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Assoluto di Bosa: cronaca seconda giornata

| 17 ottobre 2010 | 0 Comments
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La seconda frazione di gara dell’assoluto bosano prometteva di essere la più a rischio, non tanto per la quantità di pesce scovato in preparazione che faceva giudicare a molti atleti il campo gara più ricco di quello del giorno precedente, ma per le condizioni meteo in rapido peggioramento a causa di una violenta perturbazione in arrivo.

Il podio dell'Assoluto 2010 - Foto: A. Balbi

Venerdì sera si è andati a dormire con il sottofondo di un maestrale teso e freddo che spazzava le fronde degli alberi, mentre fortunatamente il sabato mattina ci si è svegliati accolti solo da una leggera brezza. Tutti gli atleti erano comunque coscienti del fatto che le condizioni del mare sarebbero state praticabili, ma estremamente difficili, talvolta al limite.

Un veloce sopralluogo della direzione gara anticipava la partenza dei gommoni che alla spicciolata uscivano dal porto per affrontare il breve tratto di navigazione necessario per raggiungere il centro del campo. Terminato l’appello, un mare carico di onda lunga e risacca cullerà per alcuni minuti i gommoni degli atleti che alle 8.45 in punto partiranno dirigendosi prevalentemente verso sud e verso terra. I primi quindici minuti verranno sfruttati per fare il primo tuffo mirato su zone che, spesso trovate vuote, saranno abbandonate rapidamente.

Anche in questo secondo campo gara la mobilità del pesce la farà da padrone e un dosato mix di abilità e fortuna completerà il quadro. Spesso infatti gli atleti si ritroveranno a condividere le stesse zone che però, visitate in momenti successivi, regaleranno sorrisi a pochi, lasciando l’amaro in bocca a tutti gli altri.

Un barracuda arpionato da Loprete - Foto: A. Balbi

Complice la presenza di un folto branco di barracuda, diversi atleti decideranno di giocarsi la carta della pesca in bassofondo. L’acqua torbida, il mare formato e l’onda lunga permetteranno di racimolare bei pesci: il grosso barracuda di Villani, che sarà la preda più grande di giornata, quelli di Grossi e Montinaro, oltre al bel cefalo di Smeraldi e l’orata di Loprete. Costretto addirittura al ritiro il giovane Mortellaro piegato dalla nausea.

Le prime due ore e mezza di gara non faranno registrare catture di rilievo ad eccezione dei quattro barracuda arpionati in successione da Villani e della grossa corvina di Settimi. Tutti gli altri faticheranno a trovare il bandolo della matassa, compresi Deiana e Figlioli autori di una prova di carattere il giorno precedente. Roccaforte e De Silvestri saranno i soli a pescare sul filo dei 25 mt senza tuttavia trovare più pesce degli altri. Bruno riuscirà a colpire con un preciso tiro d’imbracciata un corpulento sarago spaventato dall’improvvisa scodata di una grossa cernia.

Pescare a scorrere sulle strisciate di grotto, alternando agguato, aspetto e ricerca in tana, è la strategia più redditizia: lo dimostreranno i variegati carnieri di Claut, Bisulli e Riolo che, nonostante otto pesci a cavetto e numerose specie tra cui anche una lampuga, non riuscirà a riscattare la sfortunata prestazione di ieri concludendo in sedicesima piazza.

Stefano Claut col carniere della 2a giornata rimane in prima cat. - Foto: A. Balbi

Allo scoccare delle due ore e mezza alcuni atleti sfruttavano lo spostamento per cambiare zona, altri come il vincitore Lovicario optavano per insistere sulle zone già battute e altri ancora ne approfittavano per cercare di attenuare un po’ i sintomi del mal di mare.

