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Campionati italiani di apnea Roma 2004

| 12 luglio 2004 | 0 Comments
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La piscina del Foro Italico

Domenica 4 luglio si sono svolti i Campionati Italiani di apnea statica e dinamica, nella splendida cornice della piscina del Foro Italico di Roma, purtroppo risultata poco adatta alla competizione.
Si tratta, infatti, di una vetusta piscina da 50 metri, dove il livello dell’acqua resta ben al di sotto livello del bordo vasca, rendendo poco agevoli le operazioni di soccorso; inoltre, presenta una buca da 4 metri proprio all’altezza di quelle che si sono dimostrate le virate più importanti, quelle dei 150 metri. La minor profondità della vasca sul lato opposto, invece, ha causato numerosi riaffioramenti degli atleti durante la virata nella prova di apnea dinamica: in questo frangente le emersioni in superficie sono consentite dal regolamento, ma sicuramente causano un rallentamento della marcia dell’atleta, influendo negativamente sulle prestazioni.

Le prove di apnea statica

La competizione ha preso il via, come di consueto, con la prova di apnea statica. L’acqua della piscina quest’anno è stata opportunamente riscaldata, ma ciò purtoppo non è bastato a tranquillizzare gli atleti, innervositi da una gestione dell’assistenza non certo esemplare. Al termine delle rispettive prove, alcuni atleti come Claudio Brunetta e Consuelo Valoppi lamentavano di essere stati abbandonati in zona riscaldamento fino a due minuti prima della prova, di non essere stati accompagnati nel campo gara e di aver ricevuto i segnali ai 30” invece che ai 15”, per giunta in modo inappropriato. E’ persino accaduto che un atleta -il romano Gianluca Spatocco– abbia dovuto ripetere la sua prova.

Certamente, chi si è allenato in maniera da poter fronteggiare anche questi inconvenienti è stato favorito. Ad esempio, la capacità di autogestione di Simone Graffer ha permesso all’atleta di fermare il cronometro a 6’00”, migliorando così il suo personale di gara di ben 30 secondi.

Le vincitrici della prova di statica

La conclusione della prova di statica è stata movimentata dalla performance di Giuliano Marchi, squalificato per uscita irregolare: certamente il regolamento prevede questo trattamento per l’atleta che dimostri una qualsiasi perdita di controllo, però è anche vero che un affrettato intervento da parte dell’assistenza potrebbe aver invalidato quella che era un’uscita al limite ma ancora valida secondo l’interpretazione del regolamento adottata dai giudici della competizione (non un qualsiasi segno di perdita di controllo motorio ma il bisogno di assistenza).
Il primo posto è andato così a Gaspare Battaglia (AAC), con 7’04”, il secondo posto a Nicola Putignano (Sub Tridente), con 6’58”, seguito dai 6’22” di Carlo Brecciaroli (Monsub).

Campionati 2003 e 2004: poche variazioni nelle misure di statica

Di seguito riporto le classifiche di quest’anno rapportate alle prestazioni dell’anno scorso. Bizzarro notare che Ilaria Molinari e Monica Barbero hanno conseguito lo stesso identico tempo: in generale si notano poche variazioni rispetto alla passata stagione agonistica, a parte la prova di Debora Marassà, passata da 2’30” a ben 4’17”: dobbiamo aspettarci ancora delle belle sorprese da questa solare ragazza.
Sul primo gradino del podio abbiamo visto Consuelo Valoppi con 5’39”, seguita da un’ottima Federica Costa con 5’21”e Manuela Acco con 5’20”.

Statica: il podio maschile

Tra i ragazzi invece bisogna menzionare il solito Gaspare Battaglia, ma anche, un po’ più in fondo alla classifica, Massimiliano Navarrino, 4’32” nel 2003 e 5’32” nel 2004, meglio noto per il curioso, immancabile utilizzo delle pinne durante la prova di statica, e Andrea Tucci, che ormai sta imparando a gestire il disagio da competizione, passando da 3’06 del 2003 a un 5’19” di quest’anno.

