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Campionato Assoluto 2008 – Interviste

| 21 settembre 2008 | 0 Comments
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Un momento di pausa in porto per Cagnolati (Foto A. Balbi)

LEONARDO CAGNOLATI

Allora Leonardo, com’è andata?

Ero venuto qui con le migliori intenzioni di fare bella figura, ma devo dire che mi aspettavo fondali leggermente diversi, con un grotto più bello e magari qualche zona un po’ più a fondo. Sia chiaro, il pesce alla fine c’era ed è uscito, però onestamente il fondale non era tanto bello. Addirittura uno dei due campi gara finiva sulla batimetrica dei 19 metri, una cosa credo mai vista ad un campionato valido per l’assegnazione del titolo italiano, sicuramente un aspetto molto limitante che ha impedito a molti atleti di esprimersi su batimetriche più impegnative ed ha quindi agito un po’ come una livella.

I fondali della zona presentano grotto basso e pesce mobile. Come hai impostato la tua strategia di fronte a queste caratteristiche?

Ti confesso che ero molto preoccupato, perché nei pochi giorni a disposizione per la preparazione non ero riuscito a comprendere bene dove avrei dovuto pescare. Alla fine, chiaramente, mi sono buttato dove avevo visto un po’ di pesce e non sapendo cosa prendere ho pescato anche all’aspetto, che mi ha fruttato quattro tordi ed anche due saraghi, avvistati durante la posta e poi catturati al tuffo successivo con il corto armato di fiocina.

Al termine della gara ti abbiamo sentito recriminare sui troppi errori commessi durante la seconda frazione

Sì il problema grosso per me è stato quello. Tutto sommato, considerando che avevo capito poco il campo gara, alla fine pescando e cercando di scorrere molto il fondale sono riuscito a trovare diverso pesce, ma ho sbagliato. Probabilmente ho pagato il fatto di essere andato poco a pesca, risultando insicuro col fucile. Poi ci sono stati i classici episodi da gara: mentre pinneggiavo su una bella zona di grotto spaccato ho visto dei saraghi infilarsi nelle fessure, così ho impugnato il corto con la fiocina e sono sceso per passare in rassegna ogni angolo della tana. Dopo un’attenta quanto infruttuosa ispezione ho rialzato la testa e mi sono trovato un branco di ricciolette davanti, assolutamente fuori dalla portata del corto che impugnavo.

Da grande farai il cacciatore o il pescatore?

Sempre il cacciatore! Però l’anno prossimo si riparte con grande convinzione, e nel frattempo mi godrò la bella esperienza del mondiale in Venezuela.

Cappucciati, da ventisette anni alla ribalta dell’agonismo (Foto A. Balbi)

PAOLO CAPPUCCIATI

Allora Paolo, parlaci della tua gara

Non ero in perfetta forma per quanto riguarda soprattutto le prime due o tre ore della prima giornata, perché non ero riuscito a dormire. Diciamo che tutto sommato sono riuscito a fare la mia pesca nelle ultime 2 ore di ieri e in tutta la giornata di oggi, quando mi sono sentito decisamente meglio. Sono soddisfatto di questo risultato, anche perché vengo da un periodo di scarso allenamento, quindi ho dovuto dar fondo a tutte le energie che avevo in corpo. Il risultato mi pare ottimo: essere nei primi 10 in Italia dopo 27 anni (il primo l’ho fatto nell’81 in Manduria ed ero arrivato decimo a parità con Dapiran e Martinuzzi) non è poco!

Cosa pensi degli attuali regolamenti?

Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento nell’atteggiamento dei pesci legato al fatto che hanno preso l’abitudine di schiacciarsi sul fondo. Di conseguenza non parliamo più solo della classica pesca in tana, all’aspetto o all’agguato…. diventa una pesca un po’ particolare, ed il fatto di premiare oltremisura prede come l’orata, che fino a prova contraria vengono trovate appoggiate sul fondo, secondo me è eccessivo. A mio parere sarebbe corretto assegnare all’orata un coefficiente normale, mentre un trattamento diverso sarebbe comprensibile per dentici e branzini: se è vero che nel 1988 Rusticali presentò un dentice di 8 chili fiocinato sull’alga – che finì sulla bilancia con la fiocina ancora in testa, tanto era difficile estrarla – è anche vero che di solito questi pesci vanno presi all’aspetto. L’orata, in particolare, è un pesce “stupido”, che non prendi all’aspetto o in tana… più facilmente lo prendi appoggiato.
Altro aspetto negativo di questo regolamento: adesso chi si qualifica si becca semifinali e finali con un esborso economico e un problema di disponibilità di tempo rispetto a lavoro e famiglia. Si tratta di un problema che meriterebbe un approfondimento, anche e soprattutto in considerazione del fatto che questo genere di problemi affligge in particolar modo quegli atleti che hanno minore disponibilità economica, ossia quei giovani che rappresentano il futuro della disciplina.

