Home » Pesca in Apnea » Agonismo » ASD Apnea Magazine: i campioni d’Italia siamo noi

ASD Apnea Magazine: i campioni d’Italia siamo noi

| 3 ottobre 2007 | 0 Comments
Trovi questo articolo informativo?
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]


ASD APNEA MAGAZINE – CAMPIONI D’ITALIA

QUALCHE GIORNO PRIMA

Le previsioni del tempo sono tremende, vento e pioggia imperversano al sud. Intorno a noi invece c’è un aria positiva, di fiducia. Le gare per società si vincono solo quando c’è armonia nella squadra e si respira un clima positivo.
Questo è stato il nostro segreto fin da subito. Giunti a Lecce, incontriamo ‘Gionni’ Tommaso Marti, che ha raggiunto la zona con il suo fido gommone e motore con il quale affronteremo le mareggiate di cui ancora non conosciamo l’entità. Per la cronaca, il gommone è stato subito nominato ‘IL TOPPONE’ e il motore ‘SUPERCIUK’. Inutile dire che si trattava di un mezzo vissuto, ricco di squame ma anche di rattoppi, mentre il motore succhiava così bene dal serbatoio che ricordava il mitico personaggio paonazzo di Alan Ford.
Le informazioni raccolte ci indicano acqua torbida e fondali variabili, con una prima zona di lastre miste a tufo dove ci sono numerose spaccature che possono nascondere pesce bianco. Questa zona comincia sui 5 metri e si estende al massimo fino ai 12, dopo di che iniziano sabbia e alghe. Più al largo, invece, ci sono lingue di grotto basso che cominciano sui 14/16 metri e diventano grotto più alto e traforato solo sui 22 metri. Il campo di gara è molto piccolo, ma si estende anche al largo, quindi c’è da cercare e con solo 2 giorni di preparazione bisogna lavorare sodo.
Considerata la stagione, ovvero il leggero raffreddamento delle acque che permette l’avvicinamento a basse quote di cefali e saraghi, valutate le previsioni del tempo che indicano cambiamenti repentini e impossibilità di sapere come sarà il giorno di gara, decidiamo ancora prima di entrare in acqua quale potrebbe essere la strategia ideale. La scelta si basa sul cercare una zona che permetta di pescare con qualsiasi condizione di tempo, di corrente, di temperatura e che al tempo stesso sia una zona dove è possibile trovare più specie di prede, in modo che se non ci sono i pesci in tana si potrà pescare all’aspetto, se non ci sono i cefali può darsi che ci sono i tordi, oppure i saraghi e magari qualche orata, che in queste zone sono frequenti. Guardando la carta nautica e basandoci sui consigli di Gionni che ha raccolto informazioni, decidiamo subito la zona da setacciare.
Alle 6,30 del mattino suona la sveglia e subito mi accorgo che qualcosa è cambiato. Massimiliano Volpe, detto ‘BIG JIM’ con il quale ho passato centinaia di giornate di pesca, a differenza delle ultime volte, che per farlo alzare ci voleva un gavettone, questa volta si alza prima di me! Incredibile!
Fuori lampi e tuoni squarciano il cielo e mentre abituiamo gli occhi al risveglio arriva il diluvio.
Decidiamo quindi di attendere un poco perché è davvero impraticabile. Dopo un’ora si calma ma una leggera pioggia continua la sua operazione di intralcio.
Usciamo ugualmente è il commento unanime, e ‘PREPARAZIONE BAGNATA, PREPARAZIONE FORTUNATA’ è il nostro motto. Alla lega navale di Casalabate, sede del campionato, ci sono persone molto gentili e preparate, peccato che non hanno un braccio per proteggere la piccola insenatura, quindi i gommoni vanno scivolati in mare e poi recuperati al ritorno. Si effettua l’operazione di varo di TOPPONE SUPERCIUK e ci mettiamo le mute sotto la pioggia. Nessuno si lamenta, siamo tutti convinti che si debba lavorare duro.

