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Antalya 2008: apnea tra foche, tartarughe e Titanic

| 6 ottobre 2008 | 0 Comments
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La splendida località di Antalya in Turchia è stata sede, dal 29 agosto al 7 settembre scorsi, della prima edizione del Campionato Europeo di Apnea CMAS. Sei nazioni partecipanti (Croazia, Francia, Italia, Russia, Spagna e Turchia) per un totale di 41 atleti: 21 donne e 20 uomini tra cui gli alfieri azzurri Monica Barbero, Michaela Ravazzolo, Isabel Rigotti, Francesca Scolari e Paola Tagliabue, Lorenzo Bossi, Michele Giurgola, Michele Tomasi e Stefano Tovaglieri, guidati dal CT Maurizio Bellodi, dal Vice Presidente del settore A.S. Stefano Floris e dalla dottoressa Maria Silvia Amaddii.
Proprio una delle migliori apneiste della squadra italiana, Monica Barbero, ci racconta dall’interno la bella avventura in terra – e mare! – turchi.

Il team azzurro

Venerdì, 29 agosto 2008
Il ritrovo è a Roma Fiumicino la mattina del 29 agosto. Da qui si viaggia tutti insieme alla volta di Antalya, facendo prima scalo a Istanbul. Arriviamo alla nostra meta alle sette di sera, un’ora avanti come fuso orario rispetto all’Italia, tutti contenti per essere riusciti a portare a bordo le nostre monopinne, salvandole da una rottura certa! Ci accoglie, appena usciti dall’aeroporto, un caldo intenso e umido e capiamo subito che le tute intere della nazionale a poco ci serviranno in questa trasferta e che il nostro abbigliamento sarà composto da maglietta e pantaloncini, tranne che nelle cerimonie di gala dove la sauna, o meglio il bagno turco, è assicurato!
Dopo un po’ d’attesa ci viene a prendere un pulmino dell’organizzazione per portarci in albergo. La prima sorpresa è l’aria condizionata del mezzo: porte e finestrini aperti! Dopo circa un’ora di viaggio arriviamo finalmente a destinazione, scoprendo che il nostro albergo si trova in realtà a Kemer a circa 40 km da Antalya.
Dopo aver distribuito le camere e aver mangiato andiamo tutti a dormire distrutti, rimandando all’indomani la visita dell’hotel e del paese.

Sabato, 30 agosto 2008
Il sabato mattina, dopo una bella dormita, ci ritroviamo tutti a colazione. La giornata è libera per riposarci e ambientarci al meglio così decidiamo di divertirci e rilassarci un po’ nelle piscine dell’albergo e poi, nel tardo pomeriggio quando il caldo è un po’ meno feroce, andiamo a fare un giretto in paese a comprare qualche ricordino. La sera a cena Maurizio Bellodi c’informa che l’indomani mattina la partenza sarà alle sette per andare a provare il campo gara di Jump blu.

La squadra azzurra sul caicco

Domenica, 31 agosto 2008
Alle sette in punto siamo pronti con le nostre attrezzature per partire, curiosi di vedere dove è stato montato il campo. Veniamo fatti salire su un bellissimo caicco che sarà la nostra barca per tre giorni, il cui capitano e rispettiva famiglia, gentilissimi e molto ospitali, ci accolgono offrendoci del buon tè turco. Il viaggio dura circa un’ora e ci dà la possibilità di ammirare le meravigliose coste della Turchia.
Appena arrivati sul luogo in cui è stato allestito il capo gara, sotto le mura dell’antica città di Faselide, veniamo richiamati dalle grida del comandante che indica entusiasta il mare’ ad accoglierci e a darci il benvenuto due bellissime tartarughe caretta caretta! Beh, cosa chiedere di più all’organizzazione turca?! Ci sono pure le tartarughe!!!
Entriamo in acqua entusiasti: il mare è caldissimo (la temperatura dell’acqua è 30°), trasparente e piatto. Tutt’intorno sott’acqua ci sono i resti dell’antica città fondata nel 690 a.C. dai Rodii, poi occupata dai Greci e dai Romani; subito oltre le rovine c’è il nostro campo gara, una meraviglia!
Abbiamo un’ora di tempo per provare prima il campo gara e poi il campo di riscaldamento. Ci alterniamo nelle partenze con gli amici spagnoli e facciamo tutti circa tre prove prima di risalire in barca e ritornare in albergo. Il pomeriggio è di relax per prepararsi alla gara del giorno dopo. Nel tardo pomeriggio vengono comunicati gli ordini di partenza, maschi e femmine partono misti e non divisi come altre volte. Le prime a partire degli italiani siamo Paola Tagliabue ed io. Poi sarà il turno dei due Michele, Tomasi e Giurgola, quindi Francesca Scolari. Ultimo Stefano Tovaglieri. Il sorteggio non ci ha molto favoriti – i più forti partono dopo di noi – ma personalmente non m’interessa, punto a fare del mio meglio, indipendentemente da quello che faranno le altre atlete: già troppe volte ho sbagliato gara basandomi sulle prestazioni altrui, non voglio ripetere un’altra volta l’errore.
Alle 18:30 si parte per andare alla cerimonia d’apertura del campionato; il pullman ci lascia davanti ad un bel ristorante che si affaccia sul mare. Qui, dopo la sfilata delle varie nazioni partecipanti, le autorità iniziano con i loro discorsi di benvenuto e per ultimo il Presidente della CMAS Achille Ferrero dichiara aperto il primo Campionato Europeo. Da domani iniziano le gare!
Dopo aver mangiato qualche stuzzichino, ritorniamo in albergo dove, dopo la cena e alcune indicazioni del C.T. Bellodi per il giorno successivo, andiamo a riposare per essere al massimo per la competizione, non prima di aver incollato con la massima cura i numeri di gara dietro alle nostre monopinne.