Un commento sul campionato in generale?

Abbiamo avuto la possibilità di gareggiare, con mare buono, acqua pulita ed anche il pesce è uscito a dispetto di quello che pensavo. Il risultato finale è positivo a prescindere dal mio risultato, abbiamo avuto un’accoglienza splendida. Mi fa molto piacere la bella prestazione di Antonio Lovicario, caro amico e allievo -si è brevettato OTS con me. Ha davvero un gran talento ed una straordinaria capacità di adattarsi alle varie situazioni di pesca, sono certo che farà belle cose in futuro.

(Foto A. Balbi)

ENRICO VOLPICELLI

Enrico… eravamo certi che avresti fatto bene su questi fondali, che è successo?

Non ho parole. Non so cosa ho combinato nella prima giornata, con un solo sarago. In preparazione ho trovato pesce, persino quattro o cinque lastre affollate, ma in gara non ho ritrovato un solo pinnuto e la prima frazione mi ha messo in grande difficoltà. Oggi sono partito per fare la mia gara, e devo dire che ci sono riuscito. Purtroppo, con il ritardo di ieri mi occorrevano quattro o cinque pesci in più per vincere la giornata e agguantare la qualificazione. Comunque mi sto divertendo, per cui l’anno prossimo si riparte dalla semifinale con grinta ancora maggiore: del resto, finché mi diverto, perché dovrei smettere?

ANGELO D’ONOFRIO

Come giudichi la tua gara?

E’ andato tutto bene, siamo contenti. Preparazione abbiamo trovato tanti pesci mentre nei due giorni di gara, come al solito, sono cambiate le condizioni e i pesci si sono fatti sudare. Nei giorni di gara ci siamo buttati in quelle zone dove avevamo visto maggiore movimento, ma i pesci non c’erano. Abbiamo razzolato intorno prendendo quei sei sette pesci al giorno che ci hanno garantito il risultato.

Cosa pensi di questi fondali?

Certamente questo tipo di fondale si adatta alle caratteristiche dei pescatori laziali, anche se qui i pesci sono più al libero, tendono a schiacciarsi sul fondo piuttosto che intanarsi in senso proprio. Nei giorni della preparazione l’acqua era molto più bella, e in gara e peggiorata. Devo dire che tutti i pesci che ho visto li ho catturati, l’unico errore commesso è stato uno spostamento fatto su una zona già occupata da un altro concorrente, ma alla fine un pesce l’ho preso ugualmente.

Bruno De Silvestri mostra il carniere della prima frazione. La costanza, nel suo caso, non ha pagato

BRUNO DE SILVESTRI

Bruno, non c’è che dire. La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo…. sei fuori per uno 0,66%…

Ma non è sfiga. L’ho detto l’anno scorso, in tempi non sospetti, lo ripeto quest’anno: questo campionato, così come è fatto, significa far girare la pallina nella roulette e aspettare di vedere cosa succede, perché questo regolamento non ti dà possibilità di esprimerti. Tra l’altro il campo gara di quest’anno è stato tagliato a 19 metri…. sia ben chiaro, uno che prende i pesci a 19 metri è bravo, ma se io posso prenderne a 35 perché me lo devi vietare?

Sulla tua gara che puoi dirci?

Non posso recriminare nulla, se non che ho strappato un’orata di 2,5 Kg che avrebbe cambiato di molto le cose… ma i pesci li perdono tutti! Lo stesso Bellani nella prima frazione ha perso un grosso serra. Quello che mi fa rabbia è che ieri ho preso 6 pesci, così come oggi; ieri ho fatto dodicesimo, oggi ottavo e con questa mia costanza sono finito undicesimo. Mi devo ripetere: anche l’anno scorso, quando sono arrivato terzo, ho dichiarato ciò che penso, e cioé che questo regolamento non funziona. Non offre agli atleti la possibilità di esprimersi, non li mette in condizioni di divertirsi. Per me non è piacevole finire undicesimo alla vigilia nel mondiale e credo che anche gli altri compagni non siano soddisfatti del risultato. Le debàcle nella pesca in apnea ci sono sempre state ed io non mi sogno di dire che chi vince con questi regolamenti non è bravo, però… non mi sento rappresentato da questo risultato, non mi ci riconosco.

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Category: Articoli, Interviste, Pesca in Apnea

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