Da sx: Max Volpe, Gionni Marti e Marco Bardi

INIZIA LA PREPARAZIONE

Prima zona da visitare è la linea di batimetrica che indica un cambio di fondale e si estende più al largo. Prevediamo che sarà la zona più battuta, ma dobbiamo valutare bene dal vivo.
Dopo poco cominciamo subito a trovare zone fessurate interessanti dove avvistiamo un pesce qua e un pesce là. Non ci sono tane da segnare ma si tratta di un ampia zona dove pescare. Siamo contenti, è quello che cercavamo. Abbiamo subito la sensazione che il posto sia pescoso, ma che i pesci sappiano il fatto loro.
Cercando minuziosamente troviamo anche una bella zona ristretta dove il fondale cambia. Risale di qualche metro e lascia posto a dei massi passanti misti tra roccia calcarea e roccia stratificata morbida. Il cambio di fondale ci incuriosisce, e cercando minuziosamente nelle fessure intricate scoviamo alcuni cefali intanati che ci inducono a dare importanza al posto, in quanto il periodo è ottimale per incontrare cefali in tana e quindi ci lasciano buone speranze… anche se spesso hanno giocato brutti scherzi agli atleti che vi facevano molto affidamento. Comunque, meglio avere da scegliere che non disporre di niente!

C’è un altro episodio ci lascia ben sperare per la gara, e non si tratta di pesci. Subito prima di entrare in acqua Max si toglie un guanto per prendere il telefono, ma nell’operazione veloce, gli si sfila la fede nuziale dal dito e cade in acqua. Il vento forte scarroccia velocemente il gommone e prima di gettare l’ancora ha già fatto qualche metro. Nessuno ha la minima speranza di ritrovarla, ma appena iun acqua Max va a monte dell’ancora ed al primo tuffo la ritrova subito. Un episodio scaramantico che indica che tutto gira per il verso giusto e per fare bene ci vuole anche la buona sorte!

Nel pomeriggio, invece, abbiamo la certezza che la zona è molto battuta anche dalle altre squadre che stanno preparando perché ronzano tutti attorno, quindi decidiamo di allargare il raggio di azione. Scartiamo a priori una zona con belle tane sui 10 metri di profondità, situata subito al largo, dove avevamo individuato diversi pesci ma anche troppi concorrenti, e ritorniamo alla zona iniziale di preparazione cercando di conoscere approfonditamente la fascia rocciosa limitrofa. Questa scelta si rivela valida perché troviamo altre 2 zone non troppo distanti dove pescare.
Segnamo una lastra isolata con solo qualche occhiata, ma la tana è molto bella e confidiamo che in gara ci si nasconderà qualcosa di più sostanzioso, come infatti accadrà.
In questa zona ci sono meno concorrenti a girare e quindi prevediamo che sarà valida per pescare scorrendo durante la competizione. Qualche pesce isolato lo scoviamo e si intuisce che è la classica zona ideale per razzolare in gara. Ci segniamo un percorso minuzioso con relativo programma di spostamento. Cominciamo ad organizzarci fin da subito sulla pianificazione di una eventuale gara con quello che abbiamo trovato e anche se non abbiamo tane sicure, siamo fiduciosi.
Termina così la prima giornata di preparazione e mentre il nostro umore è positivo, comincia anche a fare capolino un timido sole, mentre il vento forte da scirocco rinforza lasciando la certezza che domani sarà ancora più brutto il mare. Per fortuna il vento di scirocco taglia la costa e entra in diagonale, quindi a 1 km dalla costa si riesce a lavorare anche se con fatica.

La seconda mattina di preparazione il vento è più teso e soffia a raffiche, segno inequivocabile che non mollerà presto. Anche in questa mattina il cielo è nero e spara subito le prime scariche di pioggia. Oggi dopo una attenta analisi abbiamo deciso di non lasciare niente al caso, quindi andiamo a cercare sul grotto più fuori. Tutti quelli che sentiamo parlare (specialmente pescatori in apnea locali) indicano il grotto fuori come la zona di pesca migliore, ma a noi non ispira molta fiducia, però dobbiamo avere le alternative pronte.
Dopo un ora di paperino individuiamo una bella zona con grotto più vivo del solito abitata da un gruppo di saraghi “antichi” (pesci da chilo e mezzo), ma sono pesci fermi sul grotto che non offre tane sicure, e per questo il rinvenimento non ci estusiasma più di tanto. In ogni caso, segnamo la zona e cerchiamo nei dintorni.
Più tardi troviamo anche un angolo di grotto che invece forma una tana a sabbia piuttosto ampia dove stazionano 2 grosse corvine, 1 tordo da chilo e mezzo, 1 sarago bello. Iniziamo così a marcare un altro percorso sul grotto che ci porterà nell’arco della giornata ad altre 3 zone dove vivono diversi altri saraghi. Una zona in particolare è molto frequentata anche da un branco di tanute e saraghi fasciati, occhiate grandi e diversi tordi. Non male come zona.

