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Apnea, Pescasub e Mal di Mare: una Convivenza Difficile ma Possibile

| 20 dicembre 2017 | 0 Comments

Potrebbe sembrare un controsenso, ma capita spesso che pescatori subacquei e apneisti siano soggetti ad episodi più o meno intensi di mal di mare. Con questo termine ci si riferisce a una forma patologica che rientra nel gruppo delle Chinetosi (dette anche malattie da movimento) e che si manifesta con sintomi caratteristici come vertigini, nausea e vomito ripetuto. La causa scatenante è da ricercare in una risposta anomala, di alcune strutture nervose e dell’orecchio interno, alle variazioni di accelerazione e decellerazione a cui si è sottoposti durante la navigazione, oppure ad alcuni tipi di stimolazione della retina. Possono concorrere all’insorgere della sintomatologia, o al suo aggravamento, anche fattori individuali come la sensazione di disagio indotta da una visibilità subacquea precaria o l’affaticamento visivo conseguente alla instabilità degli oggetti osservati; tipico è il caso di un substrato ricco di posidonia, i cui steli vengono sferzati dalla corrente di fondo, facendo sembrare che il fondale si avvicini e allontani in continuazione.

maldimareConcettualmente tutto ruota attorno alla capacità del nostro centro dell’equilibrio, di interpretare correttamente gli stimoli esterni e di generare una risposta coordinata del sistema nervoso e delle strutture da lui controllate. Può succedere però che, in presenza di stimoli non uniformi, ma soprattutto ritmici e ravvicinati (come appunto il moto ondoso), tale centro vada in crisi e invii segnali discordanti al sistema nervoso, così in breve si scatenerà appunto il “mal di mare”.

Sfatando una leggenda metropolitana, praticamente tutti soffriamo di mal di mare, quello che varia è il tipo e l’intensità degli stimoli a cui dobbiamo essere esposti perchè si manifesti la sintomatologia. Ecco perchè ci possono essere subacquei che non soffrono minimamente il mare mosso (o almeno sembra, pochi si saranno trovati in condizioni veramente estreme) ma con acqua molto torbida e risacca possono andare in crisi quasi subito.

Esiste quindi una grande variabilità soggettiva che porta alcuni individui ad essere più facilmente predisposti verso i disturbi chinetosici, come gli ansiosi e gli emotivi, così come anche le donne risultano più spesso soffrire di questo disturbo. Questa variabilità include individui che, con il tempo, riescono quasi ad assuefarsi ai movimenti ondulatori responsabili dei disturbi, riscontrando una notevole attenuazione dei sintomi, fino talvolta alla loro completa scomparsa. Ma anche altri che, al contrario, mostrano un continuo aggravamento della patologia, fino a situazioni estreme in cui la nausea può scatenarsi anche al solo ricordo di una gita in barca.

Rimedi e Prevenzione

Sfortunatamente il mal di mare, una volta iniziato, può difficilmente essere interrotto, a meno che non cessino gli stimoli scatenanti. Per questo motivo, praticamente tutto quello che si può fare, deve iniziare ben prima di salire in gommone o entrare in acqua, diversamente, all’insorgere del primo disagio, potrebbe essere già troppo tardi. Tuttavia dobbiamo necessariamente distinguere tra comportamenti di buon senso, e quella che invece è una vera e propria terapia farmacologica che andrà però vagliata con un medico, anche quando basata su farmaci da banco acquistabili senza ricetta.

Cosa Mangiare e Cosa No

Sia avere lo stomaco completamente vuoto che eccessivamente pieno, è una condizione che predispone fortemente al mal di mare. Sarebbe invece buona norma quella di mangiare poco, evitando l’alcool e, se possibile, i liquidi (eccetto l’acqua) come il latte, le bevande gassate, il caffè, il tè o quelle acide, come le spremute d’arancia. Via libera invece ad alimenti solidi e asciutti come pane e crackers (sempre senza esagerare) e preferibilmente salati, questo perchè il salato contribuisce a ridurre la secrezione gastrica. Piuttosto che un pasto abbondante prima, è consigliabile portarsi qualcosa da sgranocchiare in barca o in un momento di pausa appoggiati alla plancetta.

zenzero_limone

Un ottimo rimedio contro il mal di mare sembra essere lo zenzero (rigorosamente fresco), masticarne un pezzo pare riesca ad alleviare notevolmente la nausea, anche se sarebbe meglio assumerlo almeno un’ora prima a scopo preventivo. Ne esistono anche formulazioni erboristiche in gocce o in capsule da prendere con l’acqua, anch’esse da assumere con adeguato margine. Se la nausea vi ha colto di sorpresa potete anche provare a suggere una fettina di limone (chi non ne tiene uno in barca?!), ad alcuni fa miracoli.

