Home » Editoriali » Apnea agonistica in fermento

Apnea agonistica in fermento

| 14 agosto 2004 | 0 Comments
Trovi questo articolo informativo?
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]


Monica Barbero in azione sul campo di JB – Foto: Alberto Balbi

Il mese di agosto non può dirsi all’insegna della vacanza per gli apneisti. Gli atleti delle federazioni CMAS, compresi gli italiani, si preparano all’appuntamento mondiale di Rovigno, in programma per il prossimo mese, mentre quelli che aderiscono al circuito AIDA hanno appena disputato il campionato del mondo organizzato da questa organizzazione, per la verità decisamente sotto tono, oppure sono impegnati negli allenamenti che preludono la stagione dei tentativi di record, che di solito prende il via in estate e si conclude in autunno inoltrato.

Per quanto riguarda il circuito agonistico ufficiale CMAS, l’appuntamento di settembre è assolutamente cruciale, in quanto, dopo l’annullamento del primo mondiale di Tunisia dello scorso anno, un nuovo intoppo si tradurrebbe in un ulteriore imbarazzante ritardo nel lancio dell’apnea agonistica, con conseguenze sicuramente non secondarie sul futuro della disciplina.
La grande attesa per questo primo campionato del mondo CMAS ha varie ragion d’essere, perché l’esordio dell’agonismo confederale potrà fornire risposta ad una lunga serie di interrogativi. Quante e quali federazioni mostreranno da subito interesse verso questa disciplina novità? Potremo confidare in una crescita significativa dell’apnea sportiva nei prossimi anni? Quali saranno i principali avversari dei nostri atleti? Riuscirà l’Italia a conquistare il titolo mondiale? Quali valori emergeranno dalla dimostrazione di apnea dinamica, unica disciplina in comune tra CMAS e AIDA, il cui esordio ufficiale è previsto per il prossimo anno?
Per la verità, qualche idea riguardo le possibili risposte a queste domande potremmo già farcela analizzando i vari dati a disposizione. La prima impressione è che la risposta delle federazioni all’appello della CMAS possa risultare soddisfacente: solo in Europa ci sono almeno quattro nazioni di grande tradizione apneistica (Italia, Francia, Croazia e Spagna) che hanno già introdotto il JB nel programma agonistico nazionale, mentre importanti federazioni come quelle di Russia e Cina -in grado di fare la differenza e determinare il successo della disciplina a livello mondiale in virtù dei numeri straordinari che sono in grado di generare in discipline “contigue” come il nuoto pinnato- hanno iniziato a manifestare interesse per l’apnea sin dal mondiale di Biserta dello scorso anno, poi miseramente naufragato per il maltempo. Dicevo che è fondamentale che il campionato si svolga senza intoppi: anche se molti paesi hanno manifestato interesse per la disciplina, è fondamentale passare dalla teoria alla pratica affinché il semplice interesse possa tradursi in qualcosa di più concreto. La posizione della nostra federazione, ad esempio, aiuta a comprendere l’importanza del decollo mondiale della disciplina: la FIPSAS ha recepito il JB, ma sembra attendere una sua consacrazione ufficiale nel mondiale prima di profondere maggiori sforzi tesi alla creazione di un vero circuito gare nazionale. Queste le parole usate dal Presidente del Settore AS FIPSAS Alberto Azzali a proposito del JB CMAS: “Il JB è un invenzione geniale, che la federazione ha sposato immediatamente, ma credo che oggi rappresenti una disciplina che deve avere una sua piena convalida. Finché non si svolge un campionato del mondo dalla A alla Z, finché non ci sono dei risultati sportivi, io non credo che si possa parlare di consacrazione ufficiale del JB”.

