peso, scelta dettata dal fatto che per giorni non avevo visto mai nessuno girarci intorno.
Arrivato sul punto, armato con il mio novanta, ho cominciato a sommozzare nel tentativo di sorprendere qualche preda fuori tana. E cosi è stato: la prima corvina da mezzo chilo l’ho fulminata in caduta sulla sabbia. Successivamente con corto e fiocina ho esplorato tutti gli spacchi e, quando ormai avevo perso le speranze, intravvedo in una fessura buia e angusta una bella pinna pettorale. Sparo ed estraggo un corvo da un chilo e mezzo. Trascorsa circa un’ora decido di incominciare a scorrere in corrente con il novanta, alternando aspetti e agguati. Questo mi ha permesso di capire quando attraversavo zone interessanti dove valeva la pena approfondire l’esplorazione in tana.

Allo scadere delle due ore e mezza avevo cinque pesci in gommone e nonostante avessi altre corvine segnate, ho deciso insieme al mio fidato barcaiolo, di insistere su quelle batimetriche sempre scorrendo il fondale. Secondo me questa è stata la decisione che mi ha permesso di catturare altri sei pesci con il corto, tutti saraghi. Alla fine della gara avevo in gommone otto saraghi, uno scorfano e due corvine. La bilancia purtroppo scarterà lo scorfano e tre saraghi per pochi grammi. Comunque, con sette bei pezzi validi, ho vinto la seconda giornata e mi sono aggiudicato l’ottavo posto finale in classifica generale. Finalmente, dopo cinque qualificazioni in seconda categoria, riesco ad arrivare in Prima con i più forti agonisti italiani.

 

Ottavio Pisicchio (foto Apnea Magazine)

11° Ottavio Pisicchio

All’inizio della prima frazione di gara sono partito su un a zona marcata in preparazione dove avevo segnato diverse corvine. Era una zona di grotto che andava dai 12 ai 16 metri, ma come spesso accade nelle gare, il posto che ritieni più interessante lo trovi poi deserto. Così ho deciso di impugnare un arbalete da sessanta con la fiocinella e scorrere lungo le pettate e morzate di grotto più interessanti e spaccate. Il lavoro ha dato i frutti sperati ed in un’ora sono riuscito ha catturare tre saraghi, di cui uno estratto da un buco quasi impossibile. Gli vedevo solo il muso ed ho sparato quasi alla cieca. Nelle vicinanze avevo una strisciatina di grotto dove avevo visto girare, nei giorni di preparazione, un marvizzo. Ho provato a cercarlo ed alla fine sono riuscito a catturalo. Ho continuato imperterrito a frugare il fondale e con costanza sono riuscito a fare altre catture con regolarità fino alla fine. Allo scadere delle cinque ore avevo preso otto pesci validi (sette saraghi ed un tordo) e sono arrivato ottavo di giornata; un inizio che mi ha soddisfatto.

La seconda giornata è stata più difficile in quanto non avevo trovato granché ed il fondale era meno ricco. Sono dunque andato nella mischia sperando che qualcuno mi portasse su una zona interessante. Mi sono ritrovato su una striscia di grotto insieme ad altri cinque o sei atleti. Nella bolgia sono riuscito a vedere una bella corvina e a catturarla nei pressi di un ciglio. Dopo avere fatto altri tuffi e non aver visto più nulla mi sono messo a pinneggiare verso uno spot là vicino dove avevo segnato un tordo. In pochi tuffi sono riuscito ad individuarlo e a catturalo mentre tentava di guadagnare la tana. Allo scadere di metà gara sono salito in gommone e mi sono diretto verso una zona di grotto sui 17 metri che ho iniziato a scorrere in favore di corrente. Sono riuscito a catturare solo una bella corvina ma alla fine con tre pesci ero abbastanza tranquillo. Un buon piazzamento e il biglietto staccato per gli Assoluti 2013.

 

Salvatore Pacifico (foto Apnea Magazine)

14° Salvatore Pacifico

Sono arrivato il giovedì pomeriggio, giusto in tempo per la riunione preliminare. Purtroppo il mio lavoro, sopratutto in questo periodo, non mi permette lunghe assenze. Fortunatamente il campionato si disputava a Bari; se si fosse disputato in un posto più lontano da Napoli, come Sicilia o Sardegna, avrei dovuto rinunciare.
A Mola non c’ero mai stato ma fortunatamente mi accompagnava, come barcaiolo, un bravo pescasub di Bari, Francesco Annoscia, che colgo l’ occasione per ringraziare.
D’ accordo con lui, il venerdì, decidiamo di seguire Limongi che a detta sua aveva preparato bene i campi gara e lo assisteva un forte pescasub locale. Purtroppo avevano avuto in tanti la stessa idea e ci siamo trovati in acqua in parecchi accanto a Luca.

