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Gare Pescasub: A Rovigno è grande Pathos – 2a parte

| 16 marzo 2016 | 0 Comments
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Scirocco e cambiamenti meteo

Le condizioni meteo mutavano di momento in momento in corrispondenza dell’orario di partenza. Le previsioni davano pioggia. Nel giorno della gara si è cominciato con un vento di levante che man mano cambiava in scirocco il che ha causato molte più difficoltà ai barcaioli, i sub sott’acqua stavano al “calduccio” con l’acqua a11 gradi.
Le continue mutazioni comandate da Eolo hanno inciso però sul pesce. In alcune zone non ce n’era più mentre in altre se n’è poteva trovare molto di più di quanto notato il giorno prima. E’ un dato sul quale i sub contano molto.
Dopo la partenza impressionante a pieno gas di 54 imbarcazioni, in verità sei convinto della posizioni che ti eri attribuito pensando alla tattica di gara.
Pochi hanno scelto la zona in alto, verso il Canale di Leme noto fra l’altro per le sue coltivazioni di frutti di mare con un paio di ristorantini niente male che meritano una visita per chi trovasse da quelle parti.

Il podio dopo le premiazioni (foto V. Prokic)

Il podio dopo le premiazioni (foto V. Prokic)

Il grosso dei concorrenti, tornando alla gara, ha scelto di puntare verso il centro o verso la fine della zona di pesca. Qualcuno si è soffermato all’altezza dell’Isola Rossa, un altro paradiso in terra, mentre le posizioni attorno a San Giovanni per tradizione sono tra le più visitate dai sub.
L’inizio non è stato dei più promettenti, un paio di gronghi, due o tre pesci, la quantità e qualità dl bottino di gara è andata aumentando con il passare del tempo anche perché molti concorrenti si sono spostati dalla loro posizione di pesca iniziale, ritornando nelle zone dove di pesce ce n’era.
Livio Fiorentin, ex ct della nazionale croata e tattico del team Škarpina, a fine gara ha rivelato che l’intenzione era di centrare il maggior numero possibile di pesci di specie diverse, il che garantisce un bonus aggiuntivo. Alla quinta ora erano giunti a 8 specie, ma mancava un grongo per raggiungere il limite previsto dal regolamento. Abbiamo incontrato quelli del Pathos mentre portavano in superficie una bella mostela.
Il Luben viaggiava a ritmo turistico mentre il dottor Boris Reinić e il suo Dive in Lovran stavano dando la caccia a delle corvine.
A fine gara il pescato è stato consegnato per la pesatura sulla banchina del marina dell’ACI. A occhio nudo era difficile giudicare chi ne avesse di più ma i “carnet” di Pathos, Škarpina, FNPSA France, Meister e Luben sembravano più ricchi degli altri.

Edizione da record

La squadra di Rijeka (Fiume) ha conquistato il terzo posto (foto V. Prokic)

La squadra di Rijeka (Fiume) ha conquistato il terzo posto (foto V. Prokic)

L’assedio a Rovigno era iniziato una settimana prima dalla data in cui era stata fissata la gara. Come al solito i primi a presentarsi nella città rovignese sono stati francesi e italiani in modo da perlustrare e verificare il campo di gara: cercare nuove posizioni, controllare quelle già note e magari trovarne delle altre.
Abbiamo visto gommoni in giro dall’alba al tramonto zigzagare avanti e indietro, in lungo e in largo sullo specchio d’acqua prospicente la città di Sant’Eufemia, Santa protettrice di Rovigno.
Chi non poteva permettersi nemmeno un momento di relax era Roberto Cafolla, presidente della società di attività subacquee “Croatia apnea”: il celllulare era così bollente che non lo poteva tenere in mano.
Un’iscrizione dietro l’altra, letteralmente è stato bombardato fino a raggiungere la cifra record di 54. Di giorno in giorno la situazione meteo cambiava, con le previsioni che davano vento di levante e scirocco in alternanza.
Così è stato, unico vantaggio la temperatura dell’acqua abbastanza gradevole, 12 gradi, con una visibilità tra gli 8 e i 10 metri.
Unico assente… il pesce. I soliti gronghi e poi tordi pavone, mostele, corvine, orate e saraghi. Pesce vario sì, ma molto irrequieto in continuo movimento. Si poteva dedurre da tutto ciò che il pescato sarebbe stato buono e alla fine, in effetti, solo una squadra si è presentata alla pesatura senza alcuna preda.

