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Campionato del Mondo di Apnea di Ibiza

Il logo della manifestazione AIDA

Dal 4 al 15 ottobre prossimo la splendida isola spagnola di Ibiza accoglierà circa 200 apneisti in rappresentanza di 34 paesi che si contenderanno il titolo mondiale. La novità del campionato è la partecipazione di squadre femminili. Alcune presenze femminili si sono già registrate nelle edizioni precedenti, ma solo all’interno di squadre miste.

Grandi le aspettative per la performance della brasiliana Karolyne dal Toé che il 1° luglio a Miami ha battuto il record mondiale femminile di apnea statica (da lei stessa detenuto) portandolo a 6’13″.

L’Italia, campione in carica essendosi classificata prima nella precedente edizione di Santa Teresa di Gallura (1998), si presenta quest’anno con due squadre. I nomi degli atleti non sono ancora noti dato che le selezioni avranno luogo in settembre. Per la formazione maschile si possono comunque ipotizzare personaggi di altissimo livello quali il pluriprimatista mondiale Umberto Pelizzari e Davide Carrera, grande speranza dell’apnea italiana. Difficili gli avversari da affrontare, in particolare la Francia (che essendosi classificata seconda nel 1998 cercherà in tutti i modi di strappare il titolo all’Italia), gli USA , la Germania e la Croazia. Gli scandinavi ed il Belgio (che dovrebbe presentare Patrick Musimu) potrebbero riservare sorprese.

In linea generale, il livello della competizione dovrebbe essere molto più elevato che nel 1998. In questi ultimi anni infatti l’apnea, tanto statica che profonda, ha fatto un decisivo salto di popolarità venendosi a configurare come una vera e propria disciplina agonistico-sportiva.

Fase di preparazione alla prova di statica – S. Teodoro, 1998 – Foto Alberto Muro Pelliconi

Considerato un tempo sport riservato a supermen, il profondismo si sta adesso diffondendo sempre più. Numerosi in tutti i paesi i corsi di apnea.

La competizione che si svolgerà in ottobre nell’accogliente cornice del CLUB MED di Ibiza prevede prove di assetto costante e di statica. Mentre nell’assetto costante l’atleta cerca di raggiungere la massima profondità con la sola forza delle gambe e risale allo stesso modo riportando il cartellino che comprova il livello raggiunto senza mai toccare il cavo di discesa, nella statica, che si effettua in piscina galleggiando in superficie o immergendosi a bassa profondità, l’apneista è confrontato a una prova di resistenza.

Per poter trattenere il fiato il più a lungo possibile, si prepara con tutta una serie di esercizi respiratori e di rilassamento, applicando tecniche di yoga e di training mentale. I risultati dei tre membri che compongono ogni squadra vengono trasformati in punteggio e sommati.

Vincitrice viene dichiarata la squadra che ha totalizzato il maggior numero di punti.

In caso di sincope o perdita di controllo motorio (samba) l’atleta viene squalificato. Ciò comporta ovviamente gravissime ripercussioni sulla classificazione finale della propria squadra.

Le prove verranno seguite dalle principali testate sportive del mondo, da numerose reti televisive, da quotidiani e persino da riviste rivolte ad un pubblico femminile”.

Floriana Miceli, Deep Extreme

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