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Campionato di Qualificazione 2012: interviste ai qualificati (1/3)

| 1 luglio 2012
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Cerchiamo di ricostruire l’andamento di questa semifinale attraverso le interviste ai protagonisti. Troveremo l’analisi della condotta di gara ed altri risvolti interessanti. Questa semifinale ha regalato molto pesce nella prima frazione e poco nella seconda, ma è stata molto combattuta e la bilancia ha deciso vittoria e qualificazione all’ultimo grammo. Diverse le sorprese tra i giovani ed interessanti conferme. Corvine e saraghi sono stati i pesci più catturati, ma non è mancato qualche dentice e perfino un alletterato. Insomma, un campionato pieno di insidie ma disputato con condizioni meteo quasi perfette e guidato da un’organizzazione impeccabile.

La parola  ai protagonisti.

Angelo Ascione (foto Apnea Magazine)

1° Angelo Ascione

La prima giornata sono partito su una zona in 15 metri d’acqua dove avevo visto alcune belle corvine. Purtroppo, appena arrivato sul posto, ho realizzato che avrei dovuto condividere la zona con altri atleti. Ho fatto alcuni tuffi ma non è uscito nulla. Ho insistito nelle vicinanze, dove avevo una porzione di grotto molto spaccata, ma sfortunatamente ho strappato due corvine. Avevo il sessantacinque con la fiocina a quattro punte punte e forse, complice i tiri ravvicinati, ho spaccato il pesce. Non mi sono demoralizzato ed insistendo nelle fessure più strette e complicate sono riuscito a fiocinare due saraghi. Il più grosso addirittura non passava dal buco attraverso cui lo avevo sparato: alla fine l’ho tolto di fora… tipo tappo di bottiglia! A quel punto mi sono fatto passare il cento ed ho cominciato a pescare a scorrere cercando di raggiungere una zona in cui avevo trovato sia saraghi che corvine. Prima di arrivarci non ho incontrato altro che pesci fuori peso, e raggiunto il punto che avevo marcato ho provato a cercare i pesci ma non ho trovato più nulla. Acqua fumosa e fredda non erano un buon segnale.

A metà gara ho quindi deciso di giocarmi il tutto per tutto andando a Nord, sui 26 metri, e pescare all’aspetto. La zona era bruttina, con grotto basso e poca vita, ma con calma ed attenzione sono riuscito ad arpionare un bel tordo nero. Poco dopo è stato un sarago a finire a cavetto dopo un bell’aspetto e, per poco, non catturavo anche un bel dentice di circa due chili e mezzo. Ad un tratto ho notato che la zona di grotto cominciava a cambiare e diventava sempre più alta ed interessante. All’ennesimo tuffo sono riuscito a sorprendere un bel corvo in caduta e, poco più avanti, un altro all’aspetto con un tiro da dietro alla Tex. A quel punto ha cominciato a montare la corrente e fare i tuffi senza perdere il punto è diventato complicato, soprattutto perché avevo il pedagno leggero. All’ennesimo aspetto mi è arrivato un branco di saraghi di taglia con esemplari enormi, ho cercato di prendere uno dei più grossi ma, con un tiro frontale, l’ho sbagliato. Alcuni pesci spaventati si sono buttati nel grotto ed allora ho lasciato l’asta sul fondo, ho  aperto il mulinello, e sono risalito. Ho preso il fucile corto e ho subito fiocinato un sarago e dopo poco, in un piccolo buco, sono riuscito a scorgere la coda di una bella corvina. Non riuscendo a vedere la testa ho rischiato il tiro in coda. Ho colpito il pesce ma, sia per la sua reazione che per il torbido, alla fine si è strappato. Comunque ho chiuso la giornata in testa con otto pesci e tre specie.