Per quanto riguarda i nostri ragazzi, è inutile negare che questo mondiale rappresenta l’occasione d’oro per mettere a frutto il vantaggio di esperienza e metodica preparazione accumulato nei mesi passati: sia in campo maschile che in campo femminile, i nostri atleti possono emergere ed incidere il proprio nome e quello del nostro Paese nell’Albo d’Oro CMAS, impresa che in futuro, con lo sviluppo della disciplina e la crescita complessiva del livello tecnico agonistico mondiale, potrebbe diventare molto meno agevole. Se per le ragazze l’obiettivo mondiale appare più a portata di mano, gli uomini dovranno fronteggiare atleti che sulla carta potrebbero sfoderare prestazioni estremamente competitive, come il francese Stéphane Mifsud, che dopo le incomprensioni ed i record non omologati dall’AIDA ha abbandonato l’organizzazione per competere (e vincere) con la federazione francese (FFESSM). Non sappiamo esattamente di cosa sia capace Mifsud sul cubo, anche perché nella prova del campionato francese disputato il primo agosto a La Ciotat il fuoriclasse francese è stato squalificato; conoscendo le sue potenzialità nella dinamica, dove ha dimostrato di poter superare i 200 metri, è lecito supporre che, se schierato, possa risultare il principale avversario degli azzurri insieme all’attuale detentore del record mondiale, il croato Mike Maric.

Con riferimento all’apnea dinamica, che a Rovigno sarà solo disciplina “dimostrativa” ma che già nel 2005 vedrà celebrare il primo campionato Europeo qui in Italia, non abbiamo bisogno di sapere cosa sanno fare gli atleti delle altre federazioni per aspettarci prestazioni di altissimo livello. Nella stagione agonistica 2004 l’apnea italiana ha fatto un pauroso balzo in avanti, che ha portato ad una grande crescita generale delle prestazioni tanto fra gli uomini, sempre meno lontani dalla “zona Pedersend” dei 200 metri, quanto fra le donne, che hanno addirittura superato ogni record mondiale AIDA e fissato i nuovi limiti assoluti della disciplina, diventando il punto di riferimento mondiale. Senza considerare atleti come il francese Mifsud o altre nazioni con una buona tradizione apneistica come la Croazia, poi, occorre rilevare come le federazioni di paesi come Russia e Cina dispongano di un cospicuo parco di forti pinnatisti, da cui possono attingere per la creazione di un team di apnea. Visti i risultati ottenuti nell’apnea dinamica da pinnatisti riconvertiti, è possibile che in un prossimo futuro si possa assistere ad una rapida crescita delle prestazioni generali ed alla conseguente ridefinizione delle misure necessarie per primeggiare.

Dicevamo che il mondiale di Rovigno è un appuntamento che la CMAS non può permettersi di mancare, in quanto è in tale sede che si dovrà consacrare ufficialmente la nuova disciplina. Ebbene, se la CMAS deve ancora giocare la sua partita, l’AIDA ha già concluso la propria, almeno per quest’anno, con il World Championship 2004 conclusosi il 12 agosto a Vancouver. Basta uno sguardo alle classifiche per rilevare lo scarso successo della manifestazione, sia sotto il profilo della partecipazione che -conseguentemente- sotto l’aspetto puramente tecnico. Basti pensare che il nuovo “campione del mondo” AIDA di assetto costante è il tedesco Tom Sietas, recordman di apnea statica con un personale superiore ai nove minuti: l’atleta tedesco ha recuperato il cartellino alla profondità di 70 metri, mentre al Bios Freediving Open di Cipro dello scorso giugno Carlos Coste aveva vinto con 102 metri…
Certo, le condizioni del mare di Vancouver erano molto difficili, con la temperatura che scendeva rapidamente a 11 gradi centigradi qualche metro sotto la superficie, ma da sole non spiegano un risultato del genere. Nella prova di statica i valori espressi sono stati più significativi, ma sempre “sotto tono” per una gara di respiro mondiale, dove ci si attendono le migliori prestazioni: la scarsa partecipazione e l’assenza dei campioni risultano il vero motivo di un campionato che di mondiale ha avuto ben poco. Mentre gli organi di informazione vicini all’AIDA continuano a raccontare la favola degli italiani che boicottano le competizioni di quello che definiscono impropriamente il “World Governing Body” dell’apnea, resta il fatto che al mondiale AIDA del Canada hanno partecipato atleti provenienti da 10 paesi, contro i 29 dell’edizione 2001. Sono mancate all’appello quasi tutte le nazioni di primo piano, a partire dal Venezuela per proseguire con la Svizzera, quartier generale dell’organizzazione, e finire con le nazioni in cui si è disputata la World Cup in passato (Francia, Spagna e Italia, che però è già fuori dal circuito dal 2001). Sia chiaro che anche se per comodità parlo di nazioni, in realtà nelle competizioni AIDA partecipano individui che non rappresentano altro che loro stessi o la loro organizzazione privata, mentre le rappresentative nazionali in senso proprio sono solo quelle espresse delle federazioni nazionali che competono nell’unico circuito sportivo riconosciuto dal Comitato Olimpico, quello CMAS. Per l’AIDA dovrebbe essere più facile coinvolgere molte “nazioni”, ma a quanto pare gli atleti che gravitano intorno al suo circuito gradiscono maggiormente le competizioni di Freeology che, nonostante la flessione rispetto al 2003, a Cipro ha comunque messo in piedi una sfida ad altissimo livello con grande partecipazione e risultati sportivi di livello mondiale.
E’ probabile che la latitanza diffusa che ha svuotato il mondiale non abbia fatto piacere agli organizzatori: contando sul sostegno di tutto l’ambiente AIDA e confidando sulla perfetta riuscita della manifestazione, questi hanno probabilmente coinvolto sponsor e media prospettando un grande evento sportivo, degno di un mondiale. Il grande evento non c’è stato, e credo che anche sponsor e media meno distratti se ne siano resi conto, con le conseguenze che si possono immaginare sul piano della credibilità dell’AIDA e della stessa apnea.