Termina così la seconda giornata di preparazione, che ci ha regalato l’alternativa di una gara più fuori seguendo il percorso sul grotto. La sorpresa invece giunge da SUPERCIUK che oggi ha lavorato un poco di più del solito e si è letteralmente scolato un intero serbatoio. Giunti a 500 metri dal porto un rumore scoppiettante e cupo ci avverte che la benzina è finita. Senza perdere tempo Max inclina il serbatoio per gli ultimi residui sgoccioli di carburante e poco dopo toglie il tappo e comincia a soffiare dentro come se gonfiasse il serbatoio. L’unica via di uscita per i vapori della benzina è il tubo che va verso il motore e rientriamo con Max attaccato al serbatoio, mentre tutti ci guardano incuriositi, ma ce la facciamo precisi e il motore si spegne 10 metri prima dell’attracco… l’abbrivio è sufficiente per giungere a destinazione.

Siamo quindi giunti al momento decisivo: il giorno che precede la gara. Entro le 14 dobbiamo rientrare a terra perché termina la preparazione e pertanto la mattina di cui disponiamo è più utile sfruttarla come studio delle zone segnate e come studio della strategia che riteniamo ideale. Decidiamo pertanto di non preparare oltre, ma di verificare cosa succede alle zone segnate e quali garantiscono più affidabilità. Le previsioni rigorosamente tenute sotto controllo fin dal primo giorno, indicano che l’indomani cessa il vento di scirocco per lasciare posto alla tramontana leggera, quindi sarà sicuro un cambiamento di condizioni. La prima valutazione è proprio questa. Quando cambiano le condizioni, quali sono le zone che offrono minori garanzie? Quelle di grotto dove non ci sono tane stanziali! Quindi cominciamo subito a scartare l’eventualità di fare una gara più fuori e andiamo a verificare le zone più a terra. Cominciamo da quella con i cefali che si dimostra affidabile e ci lascia subito ben sperare. Poi verifichiamo i punti strategici del percorso segnato dall’altra parte del campo di gara e abbiamo la conferma che anche in quelle zone il pesce rimane. Su una zona in particolare, Gionni ha avvistato diversi saraghi belli, ma non ha trovato la tana dove vanno a rifugiarsi. Mentre perlustriamo la zona si avvicinano altri gommoni di concorrenti, quindi decidiamo di allontanarci in fretta per non destare l’attenzione dei nostri rivali, che non appena vedono un gommone fermo per più di 5 minuti non esitano a fiondarsi accanto sperando di trovare la panacea.
“Li cercheremo in gara quei saraghi” sono le ultime parole di questa fase conclusiva di preparazione e ci avviciniamo alla base nautica con mezz’ora di anticipo sull’orario prefissato. La nostra strategia è già stabilita e a questo punto non possiamo più cambiarla. Partiremo sulla zona dei cefali, dove abbiamo visto girare anche qualche altra preda e poi ci sposteremo a seconda delle condizioni meteo e a seconda di come si mettono le cose durante la gara. Il TOPPONE ha riservato una sorpresa, una nuova magagna prende forma sul tubolare di sinistra proprio dove è più comodo sedersi e per fortuna avevamo già individuato il potenziale problema e trovato colla e toppa, quindi procediamo subito al rinforzo.

