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Campionato Assoluto: seconda giornata

| 5 luglio 2005 | 0 Comments
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Il campo gara della seconda giornata è quello a sud del porto di Torre San Giovanni, si estende fino a Torre Mozza e ricomprende le secche di Ugento. La superficie totale del campo gara è davvero grande, perché l’area pescabile si estende per miglia al largo.

I gommoni degli atleti pronti al via nella seconda giornata – Foto: A. Balbi

Il rito della preparazione prima della partenza si ripete come ad ogni competizione: gli atleti si vestono a bordo dei propri gommoni per poi raggiungere alla spicciolata il centro del campo gara. Una volta radunato l’intero gruppo, il direttore di gara procede con l’appello e riserva agli atleti le ultime raccomandazioni.

Bellani con un sarago catturato nelle prime fasi della seconda prova – Foto: A. Balbi

Stefano Manciulli è presente, proverà ad immergersi con un bendaggio protettivo nella speranza di poter evitare di vanificare il buon risultato di ieri.

La tensione è palpabile, mentre ascoltano le parole del direttore di gara gli atleti sembrano pensare ad altro, o meglio, paiono assorti. Forse stanno visualizzando la scena del primo tuffo sul luogo in cui hanno deciso di effettuare la partenza, o forse stanno analizzando l’intera situazione per l’ennesima volta, in cerca di ulteriori conferme.

Al via ufficiale delle otto e quarantacinque, le imbarcazioni dei concorrenti sfrecciano nella classica corsa al luogo di partenza. Buona parte dei gommoni si precipita verso sud, mentre un gruppo cospicuo di sei o sette concorrenti punta dritto verso il largo: fra loro Riolo, Bellani, Mancia, Vacca ed altri. Il gommone di Volpe indugia, l’atleta del Team Omer non sa cosa fare e cerca ispirazione nei movimenti degli altri, ma dopo una manciata di secondi si risolve a seguire il gruppo con Riolo, Mancia e Bellani, e punta deciso verso il largo.

Sandro Mancia cattura un sarago nella mischia e lo passa al barcaiolo – Foto A. Balbi

Le prime fasi della competizione vedono cinque, sei, sette atleti sommozzare gomito a gomito in un fazzoletto di mare. E’ difficile spiegare l’intrico di sagole, lo sbuffare dei boccagli, il continuo saliscendi di subacquei ammassati una sopra l’altro.

I nostri operatori subacquei sono allibiti, sott’acqua è un continuo saliscendi di atleti! Visto l’ammasso di gommoni, atleti e sagole, il giudice di Gara Mario Borsesi deve vigilare sul rispetto delle regole per garantire la massima sicurezza, ma la cosa assolutamente incredibile, è che questi campioni riescono a prendere pesce in queste condizioni senza neanche lamentarsi!

Daniele Petrollini in azione – Foto A. Balbi

Vola un saragone sul gommone di Mancia e poco dopo è la volta di Bellani, sceso in acqua con la solita determinazione di sempre. Riolo sfodera la grinta del campione, e sommozza anche lui nella folla con gran ritmo. Dopo le prime catture, però, il pesce disturbato si fa più diffidente, e di saraghi volanti se ne vedono sempre meno, complice anche l’abilità di atleti e barcaioli di passare i pesci in gommone senza dare nell’occhio.

Vacca ha due prede più una a coefficiente, Riolo un paio di prede. Ci spostiamo verso sud in cerca di altri concorrenti, e puntiamo la prua verso la “palina” delle secche di Ugento, nei cui pressi il toscano Lera sta ancora a caccia della sua prima preda.

Più avanti Maurizio Ramacciotti sommozza a buon ritmo solo soletto, ha già tre prede in carniere, due bei saraghi ed una corpulenta mostella.

Cerchiamo Aldo Calcagno e lo troviamo non molto distante, il suo barcaiolo ci dice che ha due prede e ci invita ad allontanarci: l’atleta Effesub non vuole perdere la concentrazione, si sta giocando il titolo italiano in una lotta all’ultimo pesce.

L’atleta Omer Gaio Trambusti in azione – Foto: A. Balbi

Al largo, nell’abisso, troviamo il solito Lezzi, che però stenta a mettere a paiolo la prima preda: un vero peccato per l’atleta salentino, che aveva iniziato il campionato in modo davvero eccellente. Spostandoci verso terra incontriamo l’atelta Omer Gaio Trambusti, al momento con una preda; Covato è fermo ad una preda.

Continuiamo il nostro giro verso sud, incontrando vari atleti. Carlo Santoro veleggia a quota due prede di cui una da pesare, Massimo Fauci ha una preda più una a coefficiente, Daniele Petrollini sembra lanciato con quattro prede, catturate su una zona in solitudine.

Raggiungiamo la boa che delimita il confine meridionale del campo gara, di fronte a Torre Mozza. Al confine troviamo Luca Limongi impegnato nella ricerca di un tordo avvistato al tuffo precedente. L’atleta TopSub deve recuperare una prima giornata davvero storta, e ha quindi scelto di giocare il tutto per tutto in una zona snobbata da tutti gli altri. Al momento ha tre prede in carniere e continua a sommozzare con grande determinazione, anche se, purtroppo, il tordo non riesce proprio a ritrovarlo.