Lunedì, 1 settembre 2008
Primo giorno di gare. La partenza è alle sette del mattino dall’hotel. Saliamo sul caicco e ci sistemiamo, ognuno cercando il posto ideale per il proprio rilassamento. Personalmente preferisco guardare il bellissimo paesaggio: quale rilassamento migliore? Ed infatti la Turchia ci sorprende ancora una volta perché prima di arrivare nella baia dove si terrà la competizione vediamo due foche monache che giocano in acqua. Siamo senza parole’ guardiamo increduli con le bocche aperte e gli occhi sgranati! Giusto il tempo di riprenderci dal meraviglioso incontro che siamo arrivati.
I primi a partire possono già entrare in acqua per riscaldarsi. Anche Paola ed io ci prepariamo per il riscaldamento e iniziamo a fare dei tuffi per rompere il fiato prima del massimale di gara. Riusciamo comunque a seguire la prova del forte atleta russo Sergey Kozunov, che si ferma al settimo lato, forse si è tenuto per la finale. Dopo di lui tocca a Paola e poi a me.
Sono tranquilla, serena, ho delle belle sensazioni. Seguo la prova di Paola, la vedo virare il sesto lato e proseguire, penso che forse stia tirando troppo’ purtroppo la sua uscita mi dà ragione: Paola è in black out. Immergo la testa in acqua, non voglio farmi condizionare, e mi dirigo verso l’atollo di partenza. Prima che mi diano il meno tre guardo se Paola si è ripresa, la vedo seduta, sta bene e mi tranquillizzo.

Il campo gara del JB

Inizia il conteggio dei minuti che mi separano alla partenza, meno tre minuti’ chiedo a Bellodi di passarmi il peso per scendere e inizio la mia ventilazione; meno due minuti’ continuo a respirare e mi sento pronta, inspiro tutta l’aria che posso e m’immergo. Tocco il piattello e inizio a girare sul fondo, mi sento bene, fluida, le contrazioni arrivano tardi, viro il quarto lato e mi concentro a contare le pinneggiate, viro il quinto, sto bene e continuo, viro il sesto e decido di non rischiare e dopo un metro pinzo la molletta e risalgo. Esco bene, capisco di essere stata in parte influenzata dalla prova di Paola, ma sono comunque contenta.
Gli atleti si susseguono sul campo gara. Bella la prestazione della croata Lidija Lilic che vira il settimo lato. Adesso tocca al nostro Michele Tomasi che realizza 135,15m, quasi otto lati. Poco dopo di lui parte Michele Giurgola che arriva a pinzare sull’ottavo lato con una bella prova. Poi è la volta di Francesca che si ferma poco dopo il quarto lato. Ma adesso è il turno di Devrim Cenk Ulusoy, il forte atleta turco campione del mondo in carica. Ulusoy esce un metro dopo l’ottavo lato e non sembra particolarmente affaticato, del resto si è allenato per fare il record del mondo, chissà se ci riuscirà? Ma tocca ancora ad un nostro atleta, Stefano Tovaglieri, che si immerge e inizia il suo percorso, lo vediamo uscire al settimo lato bene, ma dopo un attimo inizia ad avere una perdita di controllo motorio e non riesce a toccare in tempo la testa del giudice. Purtroppo per noi, due atleti italiani sono fuori dai giochi! Ma la gara continua e le atlete più forti devono ancora partire. Infatti la russa Natalia Babich conclude la sua prova a 121,42m; è poi la volta della campionessa del mondo in carica, Karla Fabrio, che esce benissimo dall’ottavo lato. Ultima a partire Derya Can Pamuk, la più forte delle atlete turche, che certamente qui vuole ben figurare. La tensione e le forti aspettative giocano però un brutto scherzo a Derya che esce in black out dopo aver chiuso l’ottavo lato.
Finita la competizione, il caicco riparte e si ritorna tutti in albergo, dove il pomeriggio è libero e lo passiamo a riposarci e rilassarci. Intorno alle cinque vengono finalmente esposte le classifiche e leggiamo con sorpresa che l’atleta croata Karla Fabrio è stata squalificata per aver pinzato la molletta oltre la mano con cui si era attaccata al cavo. Siamo dispiaciuti per lei, ma del resto queste sono le regole. Fra le donne io sono quinta dietro alle due croate, alla russa e ad un’atleta turca, dopo di me un’altra turca e due spagnole. Fra gli uomini Michele Giurgola è secondo dietro al turco e Michele Tomasi terzo; seguono tre croati, un altro atleta turco e il russo. Discutiamo un po’ fra noi le posizioni e le strategie per la finale dell’indomani e infine andiamo a cenare.

