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Cacciafotosub: i Saraghi

| 14 marzo 2002 | 0 Comments
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Sarago fasciato – Diplodus Vulgaris

Coloro che almeno una volta hanno indossato una maschera, non avranno potuto fare a meno di osservare dei piccoli pesci dalla forma compressa e dal colore argenteo intenti a tuffarsi nel polverone di sedimenti sollevato dalle nostre pinne che strisciano sul fondo. Ebbene, questi pesciolini appartengono alla grande famiglia degli sparidi e comunemente vengono chiamati saraghi.

Questi animali sono molto opportunisti, infatti non è raro incontrarli mentre approfittano dell’opera d’ escavazione effettuata dalle triglie intente a nutrirsi.

I saraghi sono i pesci più comuni che il nostro girovagare per mare ci porta a conoscere, ma bisogna puntualizzare che non appartengono tutti alla stessa specie. Infatti, i saraghi presenti nei nostri mari sono cinque: il sarago sparaglione (Diplodus annularis), il sarago fasciato (Diplodus vulgaris), il sarago maggiore (Diplodus sargus), il sarago pizzuto (Diplodus puntazzo) ed infine il sarago faraone (Diplodus cervinus). Se si eccettua lo sparaglione, che non raggiunge mai dimensioni appetibili, possiamo affermare che questi sparidi rappresentano la preda preferita della stragrande maggioranza degli apneisti: della loro cattura è stato detto di tutto e di più, perciò spiegherò il modo migliore per portarli a tiro di…….flash!

La caratteristica di quasi tutti gli animali è la curiosità, mista alla paura, alla possibilità di procacciarsi il cibo e al dovere di difendere il proprio territorio. Quel che dobbiamo fare, ovviamente, è stimolare…solo la curiosità, altrimenti otterremo la foto di una coda che fugge via. L’approccio sarà sempre molto discreto ed il più silenzioso possibile, un misto di aspetto e agguato da portare sempre entro la batimetrica dei 10 mt, che basterà a stimolare il nostro amico a venirci a vedere.

Se ci muoveremo nel modo giusto, potremo essere premiati addirittura con una ….indifferenza disarmante (sembra che sappiano che non abbiamo in mano un fucile).

Sparaglione – Diplodus annularis

I saraghi si avvicineranno al punto tale che dovremo indietreggiare per inquadrare interamente il nostro ospite. Non dimenticherò mai l’incontro con un gruppo di saraghi pizzuti di oltre 2 kg ciascuno che mi facevano carosello attorno alla distanza di un metro: per quanto mi sforzassi di tenerli a distanza non riuscivo ad inquadrarli a figura intera.

I luoghi dove l’incontro con questi sparidi è più frequente sono le praterie di posidonia, il grotto e le franate, dove amano nascondersi e nutrirsi.

Parliamo adesso delle caratteristiche comportamentali delle varie specie di sarago. L’atteggiamento dello sparaglione nei confronti del subacqueo è caratterizzato da un primo accenno alla fuga, seguito da un rapido dietrofront ed un riavvicinamento fiducioso.

Discorso diverso per il fasciato, che ha un’indole socievole: difficilmente accennerà a scappare, anzi approfitterà di ogni particella di cibo sollevata dal nostro contatto con il fondo.

Il sarago maggiore è più guardingo ed impegna abbastanza l’apneista che vuole accorciare le distanze, soprattutto se ha già fatto l’incontro con qualche pescatore subacqueo.

Sarago Pizzuto – Diplodus puntazzo

Il sarago pizzuto, invece, è sempre il primo a raggiungerci se si trova in un gruppo di altri saraghi, mentre è più circospetto quando si muove in solitudine. Il sarago faraone, oltre che essere diventato quasi un miraggio, quando si avvicina lo fa sempre con molta tranquillità senza badare troppo a noi, proprio perché l’incontro con gli esseri umani è occasionale.

Ricordo l’incontro narratomi da un amico pescatore, il quale, dopo aver incontrato un faraone di oltre un kg, non ha avuto il coraggio di sparargli perché non accennava alcun timore ma anzi lo seguì per molto tempo quasi fosse un pesce pilota.

Le attrezzature utilizzabili per immortalare degnamente un bel sarago sono la reflex scafandrata con obiettivi da 60 mm a 105 mm oppure un’anfibia con 35 mm o 80 mm e aggiuntivo ottico.

Nell’anfibia, per correggere l’errore di parallasse legato al fatto che il mirino dell’anfibia o della compatta non è sulla stessa linea di mira dell’obiettivo, bisognerà utilizzare un apposito mirino d’azione supplementare.

Questo mirino è costruito in materiale plastico, si fissa nella slitta posta sulla macchina fotografica e con le cornici presenti consente di limitare l’errore e ottenere delle foto con il soggetto ben al centro.

Per quanto riguarda il flash, questo dovrà essere non troppo potente, in quanto proprio per la colorazione argentea degli sparidi dovremo evitare che la luce venga riflessa rovinando l’immagine.

Sarago Maggiore Diplodus sargus

Il tempo di esposizione potrà essere impostato da 1/60 a 1/125, avendo l’accortezza di posizionare il flash con un’inclinazione di circa 45° rispetto all’asse ottico dell’obiettivo; i diaframmi da utilizzare dipendono dalla potenza del flash, ma normalmente dovremo utilizzare i diaframmi più chiusi da f11 a f16 proprio perché abbiamo a che fare con soggetti che riflettono molta luce.

Un consiglio ulteriore: quando si fotografano questi pesci, è opportuno scattare la foto quando il soggetto si trova in posizione obliqua rispetto al piano della pellicola. Questo accorgimento eviterà l’effetto “specchio” causato dalle squame del nostro amico.

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