Per la seconda prova avevo qualche segnale da visitare, ma niente di veramente importante. Il campo gara era decisamente meno ricco. Ho quindi deciso di andare a pescare all’aspetto fuori, sui 25 metri. Purtroppo ho trovato  l’acqua gelida e sporca, quindi ho deciso di nuotare verso la costa per stare sopra il termoclino. Sui 19 metri il taglio freddo spariva e l’acqua sembrava migliorare ma di pesce non c’era neanche l’ombra.  Ho arpionato in extremis un fasciato appena in peso, poi ho visto solo piccoli saraghi. Mi sono deciso a fare una lunga pinneggiata per raggiungere un panettone di grotto molto spaccato con qualche sarago e corvina intorno. Purtroppo la scelta non mi ha ripagato e, difatti, non ho trovato nulla. Allo spostamento di metà gara ho scelto di tornare fuori, a fondo, giocandomi il tutto per tutto. Qualcosa è cambiato e la situazione è decisamente migliorata. Sono riuscito ad arpionare due tordi in caduta e, poco dopo, una corvina sotto un piccolo ciglio. Non ho mollato e mi sono messo a battere la zona palmo a palmo, ma un po’ la stanchezza e un po’ il pesce nevrotico, ho strappato un bel sarago e ne ho sbagliati altri due. Alla fine è andata bene e con quattro pesci e due specie sono riuscito ad agguantare il titolo: ma che fatica!

 

 

 

Dario Maccioni (foto Apnea Magazine)

6° Dario Maccioni

La prima giornata ho impostato la partenza su uno spacco dove in preparazione avevo trovato un grosso branco di corvine – tutte di grandi dimensioni –  intorno ai 17 metri. Al primo tuffo, con un sessanta armato di fiocina, ho provato a portarne subito una a tiro, ma purtroppo i pesci erano pochi, parecchio nervosi ed oramai avevano già guadagnato il proprio rifugio. Ho insistito frugando intorno e con pazienza sono riuscito a catturare la prima . In seguito mi sono spostato su un altro punto dove potevo tentare la cattura di qualche pesce all’aspetto con il novanta, tra i 17 e i 24 metri, ma la decisione si è rivelata sbagliata perché i pesci erano molto nervosi e rimanevano larghi. Ho deciso quindi di cambiare fucile e impugnare un settantacinque per pescare al razzolo: la sceltaquesta volta si è rivelata azzeccata e mi ha permesso di arpionare immediatamente quattro saraghi di buone dimensioni. Alla fine della prima giornata, pur avendo strappato tre pesci, sono riuscito a  portare al peso cinque prede guadagnando un 12° posto parziale.

La seconda frazione l’ho iniziata sempre su una zona di corvine, intorno ai 18 metri, sapendo già che avrei dovuto contendermela con altri concorrenti, visto che i pesci trovati in preparazione erano parecchio nervosi . Al primo tuffo, armato di settantacinque, sono  atterrato sul volo di corvine sollevate dal grotto. I pesci erano agitati ma sono comunque riuscito a prenderne una al volo nello stesso tuffo. Mentre sparavo al pesce ho notato che le altre prendevano una direzione precisa, andando verso la sabbia. Al tuffo successivo, seguendo la direzione di fuga dei pesci, ho scovato un panettone di grotto in cui sono riuscito a catturarne altre due. Ho deciso allora di cambiare arma e orientarmi sul sessanta con la fiocina per cercarle buco per buco ma, nel momento in cui ho guardato nell’angolino più buio del panettone, si è materializzata la sagoma di un grosso esemplare che ho colpito a centro corpo – l’unica parte che riuscivo a vedere –  da circa 20 centimetri di distanza. Purtroppo, per mia sfortuna, dopo qualche secondo ho visto il pesce uscire da un altro anfratto senza l’asta: era una corvo tra i 2,5 e i 3 chili circa. A quel punto ho deciso di utilizzare lo spostamento per tentare la carta dell’’aspetto su un fondale di 23/24 metri. Impugnato il mio cento mi sono immertso , ma purtroppo a quella batimetrica l’acqua era più sporca e fredda e il pesce non girava. Mi sono risolto  a prendere nuovamente il settantacinque e spostarmi su una striscia di grotto sui 18/19 metri dove potevo pescare al razzolo e qui sono riuscito  a catturare subito due corvine. Successivamente, ma invano, ho cercato qualche sarago o tordo per avere una specie in più A fine della seconda frazione  ho portato al peso le cinque corvine che mi hanno fruttato il secondo posto di giornata.