Il podio: 1° ASD Apnea Magazine; 2° CFNC Nettuno Cecina; 3° LNI Monopoli

LA COMPETIZIONE

Essenziale e vissuto direi, il nostro mezzo nautico scompare a confronto dei nuovi e attrezzati battelli dei nostri rivali, ma a noi piace così. Pochi fronzoli e tanta sostanza, come vogliamo che sia anche la nostra gara.
Una tramontana entrante ha portato onda lunga e vento fresco, ma il mare è agevole. Mentre verifichiamo la situazione, confermiamo la nostra strategia che ci da più fiducia e tutto sommato siamo contenti delle condizioni, che non ci penalizzano affatto.
La barca della Giuria suona in perfetto orario la tromba che dà il via alla competizione, sono esattamente le 8,30 del 29 Settembre, una data che per noi sarà da ricordare.
Qualcuno sfreccia veloce verso le proprie zone di pesca, mentre noi dapprima verifichiamo la disposizione dei nostri rivali per decidere eventuali cambiamenti di strategia, ma tutto sembra andare bene per i nostri programmi, quindi ci dirigiamo fino a segnale nella zona dove contiamo di catturare qualche cefalo.
Ci sono già sopra altre 4 squadre ed è tutto un brulicare di palloni in acqua. Scendiamo sul punto nevralgico dove abbiamo visto che c’erano le tane più intricate. La nostra previsione che valutava i cefali fuggire proprio in quell’intrico di sassi passanti è perfetta, sotto ci sono diversi cefali nervosi. Cominciamo subito a sparare le prime bordate di fiocina con i corti arbalete e qualche padella non si fa attendere perché i cefali sono missili sempre in movimento. Anche una spigola si è mescolata ai cefali e viene colpita da una nostra fiocina, ma si strappa e fugge via. Comunque, in mezzo al caos generale di concorrenti il nostro carniere comincia a prendere forma, e dopo quasi 2 ore vede già 10 cefali (numero massimo consentito) e la spigola strappata, ritrovata poco dopo nascosta nelle vicinanze con ancora i segni della prima fiocina.
Allo scadere delle 2 ore e mezzo si ha l’opportunità di fare uno spostamento con il gommone, quindi decidiamo di restare in zona per cercare qualche altra preda che non sia un cefalo, intanto preferiamo recuperare energie e attendere lo spostamento. Potevamo anche dirigerci verso una zona non troppo lontana ma eravamo contro corrente e questo ci avrebbe sottratto tempo ed energie, quindi con calma ci siamo adattati alla situazione e all’attesa, collezionando comunque altre 2 prede. Allo spostamento abbiamo seguito il programma prefissato, in quanto abbiamo visto che nel nostro percorso prestabilito non ci sono stati assembramenti di squadre, quindi partiamo fiduciosi.
Cominciamo dall’estremità a monte di corrente e decidiamo di seguire il percorso a favore di corrente. Iniziamo con il posto dove avevamo visto i saraghi fuggire non si sa dove e dopo una ricerca minuziosa, riusciamo a scovare il nascondiglio in mezzo a mille altre tane. Ne catturiamo alcuni di ottima taglia e intorno a questa zona abbiamo l’incontro con la prima sorpresa, una bella orata che arricchisce il carniere.
Ci spostiamo rapidamente verso un alto corridoio roccioso nelle vicinanze e anche qui mettiamo a segno 2 catture. Scorrendo il fondale passiamo al lastrone isolato dove avevamo visto solo occhiate e con nostra sorpresa ci troviamo un’altra orata e un tordo pavone di circa mezzo chilo. A pochi metri di distanza, in una spaccatura quasi invisibile, un sarago completa la nostra esplorazione fortunata.
La gara si avvicina al termine e manca circa un ora, quindi proseguiamo nel percorso seguendo il fondale, proprio a fianco di altre due squadre che ci circondano. La gara cominciata bene ha già dato forma ad un bel carniere, ma finisce nel modo migliore. Catturiamo ancora due saraghi che completano il limite massimo raggiungibile e ci concentriamo su altre prede.
Un altro tordo di peso e un’altra orata completano le operazioni ed al termine della competizione… abbiamo perso il conto delle catture.
Saliamo sul TOPPONE ed in mezzo al caos che si crea durante una competizione, dove non abbiamo tempo da perdere, estraiamo dal frigo le prede e cominciamo a metterle nel cavetto. Sono 22 sicure più 7 al limite del peso, ma confidiamo che almeno 3 siano valide. Non abbiamo notizie dei nostri avversari, quindi ci avviamo alla base nautica fiduciosi ma incerti sul risultato.
Certo non è facile raggiungere il completamento di due specie come abbiamo fatto noi ed aggiungere orate, spigola, tordi. Appena arrivati veniamo a sapere che ci sono belle pescate ma nessuno ha un numero di prede come le nostre, quindi si comincia a profilare una speranza che diventa quasi realtà. Un momento dove il tempo sembra scandire ogni battito del cuore, dove l’attesa è adrenalina pura.
Ci basta misurare ad occhio i carnieri consegnati dai nostri rivali per comprendere che è quasi fatta, resta solo l’incubo della sorpresa inaspettata, che è sempre in agguato.
Un applauso che da tempo non si sentiva, accompagna la presentazione del nostro carniere e cominciamo a intuire che è fatta. Tutti ci confermano che siamo noi i Campioni”.
Dopo le pesature abbiamo dati più sicuri: 25 prede valide contro le 17 della seconda squadra e 15 della terza.
I CAMPIONI SIAMO NOI !!!!!!
ASD APNEA MAGAZINE fatta di uomini, di amici, di passione.

I commenti dei protagonisti:

Marco Bardi

Sono tornato a gareggiare in modo ufficiale per vari motivi, ma uno dei più importanti è stato perché speravo di dare il mio contributo al raggiungimento di questo traguardo per APNEA MAGAZINE, per Giorgio e Massimiliano Volpe, per me stesso. Non ho idea di cosa farò in seguito, ma intanto mi godo il momento.
Siamo stati una vera squadra che ha collaborato nel modo migliore. Ringrazio Max e Gionni per la loro competenza, serietà e amicizia.