Fortunatamente nella mischia ho preso subito un bel sarago ma ne ho sbagliato un altro altrettanto grosso.Avevo un arbalete da cento in mano (la mia arma preferita) ma avevo difficoltà ad infilarlo nel buco. Per la fretta di sparare, dato che c’erano tanti altri pescatori intorno, l’ho sbagliato.
In seguito ho continuato a scorrere il grotto tra i 13 ed i 15 metri anche se senza vedere nulla di interessante. Allo spostamento ho detto a Francesco di portarmi in una zona sui 20 metri perché a questo punto avrei cercato la cattura di un dentice, pesce che non è difficile da incontrare su questi fondali: con un bel pesce, avrei raddrizzato la situazione. Al posto del dentice, dopo un lungo aspetto, sono arrivati degli alletterati e stranamente mi sono venuti sul fondo. Comunque ne ho preso uno di quattro chili ed ho salvato la giornata.

Il giorno dopo Francesco aveva una strisciata di grotto da seguire ma, a parte lo spettacolo di un centinaio di corvine tutte tra i 150 ed i 200 grammi, non ho visto nulla. Allo spostamento ho ripetuto la tattica del giorno precedente e mi sono portato più al largo. Ho catturato subito una corvina e poi un bel saragone. Il rientro e la pesatura sono stati molto tribolati perchè vedendo i carnieri degli altri ero convinto di essere arrivato 15° o 16°. Invece, fortunatamente, sono arrivato 14°.

Volevo spendere ancora due parole sull’ organizzazione e su Roberto D’Alessandro: una gara organizzata coi fiocchi, di quelle che ti viene voglia d’ amare l’agonismo e il dott.  Roberto, una persona speciale ed eccezionale. Poi volevo ancora ringraziare l’ atleta sardo Tangianu ed il suo barcaiolo: senza conoscermi mi ha prestato, poco prima della partenza della prima giornata, una sua boa segnasub visto che la mia era senza bandierina. Davvero un bel gesto. Ho pescato con una muta Meroù con giacca da sette e pantaloni da cinque millimetri. L’ acqua era ancora fredda. Inutile dirlo che mi sono trovato benissimo. Le pinne invece le impareggiabili Mustang della C4. Ho portato con me cinque fucili di varie misure ma poi come al solito ho usato sempre il cento. Sono abituato agli arbalete classici, quelli con una coppia di elastici e tubo da 28mm con i quali ho preso di tutto: anche pesci di taglia massima. Non ho mai sentito il bisogno di doppi o tripli elastici, poi addirittura in gara…

Molti lettori si accorgeranno che le posizioni in classifica di alcuni atleti, riportate prima del nome ad inizio intervista, sono differenti da quanto riportato nelle classifiche ufficiali pubblicate sul portale della FIPSAS e su tutti i siti di settore, compreso quello di Apnea Magazine. La nostra redazione ha ravvisato dei gravi errori nella redazione delle classifiche del Campionato di Qualificazione 2012, errori che pur non rivoluzionando nè l’elenco dei qualificati all’assoluto 2013, nè l’attribuzione del titolo di Campione ad Angelo Ascione, alterano però l’ordine di classifica retrocedendo l’atleta Dario Maccioni dal 3° al 6° posto finale, e facendo invece salire di una posizione Roberto Deiana, Gianfranco Loi e Massimo Fauci dal precedente 4°, 5° e 6° posto, all’attuale 3°, 4° e 5°. Tutto ciò è facilmente verificabile scaricando la classifica e verificando che i punteggi percentuali di quella finale non sono stati correttamente elencati in ordine decrescente, dando luogo al disguido. Anticipiamo fin d’ora che gli errori da noi riscontrati vanno ben oltre la mera distrazione e saranno oggetto di un prossimo editoriale che analizzerà nel dettaglio quella che fin da adesso possiamo definire una delle immagini peggiori che il nostro agonismo abbia mai dato negli ultimi anni.

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