01) Consuelo Valoppi 2004: 5’39” – 2003: 5’40”
02) Federica Costa 2004: 5’21” – 2003: 5’36
03) Manuela Acco 2004: 5’20” – 2003: 5’27”
04) Paola Tagliabue 2004: 5’09” – 2003: —
05) Valeria Somma 2004: 5’07” – 2003: —
06) Ilaria Molinari 2004: 5’04” – 2003: 5’04”
07) Monica Barbero 2004: 4’58” – 2003: 4’58”
08) Martina Tomasi 2004: 4’27” – 2003: 4’45”
09) Gabriella Serafino 2004: 4’24” – 2003: 3’40”
10) Debora Marassà 2004: 4’17” – 2003: 2’30”
11) Sandra Vallelunga 2004: 4’13” – 2003: 3’30”
12) Irene Castelli 2004: 4’13” – 2003: —
13) Flora Menato 2004: 4’06” – 2003: 4’33”

01) Gaspare Battaglia 2004: 7’04” – 2003: 6’01”
02) Nicola Putignano 2004: 6’58” – 2003: 6’38”
03) Carlo Brecciaroli 2004: 6’22” – 2003: —
04) Giacomo De Mola 2004: 6’18” – 2003: —
05) Stefano Taviani 2004: 6’11”- 2003: —
06) Simone Graffer 2004: 6’00”- 2003: 5’33”
07) Claudio Brunetta 2004: 5’58” – 2003: 5’07”
08) Giuseppe Chiorri 2004: 5’47” – 2003: sq
09) Paolo Acanti 2004: 5′ 47” – 2003: 5’26”
10) Stefano Tovaglieri 2004: 5’40” – 2003: 5’18”
11) Michele Tomasi 2004: 5’36” – 2003: 6’01”
12) Gianluca Spatocco 2004: 5’33” – 2003:—
13) Massimiliano Navarrino 2004: 5’32” – 2003: 4’32”
14) Angelo Pignataro 2004: 5’32” – 2003: —
15) Andrea Tucci 2004: 5’19” – 2003: 3’06”
16) Mirco Ominetti 2004: 5’18” – 2003: —
17) Giacomo Gravina 2004: 5’15” – 2003: —
18) Roberto Carini 2004: 5’14” – 2003: —
19) Marco Nania 2004: 5’06” – 2003: —
20) Andrea Zagaglia 2004: 2’39” – 2003: 4’30”
21) Giuliano Marchi 2004: sq – 2003: 7’14”

Monica Barbero

La gara di dinamica

La parte più interessante ed attesa della gara è stata la prova di dinamica cui purtroppo non ha potuto prendere parte Giuliano Marchi, squalificato durante la prova di statica.

Enormi, grandi e piccoli miglioramenti per tutte le atlete

Ecco le classifiche femminili di quest’anno con le misure rapportate a quelle dell’anno scorso. Qui il confronto si fa più arduo, dal momento che avviene tra misure come gli incredibili 167,40 mt di Monica Barbero che si avvicina a grandi passi al fatidico bordo vasca dei 200 mt, e misure che denotano ancora ampi margini di miglioramento, cito nuovamente Debora Marassà, passata da 50 a 103 mt.

01) Monica Barbero 2004: 167,40 – 2003: 143,92
02) Manuela Acco 2004: 160,30 – 2003: 128,50
03) Paola Parenti 2004: 157,40 – 2003: 125,00
04) Paola Tagliabue 2004: 138,60 – 2003: —
05) Martina Tomasi 2004: 132,20 – 2003: 106,20
06) Francesca Scolari 2004: 118,80 – 2003: 96,00
07) Valeria Somma 2004: 117,70 – 2003: —
08) Ilaria Molinari 2004: 114,60 – 2003: 99,55
09) Consuelo Valoppi 2004: 112,10 – 2003: SQ
10) Sandra Vallelunga 2004: 110,00 – 2003: 107,50
11) Mattia Malara 2004: 106,55 – 2003: —
12) Debora Marassà 2004: 103,00 – 2003: 50,00
13) Federica Costa 2004: 100,00 – 2003: 87,80
14) Gabriella Serafino 2004: 100,00 – 2003: 79,70
15) Flora Menato 2004: 43,80 – 2003: 84,10