Mentre a Vancouver si tirano le somme del mondiale, gli astri del recordismo si stanno preparando alla stagione dei record 2004. Sul fronte AIDA, a metà settembre toccherà a Martin Stepanek, che tenterà due record in assetto costante ed uno in immersione libera, entrambi con 103 metri. Sul finire di settembre sarà invece la volta del belga Frédéric Buyle, che tenterà i 121 metri in assetto variabile. Questi i tentativi annunciati pubblicati sul sito AIDA, ma il vulcanico David Alki, sponsor del BIOS Freediving Open nonché attore e regista del controverso film Freediver, ha recentemente annunciato un evento ammazzarecord che si terrà il prossimo 10 settembre in Grecia sull’isola di Spetses, angolo del Mediterraneo cui è ambientato il film Freediver. Questo evento, secondo quanto dichiarato da Alki, vedrà come protagonisti non solo Stepanek e Buyle, ma anche il fuoriclasse austriaco Herbert Nitsch. A tal proposito, il presidente dell’AIDA ha già annunciato che non solo i record di questa manifestazione non saranno omologati, ma che è stato dato incarico agli avvocati dell’AIDA di verificare la possibilità di intentare causa contro David Alki (l’unica ragione plausibile per un’azione legale dell’AIDA contro David Alki sembrerebbe essere l’uso non autorizzato del marchio AIDA nel film Freediver). In attesa degli sviluppi di questa ennesima baruffa, concludiamo la rassegna dei tentativi di record: a settembre toccherà alla la brasiliana Karoline Meyer con un tentativo nella statica ed al danese Stig Aavall Severinsen con due tentativi in assetto costante senza pinne (68 metri) e in apnea statica ( +8′:49”). Anche se non figura nel calendario dei tentativi AIDA, c’è Carlos Coste che dovrebbe tentare un record in assetto variabile a cavallo tra settembre e ottobre. L’asso venezuelano vorrebbe superare la barriera dei 132 metri, ossia la migliore prestazione mondiale mai realizzata, riuscita a Gianluca Genoni nel settembre del 2002.

Il mondo dell’apnea, come si vede, non va in vacanza nel mese di agosto, ma al contrario è in grande fermento, e prepara un settembre caldissimo sul piano sportivo, di cui saranno protagonisti anche i nostri ragazzi, prima con il campionato Italiano di assetto costante e JB e subito dopo con il mondiale. Per concludere questo editoriale, che descrivendo una situazione variopinta finisce per somigliare al costume di arlecchino, lasciatemi inserire un’ulteriore pezza di diverso colore, per esortarvi a seguire il più possibile le Olimpiadi in TV. Soprattutto nell’era dell’equazione calcio = sport, seguire le Olimpiadi avrà un effetto terapeutico per tutti gli appassionati di sport “minori” come il nostro. E poi, sui volti degli atleti, in gara e sul podio, potremo ritrovare la vera essenza dello sport, quel quid che ci fa sognare in un futuro splendente per l’apnea agonistica.

Category: Editoriali

Leave a Reply