 

 

 

Nicola Riolo (foto Apnea Magazine)

7° Nicola Riolo

Con una preparazione viziata dai primi due giorni di acqua gelida e torbida e da altri due costretto in gommone con una dolorosa contrattura al collo, mi sono limitato a controllare solo alcune zone limitate dei due campi di gara.
Pensavo di trovare poco pesce ed in realtà, se non fosse stato per i due giorni di acqua calda e limpida che hanno caratterizzato in modo fuori dal comune le due frazioni (e soprattutto la prima), sarebbe uscito davvero pochissimo pesce. Con la scarsa preparazione disponibile per i motivi appena detti, mi sono anche limitato a non approfondire le mie ricerche oltre i venti metri di fondo.
Diversamente dal Salento, non c’era pesce in acqua molto bassa e dunque la quota media in cui si è gareggiato in entrambe le giornate è stata compresa anche per me tra i 13 e i 19 metri.
Il fondale era sempre quel tipo di grotto coralligeno tutto molto simile e più o meno alto e traforato a seconda della profondità e dell’area in cui era situato.
Non è certo il mio fondale ideale, nè si presta a chissà quale sorpresa, quindi ha richiesto un lavoro snervante e certosino sia durante tutta la preparazione, che ancor più in gara!

Durante la prima giornata ho fatto una buona partenza in 18 metri di fondo su un bel branco di corvine e qualche sarago, prendendo tre pesci nei primi venti minuti. Poi mi ero preparato un percorso roccioso a scorrere in corrente ed ho preso altri tre saraghi nei piccoli buchi di grotto che ispezionavo ad ogni tuffo per finire con una bella orata catturata col quarantacinque e la mia fiocinella a circa quaranta minuti dal termine della prima giornata.
Ho alternato al corto, talvolta un ottanta ed un cento ad elastici dei miei infallibili CX26 per prendere le prime grosse corvine e quando avevo idea di poter incrociare qualche dentice.

La seconda giornata sapevo che sarebbero bastati meno pesci a tutti per far bene e, nonostante l’obiettivo fosse semplicemente la qualificazione, il terzo posto della prima giornata mi aveva stimolato a credere in una rimonta apparentemente semplice.
In realtà ho poi perso un po’ la calma alla partenza quando un certo Riccardo Sciarrotta (palermitano, neanche a dirlo) ha pensato bene di marcare giusto me! Lì mi sono deconcentrato e ho stappato una corvina di un chilo circa e subito dopo ho sbagliato un grosso sarago coi quali avrei certamente vinto. Il “marcatore” non ha preso invece nemmeno una preda valida ritornando così alle selettive regionali dell’anno prossimo!
Dopo un’ora circa mi sono rasserenato ma evidentemente le poche zone valide del campo erano state battute dagli altri concorrenti così mi sono dovuto accontentare di prendere soltanto due pesci per un totale di due chili circa (un sarago e una corvina) che mi hanno assicurato la qualificazione con un “comodo” 7° posto in finale; chissà che non sia un segno premonitore del mio 7° titolo assoluto nel 2013.

 

 

 

Rocco Cuccaro (foto Apnea Magazine)

10° Rocco Cuccaro

Ho iniziato la preparazione lunedì concentrandomi prettamente sul primo campo gara, sapendo che passavano alla seconda giornata solo i primi trenta.
In preparazione ho notato una buona presenza di corvine marcandone un bel po’.

Il primo giorno di gara parto su una corvina e ci trovo già un altro atleta, riesco comunque a scovarla per primo e a portarla a bordo per poi spostarmi su un’altra zona dove avevo segnato altre corvine che però non trovo, riuscendo però ad arpionare un bel sarago. Quasi a metà gara mi sposto su una zonetta di grotto isolata dove in preparazione avevo notato solo qualche corvina fuori peso, qui pesco per il tutto resto della gara senza nemmeno sfruttare lo spostamento riuscendo a catturare due saraghi, due corvine e un grongo di oltre cinque chili, chiudendo settimo di giornata.
Ho pescato tutta la gara con un arbalete da cinquanta e fiocina a quattro punte ad una profondità di circa 18 metri.