Paola Parenti

Rampanti campionesse in monopinna

La rivelazione di questa gara è stata però la prima ragazza scesa in acqua, che ho rincorso con la macchina fotografica a bordo vasca praticamente ancora con il panino tra i denti dopo la pausa pranzo: Paola Parenti con un pulitissimo 157, 40, salutato dall’allegria del suo allenatore altrettanto agonista Stefano Tovaglieri.
Dopo Paola è stato il turno di Mattia Malara, anche lei in fase di miglioramento e che ha nuotato buona parte degli ultimi 50 metri con le mani aperte.
Sandra Vallelunga, un ottimo stile di nuotata, non riesce ancora a superare l’ostacolo della virata dei 125 mt, forse a causa di una certa stanchezza dopo anni di attività agonistica.
Anche Ilaria Molinari ha una bella pinneggiata, anche se, come la gran parte degli altri apneisti, tende a perdere l’assetto virata dopo virata. Ci ha raccontato che era così concentrata che, scorgendo il segnale dei 75 mt sul fondo l’ha scambiato per quello del brodo vasca e, certa di essere arrivata, ha perso assetto e concentrazione, cosa che ha pregiudicato la sua prova, chiusa a 114,60 mt.
Più costante per quanto riguarda la qualità della pinneggiata è Martina Tomasi, che come altre atlete ha avuto un incremento di circa 25 metri rispetto all’anno scorso.
Molto divertente per noi, un po’ meno per lei, è stata l’uscita dall’acqua di Francesca Scolari, che a 118,80 mt aveva ancora tanto fiato per mandare a quel paese il povero assistente, che non ha avuto la prontezza di cacciarle la tavoletta sotto il naso, come andrebbe fatto.

Dinamica: il podio femminile

La prova di Consuelo Valoppi si è rincofermata come una delle più… lunghe, tanto che, trovandomi a un capo della vasca, per un momento ho avuto il sospetto che fosse uscita, invece che tornare indietro, come poi invece ha fatto, chiudendo a 112,10 mt.
Prova sfortunata per Flora Menato, reduce da un virus che le ha creato notevoli difficoltà tanto nella prova di statica quanto in quella di dinamica. Un vero peccato, perché durante le selettive l’atleta delle Rane Nere ha dimostrato di aver fatto notevoli progressi- nell’ordine dei 30 metri- rispetto all’anno scorso, cioè la stessa media di atlete come Acco e Parenti.
Paola Tagliabue (AAC) ha sfoderato un ottimo 138,60, mentre Valeria Somma (AAC) è uscita un po’ delusa dai suoi 117,70.

Per concludere questa parata di sirene in bellezza c’è da raccontare la splendida prova di Manuela Acco, che ha notevolmente migliorato la pinneggiata, anche se, forse per motivi di rilassamento, non l’ha mantenuta costante per tutto il lungo percorso compiuto. I suoi 160,30 metri, prestazione migliore del record mondiale AIDA, ancora una volta non sono bastati per superare la fuoriclasse Monica Barbero dell’Agonismo Sub Torino: nuotatrice elegante, ha regalato ai presenti un bellissimo sorriso appena sbucata -apparentemente senza alcun affaticamento- da 167,70 mt.

Giacomo De Mola

Volti nuovi e duelli all’ultima pinneggiata

La classifica della dinamica maschile quest’anno è ricca di nomi nuovi, uno fra tutti Giacomo De Mola, giovane pescatore anconetano, che con 150 metri si è piazzato quinto alle spalle di Homar Leuci, autore di un’uscita veramente al limite dopo la virata dei 150 mt.
A differenza della gara femminile, tutta interessante, i riflettori durante le prove maschili sono stati puntati soprattutto sugli atleti che durante le selettive sono riusciti ad ottenere misure notevoli.

01) Gaspare Battaglia 2004: 165,60 – 2003: 76,00
02) Flavio Righetto 2004: 163,75 – 2003: —
03) Simone Graffer 2004: 154,70 – 2003: 114,50
04) Homar Leuci 2004: 153,00 – 2003: —
05) Giacomo De Mola 2004: 150,00 – 2003: —
06) Stefano Tovaglieri 2004: 150,00 – 2003: 127,90
07) Michele Tomasi 2004: 143,85 – 2003: 113,65
08) Paolo Acanti 2004: 137,00 – 2003: 120,30
09) Giuseppe Chiorri 2004: 135,65 – 2003: sq
10) Andrea Zagaglia 2004: 133,00 – 2003: 115,82
11) Carlo Brecciaroli 2004: 120,10 – 2003: —
12) Nicola Putignano 2004: 117,25 – 2003: 119,70
13) Alessandro Gonfiantini 2004: 109,35 – 2003: —
14) Ezio Moro 2004: 109,20 – 2003: —
15) Andrea Zani 2004:107,60 – 2003: —
16) Andrea Tucci 2004: 125,70 – 2003: 125,00
17) Angelo Pignataro 2004: 99,20 – 2003: —
18) Lorenzo Stoppar 2004: 85,10 – 2003: 125,00
19) Carlo Cannistraci 2004: sq – 2003: —
20) Massimiliano Crovato 2004: sq – 2003: —
21) Giuliano Marchi 2004: — – 2003: 135,60