Con grande ostinazione Calvino riuscirà ad inanellare catture che alla fine gli permetteranno di replicare la prova del giorno precedente e di conquistare un ottimo 4° posto. Felice, con altrettanta testardaggine ma poca fortuna, racimolerà pochi pesci, alcuni sottopeso, ma comunque più che sufficienti per confermarsi 7° finale e limitare i danni. Settimi, caricato dalle catture già effettuate, concluderà portando alla bilancia una pesante collana di grossi saraghi e un tordo, centrando, alla sua seconda partecipazione ad un assoluto, il 3° posto. Loprete, con la splendida orata di quasi due kg e il barracuda, concluderà strappando un sofferto 9° posto che non lo farà retrocedere.

Nelle ultime due ore di gara Villani e Lovicario si giocheranno gli assi nella manica consapevoli di essere i soli a potersi realmente contendere il titolo. Il giovane bresciano partirà alla volta dell’estremo sud del campo gara, su un ciglio a 34 mt popolato da ciclopiche corvine e trovato deserto qualche ora prima da Roccaforte. Diversi tuffi gli frutteranno “solo” un grosso esemplare oltre i due kg ma catturato con condizioni di vento e onda che avrebbero davvero messo in crisi chiunque.

Lovicario, molto più a terra e quasi a centro campo gara, estrarrà in successione, da una profonda spaccatura, due grosse corvine. Una terza gli sarà “rapinata” da Corrias con un’azione tanto fulminea quanto irritante che scatenerà una colorita serie di improperi al suo indirizzo. Fino a pochi minuti dalla fine lotterà con un grosso sarago che, benché colpito, riuscirà a portarsi l’asta nel profondo di un budello, rendendo impossibile il recupero.

I festeggiamenti per il vincitore - Foto: A. Balbi

La pesatura decreterà vincitore di giornata Franco Villani, secondo Settimi e terzo Lovicario. Il titolo assoluto andrà lo stesso al giovane figlio d’arte e atleta di punta dell’Air Sub Apnea Team di Pirri; Villani, secondo per un soffio, potrà recriminare per ben tre pesci strappati oggi, uno solo dei quali sarebbe forse bastato a colmare quel 2,5% che lo ha relegato al secondo gradino del podio.

Numerosi i big che non sono riusciti ad evitare di essere rimandati alle semifinali: De Silvestri e Riolo pagano giornate sottotono con soli due pesci, mentre Barteloni si è visto drasticamente ridimensionare le variegate pescate dalla tagliola del peso minimo.

Grande delusione anche per il vincitore della semifinale di Civitavecchia, Renato Sperandio, così come per Grossi e per i ritirati Mortellaro e Orsi, quest’ultimo bloccato, come nella prima giornata, da difficoltà di compensazione.

Come evidenziato dalle classifiche e sottolineato da molti, il Campionato Italiano 2010 sarà probabilmente ricordato come l’Assoluto della svolta dal punto di vista generazionale. Ai primi posti, un’onda di giovani atleti rappresenta un bel segnale per il futuro del nostro amato sport.

Azzali e Sanna alla premiazione - Foto: A. Balbi

I ringraziamenti
(Alberto Balbi – Direttore AM)
E’ stato un campionato oraganizzato in modo impeccabile, sotto la regia di Giorgio Sanna, presidente del G.S. Albatros Cagliari, con la collaborazione della società locale, Bosa Fishing di Franco Bellini. In mare, la preziosa assistenza della Capitaneria di porto e dei Carabinieri ha permesso non solo il regolare svolgimento della due giorni di gara, ma anche il nostro lavoro. Da parte di tutto lo staff di Apnea Magazine un ringraziamento particolare va a quegli atleti che con disponibilità ci hanno consentito di scendere in acqua a filmare e fotografare, in modo che il nostro lavoro fosse, come sempre, di qualità. In ultimo un doveroso ringraziamento alla Federazione che ci ha fornito il consueto appoggio in ogni circostanza.

Di seguito le video interviste dei primi quattro classificati. Nei prossimi giorni proseguiranno numerosi i contributi: continuate a seguirci!
Antonio Lovicario – 1° classificato

Franco Villani – 2° classificato

Andrea Settimi – 3° classificato

Andrea Calvino – 4° classificato

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