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Apnea e allenamento, stage a Lignano Sabbiadoro

| 18 febbraio 2006 | 0 Comments
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La preparazione atletica specifica per l’apneista è stato l’argomento discusso nello stage organizzato da Apnea Planet in collaborazione con Apnea Academy domenica 22 gennaio, nella sala convegni dell’impianto sportivo Ge.Tur. in Lignano Sabbiadoro.

Grande l’impegno logistico dell’associazione sportiva Apnea Evolution, che con Alessandro Vergendo si è prodigata all’organizzazione logistica dell’incontro.
Lo stage ha visto la partecipazione di circa una sessantina di persone legate al mondo dell’apnea.

Erano presenti tanti appassionati, agonisti, allenatori, recordmen.
Relatori Roberto Chiozzotto e Andrea Santuz, che si sono alternati nell’esporre i temi della giornata.

Andrea Santuz – Foto M. Sanvito

Chiozzotto, ex CT della nazionale Italiana di apnea dal 1998 al 2001, ha introdotto gli argomenti di discussione, evidenziando l’incremento di prestazioni attorno al 40% avutosi dal 1999 ad oggi nell’apnea agonistica.

Ha puntualizzato che mentre fino a pochi anni fa l’atleta di riferimento dell’apnea fosse Umberto Pelizzari con i suoi 189 cm di altezza e 7,81 l. di capacità polmonare, oggi sono comparsi atleti con caratteristiche differenti, a testimoniare come l’apnea sia un mix di capacità fisiche, mentali e tecniche.

Quindi ha chiarito che per il momento, visto l’esiguità del numero degli atleti praticanti dell’apnea agonistica, non è ancora possibile identificare la figura dell’atleta tipo, troppi sono i fattori che influenzano il raggiungimento dei risultati agonistici.
Ha messo l’accento sul fatto che la maggior parte degli atleti attuali ancora non seguono schemi di allenamento ben definiti, essendo agonisti di età mediamente matura e spesso impossibilitati ad effettuare preparazioni mirate per carenza di tempo proprio e in assenza di tecnici a cui appoggiarsi.

A questo punto è intervenuto il Professore Andrea Santuz, Fisioterapista Chinesiologo e preparatore atletico, che, dopo aver sconsigliato agli apneisti di impostare i propri allenamenti seguendo ‘le tabelle di allenamento generiche’ tanto propagandate in passato anche su riviste del settore, ha chiarito l’importanza di dover innanzi tutto conoscere le proprie caratteristiche fisiche prima di impostare qualsiasi programma di preparazione atletica.

Roberto Chiozzotto – Foto M. Sanvito

Una volta spiegato in cosa consista la teoria della Supercompensazione, intesa come risposta fisica e biologica di adattamento dell’organismo umano allo sforzo fisico, e chiariti i complessi sistemi bioenergetici attivati nell’apnea, Santuz è passato al vero oggetto della trattazione: i lavori cui l’apneista deve mirare per migliorare le proprie caratteristiche atletiche. Tali caratteristiche possono essere sviluppate grazie all’allenamento aerobico e anaerobico lattacido, al potenziamento dei distretti muscolari coinvolti (forza resistente in particolare) e all’affinamento della coordinazione finalizzata all’acquisizione di una migliore capacità tecnica.

Focalizzata l’importanza di stabilire la propria ‘soglia anaerobica’, base di partenza per qualsiasi programma di allenamento, i presenti sono stati invitati ad acquisire i dati necessari tramite l’utilizzo di cardio-frequenzimetro e nel contempo di effettuare i test consigliati per la definizione di tale soglia (test di Brue, Conconi, Biscotti-Arcelli).

Ha invitato tutti gli atleti ad appoggiarsi ad un allenatore e ad un preparatore atletico ma, ben cosciente che per ora non sarà possibile per tutti, il professore ha fornito alcuni dati e metodologie utili per iniziare ad impostare una preparazione autonoma più razionale e mirata.
Ha ripetutamente sconsigliato di seguire le ormai famigerate tabelle di allenamento, rimarcando che non hanno alcun significato, visto che certamente non possono essere buone per ognuno e per tutte le stagioni.

Esercizi a secco – Foto M. Sanvito

Chiarito questo punto importante, il professore ha evidenziato che le informazioni medico scientifiche sulla disciplina apnea sono sempre insufficienti e contrastanti, vista l’esiguità numerica degli elementi disponibili.

Ha quindi rimarcato la necessità di partire immediatamente con una raccolta dati su vasta scala, impegnando scuole, atleti ed allenatori, utilizzando dei protocolli chiari e ben definiti.
Scopo primario della raccolta dati proposta, dovrà essere la comprensione dei cicli di ritmo del battito cardiaco che accompagnano in modo differente ogni prestazione o sessione di allenamento apneistico, da rilevarsi tramite l’utilizzo dei cardio-frequenzimetri.
Argomento di grande interesse in questa ricerca proposta sarà anche lo studio delle capacità del fisico di reagire alle condizioni differenti di stress dovute alla carenza di ossigeno da apnea, evidenziata dalle reazioni riflesse di difesa del corpo, in funzione delle quali lo stesso pare adeguarsi variando e riducendo il battito cardiaco anche sotto sforzo, al fine di preservare le migliori condizioni possibili per un tempo più lungo.