Massimiliano Volpe

E’ per me motivo di orgoglio portare un titolo italiano (vorrei dire “il primo titolo”…di una lunga serie) al nostro sodalizio, che rappresenta la ciliegina su di una torta fatta di impegno a 360 gradi per la promozione della pesca in apnea a tutti i livelli. Vorrei ringraziare innanzitutto Marco, che si è lasciato convincere a rientrare nel mondo dell’agonismo e con il quale ho gareggiato, in questi ultimi 20 anni, innumerevoli volte, ottenendo ottimi risultati (tra cui un altro titolo a squadre). E’ sempre una garanzia poter contare su di lui. Un grandissimo ringraziamento a Gionni, delle cui doti di pescatore ero certo ma che non conoscevo come agonista. Si è dimostrato più che all’altezza dell’impegno e ha dato il suo contributo, con sacrificio e dedizione, all’ottenimento del risultato. Ma il ringraziamento più grande va alla squadra, perchè la squadra non è la semplice somma dei valori dei tre componenti ma c’è un valore aggiunto che deriva dall’armonia, dall’affiatamento e dallo spirito di sacrificio di ciascuno dei componenti. Quando prevalgono gli individualismi la squadra non emerge, nemmeno se è composta da campioni. Esattamente il contrario di quanto avvenuto a Casalabate: la squadra ha agito da squadra ed ha vinto come squadra.

Gionni Marti

Non mi capacito ancora oggi di quello che è successo, è vero o devo ancora svegliarmi?
Il sogno che ho vissuto è realtà, una realtà nella quale confidavo ma che sino a quando non c’è l’hai nelle mani ti sembra un sogno.
Credo di poter dire con convinzione che l’arma vincente sia stata proprio l’armonia nella squadra, ognuno ha contribuito con le sue capacità al raggiungimento di questo grande obbiettivo.
Sono felice di aver avuto la possibilità di essere al fianco di Marco Bardi in questa competizione avendo così l’opportunità di vedere all’opera un agonista del suo calibro è stato veramente istruttivo, altrettanto dicasi per Massimiliano Volpe che ha grinta da vendere.
Un grazie particolare a Marco e Massimiliano compagni di questa avventura che rimarrà scolpita per sempre nel mio cuore.
Un grazie particolare al Ns. Presidente, Giorgio che è stato il primo a darmi fiducia.
Felice di avere contribuito a portare il titolo Italiano all’ASD Apnea Magazine che per lo sforzo che ha profuso in questi anni nella Ns. disciplina lo meritava.

La Classifica

Circolo Prede Specie Punti

1. ASD Apnea Magazine 25 5 22470
2. CFNC Nettuno Cecina 17 4 17698
3. LNI Monopoli 14 3 14672
4. SMZ Bari 14 4 13774
5. Komaros Ancona 13 4 12424
6. LNI Sub Follonica 10 3 11964
7. Corsari Martignano Lecce 13 11062
8. GS Olimpia Sub Spotorno 10 5 10712
9. APS Mimmo Arena 10 10658
10. Atlantide Copertino 11 10424
11. Nautica Grignano Trieste 11 2 10300
12. Astrea Latina 11 5 10072
13. La Pietra 12 4 9992
14. Apnea Team Roma 13 3 9414
15. Barracuda Equipe Taranto 11 2 9300
16. AS Versilia 12 2 8936
17. LNI Pozzuoli 10 3 8662
18. LNI Casalabate 7 4 7968
19. Monsub Iesi 8 7668
20. Ionio Sub Catanzaro 9 3 7340
21. Arco Muto Sub Anzio 10 2 7208
22. Caserta Everblue FC 7 3 6468
23. GS Mola di Bari 7 2 6198
24. Clean Sea Sub 5 2 4142
25. CN Sturla Genova 5 1 3950
26. Mistral Club Stabiese 5 2 3858
27. Centro Sub Pesaro 4 3808
28. Orsa Minore Apnea Perugia 3 3 3708
29. CSG Garibaldi LI 3 2 2642
30. GPS Nettuno Catania 1 1 1628
31. Rudy Wolf Latina 1 1 980

Lo staff editoriale, i soci dell’ASD e tutta l’utenza, si complimentano con i tre campioni che hanno reso possibile un grande sogno!… GRAZIE!

Tags: , , , ,

Category: Agonismo, Articoli, Pesca in Apnea

Leave a Reply