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Assoluto 2014: le interviste ai protagonisti (4/11)

| 22 ottobre 2014 | 0 Comments

Apnea Magazine ha intervistato i protagonisti dell’Assoluto 2014 appena disputato. In considerazione delle discussioni pre e post gara che questa edizione ha scatenato, per la prima volta, la redazione ha deciso di intervistare tutti i partecipanti senza distinzione tra vincitori, qualificati e retrocessi. Agli atleti abbiamo lasciato campo libero nel raccontarci le loro impressioni della preparazione, come si sono svolte le due giornate di gara (tecnica, profondità, attrezzature, pesci presi ed eventuali errori fatti) e una valutazione sul risultato finale.

Buona lettura!

Loi 1v

Gianfranco e il carniere della 1a giornata (foto C.Corrado)

Gianfranco Loi – 4° Classificato

Già dal primo giorno di preparazione ho constatato che sarebbe stato stato un campionato molto difficile,  sia per la scarsità di roccia, a sud, che per le batimetriche, per entrambi i campi. Sono arrivato a Porto Corallo con una condizione fisica non buona in quanto visto la brutta estate non sono riuscito ad andare a pescare regolarmente e non fondo. La preparazione mi è così servita ad entrare in una condizione fisica migliore per affrontare il campionato, in particolare la seconda giornata perchè i presupposti erano di pescare dai 30 ai 35 mt,  e darmi delle buone speranze per il campionato, oltretutto nel campo a nord avevo molti segnali buoni.

Il primo giorno sono partito, impugnando alternativamente un cayman 75 ed un cayman cave 65 con fiocina 4 punte. Su dei segnali di fronte al porto in cui il mare formato dal giorno prima aveva sporcato la fascia fino ai 23/25 mt, ho preso un solo sarago, allora ho controllato dei segnali vicino alla secca di Quirra ed ho preso un altro sarago e sfumato la cattura di un bel marvizzo che sicuramente già disturbato da qualche altro concorrente ho visto dileguarsi velocemente nelle alghe senza farsi più vedere. Ho controllato poi una bella pietra a 30 mt all’estremo nord del campo gara dove c’erano 6/7 saraghi corpulenti ma già c’era Claut ed i saraghi erano spariti. Ho percorso nuovamente tutto il campo gara andando di fronte al porto ed ho fatto il giro di tutti i segnali anche quelli dove non avevo visto pesce nella batimetria dai 26 ai 30 mt ed ho racimolato un marvizzo, due corvine ed un sarago per un totale di 7 prede di cui 6 valide, classificandomi 7° di giornata.

Il secondo giorno, conscio del fatto che entro i 20 mt l’acqua era molto sporca, con solo alghe e chi aveva i segnali fondi avrebbe pescato in tana e caduta, ho scelto di impugnare un cayman et 105 e pescare all’aspetto dai 30 ai 35 mt. La scelta mi ha subito premiato: in una piccola strisciata di roccia a 31mt ho catturato un denticiotto e un pizzuto. Poi alla secca “sa titta” , dopo aver catturato una palamita di quasi 2 kg, ho sparato un dentice sempre sui 2 kg che appena sparato si  è buttato subito nelle alghe riuscendo a strapparsi. Ho insistito in zona prendendo un pizzuto ed un maggiore, chiudendo con 5 pesci e 4° di giornata.

Non ci avrei sperato, sono più che soddisfatto del 4° posto finale (certo che se Bruno non avesse pescato così tanto sarei riuscito anche a salire sul podio!!!) e ringrazio il mio secondo e “fratello” Sergio Cardia che è stato fondamentale in tutto, oltre naturalmente al mio sponsor Omer/Sporasub che ha creduto in me.

Giufrè 1v

Giuseppe Giufrè e il carniere della 1a giornata (foto C.Corrado)

Giuseppe Giufrè – 15° Classificato

Durante la preparazione, prima della mareggiata, avevo trovato tre o quattro posticini interessanti dove faceva un po’ di saraghi, specialmente nel campo nord. Il campo B invece, essendo prevalentemente ricco di posidonia e scoglio piatto ,non mi ispirava molta fiducia.

La prima giornata, constatato che la mareggiata aveva sballato tutti i programmi, ho deciso di fare la partenza a nord impugnando un 110 spike contesub nella speranza di sparare pesce al libero. Cosi fortunatamente è stato e tre salpe sono finite in carniere. Ho proseguito pescando a segnale visitando le tane segnate armato di uno spike 50 con fiocina, riuscendo a catturare due tordi e uno scorfano. Dei 6 pesci totali di giornata, una salpa e lo scorfano non sono risultati in peso.

La seconda giornata sui posti trovati in preparazione nel mezzo della posidonia, non c’era assolutamente nulla, solo acqua torbida e quindi ho dovuto improvvisare razzolando tra il basso e medio fondale. Questa scelta mi ha fruttato due cefali, uno dei quali scartato per un solo grammo, ma nonostante tutto alla fine mi sono confermato al 15° posto. Ho strappato solo un pesce nella prima giornata, quindi penso di non aver commesso nessun errore tale da influire pesantemente sul risultato finale. Anzi, vista e considerato la difficoltà dei due campi gara e le condizioni del mare, mi ritengo soddisfatto del risultato, pensando che nel futuro vorrei fare senza dubbio di meglio.