La seconda giornata mi tuffo in mezzo agli altri gommoni dato che non avevo preparato proprio, ma dopo un quarto d’ora preferisco prendere il novanta e iniziare a scorrere il fondale a favore di corrente ad una profondità di circa 20\22 metri, in questo modo riesco a catturare un sarago una corvina e un dentice. Peccato per un dentice strappato a circa un ora dalla fine stimato un paio di chili.

 

 

 

Salvatore Natoli (foto E.Marchese)

13° Salvatore Natoli

I primi due giorni di preparazione sono stati caratterizzati dall’acqua torbidissima e dal caldo infernale; fuori infatti c’erano quasi quaranta gradi. Dal terzo giorno il maestrale ha aggiustato parzialmente le cose rischiarando l’acqua fino ad avere 4 metri di visibilità e temperature esterne accettabili. Ho preparato nella fascia tra i 10 ed i 22 metri, e nel primo campo gara ho trovato ben poco. L’unico spot con delle belle corvine l’ho dovuto dividere, alla partenza, con altri sei concorrenti, riuscendo nonostante tutto a portare a tiro e catturare un pesce discreto. Poi, razzolando qua e là, ho scovato due bei saraghi e, purtroppo, altri due li ho sbagliati. Fortunatamente con tre prede e due specie sono riuscito a rimanere tra i primi trenta di giornata, guadagnandomi la possibilità di disputare la seconda frazione, nel cui campo gara avevo trovato un posto isolato con una decina di grosse corvine che oscillavano tra il chilo e i due chili di peso, ed un altro spot altrettanto bello ma sicuramente conosciuto anche da altri concorrenti. La partenza sul primo segnale si è dimostrata una scelta azzeccata e vincente, poichè ero certo che nessuno l’avesse trovato e così e stato. Non c’erano più tante corvine ma solo quattro. Con calma ed attenzione sono riuscito a catturarne tre ed una, di oltre i due chili, è uscita dallo spacco sbattendomi letteralmente sul petto. Confidavo di completare la specie ma mi è andata bene lo stesso ed i tre pesci messi a paiolo mi hanno consentito di arrivare quinto di giornata facendomi raggiungere, con la somma dei piazzamenti, un tredicesimo posto finale. In prevalenza ho pescato con il sessantino armato di  fiocina a cinque punte e poi con il novanta per degli aspetti mirati ai numerosi dentici avvistati in preparazione.

Molti lettori si accorgeranno che le posizioni in classifica di alcuni atleti, riportate prima del nome ad inizio intervista, sono differenti da quanto riportato nelle classifiche ufficiali pubblicate sul portale della FIPSAS e su tutti i siti di settore, compreso quello di Apnea Magazine. La nostra redazione ha ravvisato dei gravi errori nella redazione delle classifiche del Campionato di Qualificazione 2012, errori che pur non rivoluzionando nè l’elenco dei qualificati all’assoluto 2013, nè l’attribuzione del titolo di Campione ad Angelo Ascione, alterano però l’ordine di classifica retrocedendo l’atleta Dario Maccioni dal 3° al 6° posto finale, e facendo invece salire di una posizione Roberto Deiana, Gianfranco Loi e Massimo Fauci dal precedente 4°, 5° e 6° posto, all’attuale 3°, 4° e 5°. Tutto ciò è facilmente verificabile scaricando la classifica e verificando che i punteggi percentuali di quella finale non sono stati correttamente elencati in ordine decrescente, dando luogo al disguido. Anticipiamo fin d’ora che gli errori da noi riscontrati vanno ben oltre la mera distrazione e saranno oggetto di un prossimo editoriale che analizzerà nel dettaglio quella che fin da adesso possiamo definire una delle immagini peggiori che il nostro agonismo abbia mai dato negli ultimi anni.

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