Da notare che il Professore Santuz ha spiegato in modo chiaro ed efficace i difficili argomenti di fisiologia trattati, utilizzando anche molti esempi di facile comprensione per la variegata platea.

Tanti sono stati gli esempi presentati di come effettuare dei corretti esercizi di preparazione a secco.

Interessante è stata una rappresentazione critica dello strecthing, dove non tutte le modalità di esecuzione sono state considerate corrette; in particolare, si è segnalata la cattiva abitudine di vedere lo strecthing come una forma sostitutiva di allenamento.

Lo stage si è poi chiuso con un forum di dibattito e discussione, in cui si è distinto un intervento di Umberto Pelizzari, che in controtendenza rispetto agli argomenti trattati in giornata, ha rimarcato che a suo avviso la componente mentale nell’apnea ha un’importanza preponderante nella costruzione della prestazione.
Moltissime le domande del pubblico sul come applicare nella pratica le nozioni teoriche acquisite.
Dopo l’ultimo invito a tutti i presenti di collaborare e recepire i protocolli di raccolta dati scientifici che verranno prossimamente proposti per meglio studiare e capire gli adattamenti fisici all’apnea, un lungo applauso ha sciolto lo stage.

Grande è stato l’apprezzamento dell’incontro espresso da tutti gli apneisti si allenano senza poter contare sulla presenza di un preparatore atletico o di un allenatore.
L’aver a disposizione qualche elemento in più permetterà certamente un approccio alla disciplina ben più consapevole, che superi gli attuali schemi, limitati per la maggior parte allo sviluppo della sola componente mentale del complesso delle capacità fondamentali di composizione di questo sport.

Pubblico in sala – Foto M.Sanvito

Fatti i saluti di rito, ho potuto constatare che i servizi offerti dagli impianti della Ge.Tur, sono veramente a prezzi accessibili, mantenendo un livello qualitativo elevato.
Peccato che simili strutture al servizio dello sport non siano diffuse ovunque sul territorio nazionale, obbligando quindi alcuni appassionati a lunghe trasferte in terra Friulana.

Considerazioni

La scelta di Apnea Academy di impegnare tempo e risorse nell’organizzazione di questo stage è stata premiata da un’ampia partecipazione di pubblico.

L’argomento allenamento non solo è di interesse diffuso, ma è ormai certamente una priorità per tutto il mondo dell’apnea.
A fronte di molte centinaia di istruttori delle varie didattiche di apnea esistono, di fatto, pochissimi allenatori con competenze specifiche sull’apnea. Sono numeri che stridono: una disciplina con aspirazioni agonistiche non può non dotarsi di un cospicuo numero di allenatori, non si possono abbandonare gli allievi ad una pericolosa autogestione. Occorrono percorsi di mantenimento e persone in grado di seguire da bordo vasca gli allenamenti dei futuri agonisti.
Occorrono anche regole Federali precise ed adeguate alla nuova realtà agonistica, regole che permettano ai futuri allenatori di operare serenamente grazie ad un’adeguata copertura assicurativa e legale.

Finora il concetto di allenamento più diffuso è stato: l’apnea si allena con l’apnea.
Questa è un’idea preconcetta che non tiene conto del fatto che l’apnea è la somma di più capacità, come ben spiegato in questo stage.

E’ fuor di dubbio la grande importanza della componente mentale nella costruzione di una prestazione apneistica -Pelizzari nel suo intervento ce l’ha ricordato- ma è altrettanto fuor di dubbio l’importanza delle componenti tecniche e fisiche.
Il Professore Santuz ha chiarito cosa significhi allenare il fisico e l’importanza di sviluppare le capacità aerobiche. Incremento della capacità fisica, naturalmente accompagnata con l’incremento della capacità tecnica.
Questo non è lavoro da istruttori, ma da allenatori. Occorrono mentalità diverse sul bordo vasca, l’allenamento non è la ripetizione all’infinito di vasche in apnea, ma lo sviluppo di componenti ben precise.

Se si vorrà veramente sviluppare l’apnea come sport agonistico, occorre operare una scelta ben precisa sulla gestione degli allenamenti. Occorrono istruttori che acquisiscano rapidamente conoscenze basiche precise in materia di sport, occorrono allenatori.

Il segnale che ci manda Apnea Academy è preciso e molto forte, rivoluzionario rispetto all’attuale mondo dell’apnea figlia della subacquea, un segnale che certamente verrà seguito da sviluppi e fatti importanti.
Ci sono migliaia di allievi brevettati che attendono, pronti a sviluppare la loro passione affidandosi a tecnici competenti, e magari a dedicarsi all’agonismo, procurando quindi linfa vitale per tutto il movimento sportivo.

Category: Altre discipline, Apnea, Articoli

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