Acupressione

Prima di ricorrere ai farmaci veri e propri, si può anche provare con dei dispositivi che si basano sul principio dell’acupressione, una sorta di agopuntura ma senza l’utilizzo di aghi. Sono dei braccialetti dotati di un bottone plastico o metallico che, una volta indossato, agisce esercitando una pressione costante su un punto (chiamato di Neiguan) situato circa tre dita sopra la piega del polso, sul lato palmare, fra i due tendini flessori centrali. L’efficacia è molto soggettiva e positiva su sintomatologie blande, però può riuscire ad arrestare la nausea anche dopo il suo esordio.

braccialetto acupressione

Farmaci veri e propri

Quando il mal di mare è una sgradita compagnia costante, nel senso che non serve la tempesta perfetta per farvelo venire ma basta appena qualche baffo bianco, rivolgersi ai farmaci è l’unica soluzione che può davvero permettervi di affrontare con serenità una giornata di mare senza preoccupazioni.

cerotto retroauricolareBisogna però avere l’accortezza di avere prima un consulto medico, sia per accertare che il vostro malessere sia proprio “mal di mare” e sia per verificare, PRIMA dell’immersione, se i medicamenti antinausea hanno un qualche effetto collaterale su di voi e di quale entità. Non bisogna infatti dimenticare che tutte le molecole usate per la loro azione antiemetica, hanno anche un’azione sedativa che, per quanto leggera, mal si accorda con le necessità di sicurezza di un apneista o di un pescatore subacqueo.

Ad oggi il farmaco più efficace e al tempo stesso più tollerato resta la scopolamina, che fino al 2014 veniva somministrata tramite dei cerotti retroauricolari (Transcop) che dovevano essere indossati almeno 4 ore prima di salire in barca o fare attività subacquea. Putroppo, con la rinuncia della casa farmaceutica all’autorizzazione al commercio di questo prodotto, in Italia non esistono più cerotti transdermici alla scopolamina. Si possono acquistare all’estero (Svizzera) tramite internet, oppure è necessario farsi preparare in farmacia, su prescrizione medica, un gel che si può applicare dietro l’orecchio o assumere per via intra-nasale (sono due formulazioni distinte).

Come avveniva per i cerotti, anche nel caso del gel la supervisione medica è necessaria perchè, anche se in rari casi, la scopolamina può indurre aumento della pressione arteriosa e disturbi della minzione. Per questo motivo, in campo subacqueo, si deve testare il preparato per 24 ore, se in questo lasso di tempo la risposta dell’organismo è normale, allora può essere usato anche in immersione, diversamente sarà necessario provare a cambiare farmaco.

transcop travelgum

Purtroppo le alternative non sono molte e praticamente tutti i preparati da banco sono derivati antistaminici che hanno marcati effetti sedativi, potenzialmente rischiosi in immersione. Molto usate dai subacquei sono ad esempio le compresse masticabili a base di Xamamina o Dimenidrato (Travelgum e similari per intenderci) che però possono avere un effetto sedativo decisamente più marcato, spesso acuito dal fatto che non è infrequente l’assunzione contemporanea di più pasticche nel tentativo di placare una sintomatologia ormai insorta. Inutile dire che in questo caso, ancora più che in quello precedente, un parere medico è indispensabile.

Quando Sembra “mal di mare”, ma non lo è!

Il consulto medico caldeggiato prima, servirà innanzitutto a stabilire se effettivamente soffrite o meno di autentico “mal di mare”. Non basta infatti il sopraggiungere della nausea per dire di soffrirne, perchè questa può essere indotta da numerosi stimoli che nulla hanno a che vedere con la patologia propriamente detta. Pensate ad esempio alla iper-stimolazione del faringe e dello stomaco a causa di una produzione eccessiva di muco, dovuta magari a ipertrofia dei turbinati, a sinusite o ad una alimentazione troppo ricca di nutrienti a forte spinta mucosa (ne abbiamo parlato qui). O ancora all’azione irritante che l’acqua di mare accidentalmente ingerita, magari durante una ventilazione con mare mosso, può innescare. Sono tutti stimoli che potrebbero scatenare una sintomatologia identica ma che nulla ha a che vedere con la stimolazione della retina, dell’VIII° paio di nervi cranici e del labirinto come invece avviene nelle Chinetosi, e su cui i farmaci per il mal di mare avrebbero poco effetto, o finirebbero per mascherare i sintomi di un problema che andrebbe risolto diversamente.

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Category: Articoli, Medicina e biologia, Pesca in Apnea

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