Davide Petrini con un’orata – Foto: A. Balbi

Puntando verso terra, ci imbattiamo in un gruppetto di atleti. Il barcaiolo di Felice, Ciccio Accolla, ci dice che il giovane talento siciliano ha due prede; a poca distanza, Salvatore Milluzzo sembra avere due prede, di cui una da pesare. Più fuori, non distante, troviamo un Davide Petrini euforico e di buon umore. Ha un ottimo motivo per esserlo, nella lastrina in cui in preparazione aveva trovato due orate ne ha ritrovate quattro in gara, tutte già in cavetto! Oltre a quattro belle orate, l’atleta Cressi ha anche alcuni saraghi, per un totale di sette o otto prede, che sembrano proiettarlo al vertice della classifica di giornata.

Siamo alle ultime battute, decidiamo di tornare sul gruppo di partenza, che troviamo molto “sgranato”. Più a terra sommozzano a breve distanza Riolo e Volpe. Il campione Sdive sembra aver trovato motivazioni ed energie per riscattare la prima giornata, certamente non brillante per un atleta del suo calibro, e veleggia con poco meno di una decina di prede. Volpe, al contrario, ha solo un marvizzo in cavetto, è in evidente difficoltà su questi fondali.

Più fuori Mancia ha sette saraghi catturati con un corto olepneumatico da 40 centimetri (qualcuno da pesare) ed una murena, mentre Bellani ha quattro saraghi ed una murena.

Arriva il giudice di gara a segnalare la fine della competizione, e subito si forma un gruppetto di imbarcazioni con gli atleti a scambiarsi le prime impressioni prima del rientro in porto per la consegna dei carnieri.

Sandro Mancia è eccitatissimo, sa che si sta giocando la vittoria con Aldo Calcagno, sul cui carniere non si hanno ancora certezze.

Il momento clou del campionato: Bellani si complimenta con Mancia – Foto: A Balbi

Stefano Bellani non attende neanche l’esito della bilancia e subito si complimenta con Sandro per l’ottima prestazione, da grande Campione e Signore del Mare qual è, dentro come fuori dall’acqua.

Il rientro in porto con la consegna dei carnieri è molto bello da vedere. Ieri i carnieri sono stati consegnati in mare, di fronte al porto, ed il pubblico presente in banchina non ha potuto godere di uno spettacolo particolarmente attraente, mentre per la seconda giornata si è organizzata la consegna del pescato in porto, per iniziativa e sotto la supervisione del presidente di settore Albero Azzali, di concreto supporto alla buona organizzazione del Centro Blu Mare. I gommoni degli atleti si sono radunati, per poi avvicinarsi uno ad uno al pontile e consegnare il carniere, ovviamente, dopo averlo mostrato al pubblico ed aver ricevuto i meritati applausi.

La vista dei carnieri potrebbe far capire chi ha vinto prima ancora della pesatura, tutti seguono con attenzione. Maurizio Ramacciotti mostra sei o sette prede, Trambusti cinque, Micalizzi non ha saputo ripetere la bella prova di ieri.

Il carniere di Mancia nella seconda prova – Foto: A. Balbi

Petrini ha un bellissimo carniere, ma la brutta prova di ieri ha compromesso inevitabilmente il suo piazzamento finale. Il carniere di Nicola Riolo spicca in modo particolare, è composto da svariati saraghi, tordi ed una murena, e subito si inizia a parlare di vittoria di giornata per il campione palermitano. Anche per lui, però, vale quanto detto per Petrini: il ritardo di ieri non appare colmabile, in quanto i primi in classifica hanno comunque fatto bei carnieri.

Degni di nota anche i carnieri di Roberto Praiola e Massimiliano Barteloni. Arriva il turno di Calcagno, tutti gli occhi sono puntati su di lui quando solleva il cavetto: ci sembra di vedere cinque o sei saraghi e due murene! Niente da fare, non si può dire chi abbia vinto. Sandro Mancia sembra il più titolato per la vittoria, ma il distacco è troppo risicato per avere certezze, occorre attendere l’esito della pesatura.

Dopo essersi rifocillati presso il bel gazebo allestito dall’organizzazione, gli atleti hanno seguito con attenzione le fasi della pesatura, che ha sciolto ogni dubbio sulla classifica. La giornata viene vinta da Nicola Riolo, seguito a ruota da Davide Petrini e, più staccato, Maurizio Ramacciotti.

Applicato il coefficiente 100, si ottengono gli addendi mancanti per stilare la classifica finale: vince Sandro Mancia dell’ASL SEA CLUB Palermo con 174,62%, seguito da Aldo Calcagno con 168,27 e Maurizio Ramacciotti con 149,33%. Eccellente piazzamento per l’atleta Omer Roberto Praiola, quarto con 144,59%, e conclusione più che onorevole sia per Stefano Bellani (144,30%) che per Nicola Riolo (143,18%, rispettivamente alla quinta e sesta piazza.

Category: Agonismo, Articoli, Pesca in Apnea

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