Il podio JB femminile

Martedì, 2 settembre 2008
Partenza come sempre alle sette col caicco. Durante il tragitto Bellodi ci massaggia le gambe per sciogliere al meglio i muscoli e prepararli alla prestazione. Mentre mi sta massaggiando lo sento dire: ‘Foca!’. Mi alzo ed eccola di nuovo’ la foca monaca! Chissà che mi porti fortuna!
Arriviamo sul campo gara, io parto per quarta. Inizio a vestirmi per il riscaldamento; l’acqua calda, che certo è stata in parte causa delle sincopi e delle uscite fuori controllo, per me che sono freddolosa, è un’alleata preziosa. Inizio a riscaldarmi, la tensione mi blocca un po’ il diaframma, ma so che è così per tutti.
Prima di me, l’atleta turca Bilge Cingigiray vira il settimo lato, uscendo visibilmente in difficoltà, ma riesce a riprendersi e a toccare in tempo la testa del giudice.
Entro in campo gara, adesso tocca a me; prendo il peso per scendere e inizio la mia preparazione, al meno due m’immergo, tocco il piattello e inizio a girare. Sto bene anche se sento un po’ la tensione, cerco di rilassarmi in acqua contando le pinneggiate e guardando il fondo sotto di me, concludo il primo giro e mi sento ancora bene, proseguo, viro il quinto e poi il sesto lato e decido di continuare, cerco di visualizzare i dentici che pochi giorni prima in Sicilia mi erano venuti all’aspetto mentre stavo pescando, così chiudo il settimo lato, pinzo e risalgo, uscendo bene e contenta da una prova che finalmente ha scacciato tutti i fantasmi del passato, che mi avevano bloccata in tante prestazioni! Sono veramente soddisfatta, ma non credo di riuscire a salire sul podio, le atlete che devono ancora gareggiare sono forti.
L’atleta turca dopo di me conclude la sua prova con una distanza inferiore alla mia, così come una delle atlete croate. Sta partendo l’atleta russa, sicuramente molto forte, ma mentre conclude l’ottavo lato sento gli assistenti gridare e tuffarsi per recuperarla: purtroppo è in black out.
Ultima delle donne a partire è la croata Lidija Lilic, che conclude la prova a pochi metri dall’ottavo lato. E’ la campionessa europea ma io sono terza! E’ la prima medaglia per l’Italia e tutti i miei compagni di squadra mi abbracciano e mi fanno i complimenti. E’ strano, quest’anno che proprio non pensavo di riuscire a vincere una medaglia’ eccola qua! Sono al settimo cielo, la foca monaca allora porta fortuna veramente!
Adesso è il momento di seguire la finale maschile. Primo a partire è il russo Sergey Kozunov, che conclude la sua brillante prova al nono lato. Seguono un atleta turco e tre atleti croati, di questi solo Davor Frenicevic ottiene una prestazione interessante, uscendo a 143,95m. Ma ecco il turno del nostro Michele Tomasi che, tranquillo come sempre, si prepara e s’immerge. Seguiamo con ansia la sua prova, conclude il primo giro, prosegue sempre con la stessa velocità, conclude il secondo giro e continua, vira il nono lato e dopo qualche metro esce, concludendo la sua prestazione a 159,54m. Grande Michele, come sempre!
Non abbiamo il tempo di riprenderci che tocca a Michele Giurgola partire. Siamo un po’ preoccupati: per lui è la prima esperienza importante su un campo di jump blu. Michele parte sicuro, conclude il primo giro e continua, supera anche lui il secondo giro e prosegue fino al nono lato, speriamo tutti che decida di uscire, ma si fa tentare e prosegue ancora per qualche metro’ purtroppo fatale! Michele infatti esce in black out con il nostro sconforto perché, oltre a perdere la gara di jump blu, non potrà partecipare alla gara di dinamica dove era uno dei favoriti. Un vero peccato! Ultimo a gareggiare è il turco Devrim Cenk Ulusoy, siamo tutti in attesa di un suo record, anche se in cuor nostro speriamo che si fermi prima di Tomasi! Devrim parte con un ritmo deciso, conclude i primi due giri senza perdere velocità, vira il nono lato ed esce esultando a 159,54m: record del mondo! Devrim ha mantenuto le promesse e ha fatto quello che si era prefissato, battere il record mondiale in casa. Complimenti! Noi intanto festeggiamo Michele Tomasi che ha conquistato l’argento, la seconda medaglia per il team italiano!
Finita la gara salutiamo il mare e facciamo rotta verso il porto, da domani passeremo all’acqua clorata!
Come al solito nel tardo pomeriggio vengono esposte le classifiche. Il podio femminile è così composto: medaglia d’oro e campionessa europea la croata Lidija Lilic, medaglia d’argento la turca Bilge Cingigiray, medaglia di bronzo Monica Barbero.
Il podio maschile: medaglia d’oro e campione europeo il turco Devrim Cenk Ulusoy, medaglia d’argento Michele Tomasi, medaglia di bronzo il russo Sergey Kozunov.