Michele Tomasi

Questa gara di Roma infatti, oltre ad essere uno dei più importanti appuntamenti dell’apnea italiana, è anche stato un banco di prova per verificare l’allenamento degli atleti in vista dei mondiali croati imminenti. Spero che lo spirito di competizione così generato fra gli atleti, soprattutto tra le file dei ragazzi, non abbia prodotto un impegno sproporzionato per l’appuntamento di Roma, rispetto alle fatiche che li attenderanno per la preparazione del Jump Blue.

Crampi, prudenza ed errori

A parte questo aspetto, ci sono state grosse delusioni da parte di atleti promettenti: si è vista la fluida nuotata di Andrea Tucci interrompersi a causa di un brutto crampo a soli 125,70 mt, mentre Carlo Cannistraci è stato autore di un’uscita fuori controllo al bordo vasca dei 150, che ha vanificato così quello che poteva essere un ottimo risultato, frutto di un inverno passato a studiare l’uso della monopinna con istruttori di pinnato, trascurando addirittura l’allenamento della statica. Anche Massimiliano Crovato, il miglior pinnatista presente, è incorso nella squalifica a causa di un ingenuo errore di respirazione appena uscito dall’acqua a circa 165mt, dove è stato acciuffato dagli assistenti per una brutta samba.

Rammarico anche per il forte Michele Tomasi delle Rane Nere che, a differenza della gara di Trento, non è riuscito a raggiungere la virata decisiva, dopo i 143,85 mt percorsi: si riconferma comunque un buon nuotatore e un atleta di alto livello.

Simone Graffer

Dopo di lui si è classificato Paolo Acanti, uscito prudentemente a 137 mt per una sensazione negativa di accumulo di acido lattico nelle gambe, che ha sicuramente influito nei mancati 150mt dove, invece, si è fermato Stefano Tovaglieri, dopo gli ultimi 50 metri percorsi con una lentezza incredibile, tanto che non ci si capacita di come non riesca a raggiungere le misure di statica del compagno di squadra Gaspare Battaglia.

Rane nere all’arrembaggio

Arrivo ai piani alti della classifica: ancora una prova strepitosa per il terzo classificato Simone Graffer. I suoi 154,70 metri sono stati nuotati con uno stile quasi impeccabile, con un’inesorabile regolarità svizzera, anzi, trentina, e sono stati conclusi con un’uscita strepitosa. Eccellente la prova di un altro nome nuovo del panorama agonistico, Flavio Righetto. Anche se questo era il suo primo ampionato italiano, da lui non ci si aspettava niente di meno dei suoi spettacolari 163,75 mt, perché nelle selettive Flavio ha abbondantemente chiarito di essere in grande crescita. La palma della vittoria è però andata a Gaspare Battaglia, che è uscito un po’ al limite da 165,60 mt.

I primi tre classificati in dinamica

Podi da record

Sui podi, quindi, oltre che campioni italiani, sono saliti anche record italiani: Monica Barbero e Gaspare Battaglia, nuovi record italiani in vasca da 50 metri, e Consuelo Valoppi, nuovo record italiano di apnea statica. Per quanto riguarda la classifica combinata, fra le ragazze si è imposta Manuela Acco, seguita da Monica Barbero e Paola Tagliabue, mentre in ambito maschile Gaspare Battaglia ha preceduto Giacomo De Mola e Simone Graffer.
La classifica a squadre non ha storia: premi spartiti, infatti, tra Apnea Academy Competition e Rane Nere, seguite, in ambito maschile, dal Circolo Sommozzatori Trieste.

Le classifiche di combinata individuale ed a squadre sono state premiate dalla società organizzatrice: i Campioni Italiani a squadre e della classifica combinata verranno premiati a Siracusa dopo il costante ed il JB. Ora sarà infatti ancora una volta di scena la gara di Siracusa.

Sponsor della manifestazione:

Comune di Roma, Q8, Magior Domus , Acqua di Nepi, Black&Decker, Polo Sub, Ese Group, Hotel Alfredo Bracciano, Pellicano Mare, Nautica Piu’, Mat-Mas, Isomar, Emporio del Pescatore, New Travel.

Combinata maschile

Combinata femminile

Le squadre maschili

Le squadre femminili

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