Cappelletti 1v

Simone Cappelletti e il carniere della 2a giornata (foto C.Corrado)

Simone Cappelletti – 23° Classificato

Ho giudicato i campi gara non all’altezza di un assoluto e come me la quasi totalità dei concorrenti. Le zone sono state scelte con troppa superficialità solo contenere la distanza dal porto e in particolare il primo, (quello poi spostato alla seconda giornata per problemi meteo) era per il 90% una distesa di posidonia e sabbia quasi senza soluzione di continuità. Stranamente, e non voglio aggiungere altro, è stato escluso capo Ferrato, che invece avrebbe dato modo a tutti di esprimersi con tutte le tecniche e a tutte le quote.mNell’arco di una settimana le poche zone interessanti erano state trovate dalla maggior parte dei partecipanti e anche un bel branco di dentici nella zona più fonda era sulla bocca di molti. Saremmo tutti indignati per un campo gara a profondità massima, ad esempio di 15 mt, perché avvantaggerebbe troppo i pescatori bravi nel basso fondo a scapito dei profondisti e di tutte le altre tecniche. Invece un campo gara dove le zone migliori sono oltre i 33/34 mt è stato definito di alto livello, come se il valore della gara o del pescatore e la profondità di esercizio fossero direttamente proporzionali e l’unica discriminante. Paradossalmente io mi trovo molto bene a pescare in profondità e due anni fa a Portoscuso con Franco Villani abbiamo preparato anche a 37/38 mt, ma il fondale era completamente diverso, aperto a tutti i tipi di pesca e infatti Franco ci aveva pescato da solo per 5 ore. Qui la “secca” era molto piccola, conosciuta da tanti e meglio di me e quindi ho scelto di non infilarmi nella bagarre, partendo già in svantaggio.Per giunta dopo una settimana di preparazione con mare calmo e acqua mediamente limpida, ci siamo trovati a gareggiare con mare molto formato e acqua decisamente sporca fino a un miglio da riva, sinceramente non nutrivo una gran fiducia di fare bene.Ho sempre pescato con un fucile auto costruito in legno di 95 cm con il quale ho un particolare feeling.

Nella prima giornata sono partito su una sella di roccia a circa 28 mt dove in preparazione avevo trovato saraghi e dentici in quantità e tranquilli, ma ahimè la delusione è stata grande nel trovare la zona deserta. La tana di corvine a breve distanza era ugualmente deserta. Il taglio freddo importante e la forte risacca anche in profondità mi hanno fatto decidere di spostarmi su un fondale misto tra gli 8 e i 22 mt dove ho pescato all’agguato. Dopo poco ho arpionato una grossa corvina, una salpa e sono andato vicino alla cattura di un bel dentice che mi è arrivato a tiro ma leggermente fuori campo visivo e si è dileguato senza darmi alcuna possibilità. Ho controllato altri segnali senza fortuna e praticamente ho dovuto reinventarmi la gara in corso d’opera catturando un solo sarago di poco sottopeso.

La seconda giornata avevo le due opzioni tra acqua bassa e abisso, quest’ultimo come detto scartato a ragione o a torto, a favore di aspetto e agguato in poc’acqua in una delle poche zone di roccia dove il mare sbatteva. Contavo con due o tre pesci di strappare il biglietto per rimanere in prima e a conti fatti la strategia era giusta. Purtroppo i cefali che avevo visto in preparazione erano estremamente nervosi e solo un tiro su tre è andato a segno, mentre invece le grosse salpe che avevo visto più volte nei giorni precedenti avevano lasciato il posto a pesci al limite del peso e infatti 23 gr di scarto mi hanno condannato alla retrocessione.

Cappelletti 1o

Simone Cappelletti e il carniere della 1a giornata (foto P.Bacchi)

Ad agosto mi sono sposato e tra matrimonio e viaggio di nozze sono rimasto fuori dall’acqua 25 giorni. Una volta tornato il lavoro mi assorbito moltissimo e sono arrivato ai campionati scarico di energie mentali e non in forma smagliante. Questo è quello che mi ha frenato di più, ero stanco e senza la giusta cattiveria agonistica che a questi livelli è indispensabile per ottenere risultati importanti e il mio approccio alla gara è stato di scarsa convinzione. Ho cominciato a fare gare al mare nel 2009 quasi per scherzo, un po’ convinto da Franco (Villani ndr), un po’ per il piacere di vedere i tanti amici che frequentano il circuito agonistico. Sono soddisfatto di quanto fatto finora: ho partecipato tre volte alla seconda categoria e l’anno scorso sono riuscito a qualificarmi per la prima, in realtà so che posso fare molto di più un ventitreesimo posto e non vedo l’ora di rifarmi, è solo una questione di determinazione e di opportunità. Senza voler far torto a nessuno vorrei spendere due parole a favore di tre atleti che mi hanno impressionato: il primo è Concetto Felice che per me è un vero fuoriclasse, capace di fare carnieri incredibili quasi senza impegno; il secondo è Gianfranco Loi che oltre ad essere un ottimo pescatore è veramente una gran brava persona, gentile e cordiale con tutti; terzo ma non ultimo Enrico Volpicelli, che in un campo gara sicuramente a lui non congeniale ha dimostrato di sapersi esprimere sempre ad alti livelli e tirare fuori pesci da posti incredibili.

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