Monica Barbero

Mercoledì, 3 settembre 2008
Ritrovo alle sette e mezzo per salire sul pullman e andare in piscina a provare la vasca della gara. Più di un’ora di trasferimento e arriviamo davanti ad un hotel da sogno. Si chiama Titanic (speriamo non affondi!!!) ed è a forma di nave, circondato da piscine con grosse gomene che partono dall’albergo a finiscono in acqua a simulare le ancore. Più avanti, oltre un ponticello di legno, c’è una vasca da 50 m, dieci corsie, dove si svolgerà la gara. L’acqua della piscina è molto calda (31°) – forse troppo per gareggiare – in compenso è molto veloce e luminosa. Facciamo un po’ di prove, anche io ne approfitto per nuotare un po’ pur avendo finito di gareggiare, mentre i giudici misurano la vasca (che risulterà essere più corta di 5cm) e testano gli strumenti di misurazione della distanza. Finite tutte le prove si ritorna al nostro hotel e come sempre passiamo il resto del pomeriggio a rilassarci un po’ in attesa degli ordini di partenza della gara di domani. Intorno alle cinque del pomeriggio eccoli, finalmente! Questa volta siamo stati fortunati, i nostri atleti sono fra gli ultimi a partire! Questo consentirà di non forzare troppo e tenersi più freschi per la finale. Dopo la solita ciotola di riso si va tutti a nanna!

Giovedì, 4 settembre 2008
Partenza alle sette e trenta con il pullman. Arriviamo al Titanic e gli atleti cercano di trovare dei posti all’ombra dei pini per ripararsi dal caldo intenso. I giudici iniziano a preparare il campo gara quando ormai i primi atleti iniziano il loro riscaldamento. Io vengo incaricata da Maurizio di fare il fotografo e l’aiuto-assistente per i miei compagni di squadra quando ce ne sia bisogno. Fra i primi a partire c’è il russo Sergey Kozunov che però fallisce la sua prova uscendo a 125, 93m. Purtroppo anche Devrim Cenk Ulusoy, uno fra i favoriti assieme al nostro Michele, esce a soli 126,32m fortemente deluso, probabilmente a causa della troppa tensione per le forti aspettative. Fra le donne, invece, bene Lidija Lilic che conclude la sua prova a 161,04m e Karla Fabrio che, con la sua nuotata lenta e breve, esce perfettamente a 164,46m. Dopo alcune prove un po’ sottotono ecco la bella prestazione del francese Frederic Sessa che lascia il testimone a 196,91m. Importante anche la prova del croato Davor Franicevic che si ferma a 165,03m. Adesso è il turno delle nostre ragazze. Michaela Ravazzolo conclude la sua prova tranquilla a 149,85m, mentre Isabel Rigotti vira il muro dei 150m e si ferma sorridente a 156,50m. Bene anche la russa Svetlana Osipova, al suo esordio in campo internazionale, che conclude a 142,82m, dopo aver fatto venire il fiatone ai giudici per la sua velocità da nuoto-pinnatista. Intanto si prepara Lorenzo Bossi che, dopo essersi ben ventilato, parte e realizza 160,47m. Meno bene Stefano Tovaglieri che si ferma a 141,02m, distanza che non gli consentirà di entrare in finale per pochi metri. Molto buona la prestazione di un altro croato Tomislav Svilicic che esce un po’ in difficoltà a 188,49m riuscendo però a toccare in tempo il piattello. Ma si sta già preparando Michele Tomasi che parte con la sua solita pinneggiata fluida e continua fino ai 175,48m tenendosi un po’ di carburante per la finale. Dopo di lui tocca a Francesca Scolari che lascia il testimone a 141,52, risparmiandosi anche lei per il giorno dopo.
Appena finite le qualifiche della dinamica vengono chiamati gli atleti per le premiazioni del jump blu. Prima le donne. Ci fanno mettere in fila nell’ordine di arrivo e poi con una musichetta trionfale, precedute dalle medaglie portate da una ragazza su un cuscino di velluto, ci avviamo verso il podio tra gli applausi del pubblico. A premiarci il Presidente della Federazione turca, subito dopo l’inno croato con le bandiere come sfondo e le solite foto di rito con medaglia al collo, tutte orgogliose ed emozionate!
Subito dopo tocca agli uomini, anche loro in fila indiana preceduti dalle medaglie e applauditi calorosamente. Premia sempre il Presidente della Federazione turca e poi l’inno turco cantato con orgoglio da tutti gli assistenti e le foto. Però sembrano un po’ meno emozionati, forse sono troppo abituati!!!
Finite le premiazioni si ritorna in albergo. Come sempre nel tardo pomeriggio vengono esposte le classifiche, questa volta senza sorprese. Poi come sempre cena e a dormire presto.

Il podio della dinamica femminile

Venerdì, 5 settembre 2008
Oggi ultimo giorno di competizioni. Si parte alla solita ora. I volti sul pullman sono più tesi, del resto ci si gioca tutto! Arrivati in piscina le prime atlete iniziano a prepararsi, come nel jump blu anche nella finale di dinamica partono per prime le donne. La prima atleta, spagnola, esce prima dei 75m. Dopo di lei tocca alla nostra Francesca Scolari. La seguo nel riscaldamento, è sicuramente tesa, si è allenata duramente per questi europei e vuole ben figurare. Tutto questo però pesa come un macigno sulla prestazione che Francesca, purtroppo, interrompe a 114,65m; sono molto dispiaciuta per lei, rivivo un po’ le mie esperienze passate e so quello che sta provando. Intanto in acqua si sta preparando la russa Svetlana che stupisce tutti con un’ottima prestazione, uscendo a 181.35m, affaticata ma felicissima. Subito dopo è il turno della turca che conclude la sua prestazione a 162,36m. Tocca quindi a Michaela Ravazzolo, anche lei visibilmente tesa, tensione che pure lei si porta in acqua e che la blocca a 119,49m, un vero peccato. Neanche il tempo di abbracciare Michaela che sta già partendo Isabel Rigotti: incrociamo le dita per lei che pinneggia sicura virando i 100m, poi continua e arriva ai 150m, li vira e continua’ 167,05m uscendo facendo una linguaccia! Bravissima Isabel! E’ il momento di due atlete croate molto forti, Lidija Lilic che lascia il testimone a 161,04m e Karla Fabrio. Karla ha già raggiunto i 200m in altre gare e siamo tutti in attesa della sua prestazione. Infatti prosegue oltre i 150m per arrivare a toccare il muro dei 200, ma poco prima dei 190m va in black out sott’acqua e viene prontamente recuperata. Un vero peccato per lei. Alla fine della gara la nostra Isabel è terza e la festeggiamo!
Dopo qualche minuto di pausa inizia la finale maschile, i primi due atleti non hanno prestazioni di rilievo.
Per terzo parte Lorenzo Bossi che si ferma a 172,52m affaticato dall’acqua troppo calda, che ha creato notevoli problemi un po’ a tutti gli atleti. Il francese dopo di lui, Christophe Bruel, unico ad usare le due pinne, esce a 161,62m in forte difficoltà e non tocca il piattello per tempo. Bene invece l’atleta croato Davor Franicevic che lascia il testimone a 191,92m ed esce fortemente affaticato ma contento. Adesso tocca a Tomasi, ci aspettiamo da lui che viri i 200m, ma il caldo ha stancato anche lui che conclude a 194,14m, non soddisfatto anche se è sempre una grande prestazione! Penultimo a partire il croato Tomislav Svilicic che esce a 180,38m, meno che in qualifica. Ultimo il francese Frederic Sessa che, con uno stile perfetto e mantenendo costante la velocità, si ferma a 199,80m (in realtà ha toccato il muro dei 200, ma la piscina era 5cm più corta e quindi 20cm in meno sui 200m), una bellissima prestazione applaudita da tutti. Noi però abbiamo prima festeggiato il nostro Michele, medaglia d’argento.
Dopo circa un’ora di attesa escono le classifiche ufficiali, questa volta con sorpresa! Due atlete, la russa e la croata sono state squalificate, la prima per aver fatto uscire la pinna durante il percorso – cosa consentita solo nei tre metri che precedono e seguono le virate – la seconda per non aver toccato il bordo vasca in partenza.

Il podio della dinamica maschile

La cosa genera un po’ di malumore, a nessuno piace vincere perché l’avversario è stato squalificato per particolari tecnici, però anche la tecnica è una componente della prestazione.
E così la nostra Isabel diventa medaglia d’oro e campionessa europea e Michaela medaglia di bronzo! Seconda la turca Bilge Cingigiray. Il podio maschile invece vede medaglia d’oro e campione europeo il francese Frederic Sessa, medaglia d’argento Michele Tomasi e medaglia di bronzo il croato Davor Franicevic.
Mezz’ora dopo vengono fatte le premiazioni, sempre prima le donne, in fila, sfilano davanti agli atleti. E finalmente sul podio suona l’inno di Mameli cantato da Isabel e Michaela con tanto di mano sul cuore! Brave ragazze!
La premiazione maschile, anch’essa con sfilata, fa invece intonare la marsigliese a tutto il team francese.
Alla fine l’Italia ha conquistato cinque medaglie: un oro, due argenti e due bronzi ed è prima nel medagliere.
Un ottimo bottino! Maurizio Bellodi, Stefano Floris e noi tutti siamo soddisfatti.
La sera a cena sulle tavole degli atleti vengono servite delle magnifiche torte con cui festeggiamo, saltando finalmente la dieta!

Sabato, 6 settembre 2008
L’ultimo giorno di questi europei è stato destinato dall’organizzazione turca a una gita turistica per visitare il sito archeologico di Faselide, sotto le cui rovine era stata disputata la gara di jump blu, con i suoi tre porti, i bagni romani con mosaici, il teatro del II sec. d.C. e l’agorà. Dopo la visita saliamo con la funicolare ai 2365 m del monte Tahtali trovando finalmente un po’ di fresco! Qui mangiamo un pasto a base di specialità turche e poi rientriamo in tempo per giocare un po’ in piscina e prepararci per la cena di gala che chiuderà ufficialmente il campionato europeo.
La sera infatti due pulmini ci portano verso l’interno, fra i boschi, dove sopra la cascata di un fiumiciattolo è stato costruito un ristorante spettacolare, sull’acqua con tante scale che portano a dei tavoli sparsi fra la cascata. Il posto è fresco e particolare, qui mangiamo, brindiamo e alla fine della cena riceviamo i saluti delle autorità e degli organizzatori. L’europeo è concluso!

Domenica, 7 settembre 2008
Giorno di ritorno. Salutiamo la Turchia, che ci ha accolti in tutto il suo splendore.
Prendiamo tutti quanti insieme un volo per Istanbul, da qui poi l’aereo per Roma Fiumicino, dove ci separiamo per volare ognuno verso la propria città. E’ triste salutarsi dopo nove giorni di esperienze intense vissute insieme, che ognuno di noi porterà con sé nel proprio cuore. Ma siamo soddisfatti per ciò che abbiamo realizzato e sicuri di rivederci presto alla prossime gare arricchiti da questa bella esperienza!

Fotografie per gentile concessione di Maurizio Bellodi

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