Trionfo Pathos

Al sesto posto la squadra DiveIn (foto V. Prokic)

Al sesto posto la squadra DiveIn (foto V. Prokic)

Per lungo tempo in testa alla classifica c’è stato il Team FNPSA France (Philippe Bunel, Jean-Laurent Gardarein e Aurelien Bouzon) con 20.277 punti soprattutto perché sono stati i primi a sottoporsi alle operazioni di pesatura. Una buona fetta di partecipanti è riuscita a rientrare nella fascia tra i 10.000 e i 20.000 punti.
Il team ellenico era vicino alle posizioni di vetta ma dei quattro gronghi catturati solo due erano validi. Se fossero riusciti a completare la quota richiesta dal regolamento avrebbero sorpassato i francesi. Davide Bruni e Lucio Servilliani con uno piccolo scarto di punti si sono dovuti accontentare del quinto posto.
Poi è toccato al Luben presentarsi alla pesatura: alla fine per loro la gioia del sorpasso sui francesi. “La preparazione è stata lunga e impegnativa – ci hanno detto – è durata 9 giorni, ma n’è valsa la pena. Siamo riusciti a trovare una sessantina di pesci. In un’ora e mezza di gara è tutto quello che siamo riusciti a pescare. Lo scirocco ha allontanato l’altro pesce. Ma siamo più che soddisfatti” hanno concluso i ragazzi del Luben.
I più interessati alle operazioni di pesatura erano tre team, quellli che pensavano di possedere le carte in regola, leggi pesci, per poter vincere. Daniel Gospić, Đani Uhač e Livio Fiorentin seguivano i giudici di gara da vicino osservando da sottecchi quelli del Luben.
Una maggiore varietà di pesci ha avvantaggiato lo Škarpina che ha preso così il comando della classifica provvisoria. Ma non per molto visto che il Team Pathos è balzato in testa quasi subito pur avendo una specie diversa in meno.
De Mola, Bisulli e Sciarotta hanno potuto gioire grazie al peso dei loro esemplari. “Con l’arrivo dello scirocco molto pesce si è spostato – ha commentato Gospić, visibilmente soddisfatto – eravamo vicini alla difesa del titolo dell’anno scorso. Quattro pesci ce li siamo letteralmente inventati nel senso che siamo andati giù fino a 24 metri. Tra preparazione e gara abbiamo dato il massimo, e va bene così”.

Tra i partecipanti non sono mancati i giovani (foto V. Prokic)

Tra i partecipanti non sono mancati i giovani (foto V. Prokic)

Il team Pathos ha dedicato cinque giornate alla verifica della zona di pesca. Giacomo De Mola ha debuttato a Rovigno mentre Bisulli e Sciarootta possono considerarsi dei veterani della Coppa Città di Roviigno.
Bisulli, va detto, è spesso ospite della città di Sant’Eufemia in via personale per battute di pesca personali. “Beh non è lo stesso, c’è una bella differenza tra gara e pesca personale. La sensazione al via quando ti trovi a competere con altre 53 squadre è difficile da raccontare: è adrenalina pura. Pensavamo di avere 5-6 tordi neri sicuri nei luoghi dove li avevamo visti nei giorni precedenti. Invece lo scirocco ha fatto muovere il pesce. – ha raccontato Igor Bisulli – Nell’ultimo tuffo abbiamo cercato di prendere una scorfano, che però non c’era, fortuna ha voluto che abbiamo incontrato una mostella”, ha aggiunto ancora Bisulli.
“Le abbiamo provate tutte, dai 2 ai 27 metri di profondità. È stata una prova impegnativa che ha messo a dura prova le nostre capacità fisiche. Una vittoria di squadra, prima di tutto, direi”, ha concluso Sciarotta a fine gara.

Futuro incerto

Un premio è andato anche all'unica donna partecipante (foto V. Prokic)

Un premio è andato anche all’unica donna partecipante (foto V. Prokic)

Edizione record, con organizzatore il club Croatia apnea e il suo alfiere Roberto Cafolla, con il supporto dell’azienda Maistra e l’appoggio tecnico delll’ACI Marina, nonché sponsor di prestigio come Omer, Dive In, Triton e Zero.
Tutto questo tuttavia potrebbe non bastare per il futuro che non si presenta sicuro come conferma Roberto Cafolla.
“Sono soddisfatto di come è andata – dice prima di tutto – per questa manifestazione è necessario un enorme dispendio di forze a livello umano. La Coppa Città di Rovigno è una gara importante e seria. C’è grande entusiasmo tra i partecipanti, ma anche il pressing sull’organizzazione è notevole, a iniziare dal primo team che arriva per le perlustrazioni, fino all’ultimo che lascia Rovigno a fine gara.
Se Maistra dovesse iniziare i lavori di demolizione e ricostruzione dell’albergo Park con l’annesso circolo nautico è chiaro che l’edizione 2017, almeno in questo momento, è sotto un grande punto interrogativo”.
“Vedremo cosa ci riserverà il futuro – continua Cafolla – ma sarebbe molto difficile se si perdesse questo tipo di infrastruttura. Tenterò di fare qualcosa affinché la nostra Coppa venga organizzata anche l’anno a venire. È troppo presto per parlarne, vedremo più in là. A un tipo di organizzazione di questo livello bisogna concedersi anima e corpo. Forse è giunto il tempo di tirare i remi in barca proprio quando la manifestazione è al top e poi vorrei anche gareggiare un po’. Per ora la prossima edizione dell’appuntamento rovignese è incerta” ha concluso amaramente Cafolla, che è riuscito nonostante tutto a ritagliarsi due ore per andare in acqua con la squadra del Rovinj Sub.
Dopo la premiazione e la cena, la festa a Rovigno è continuata allo Skipper Bar. Un party indimenticabile per tutti i partecipanti che non credono possa essere l’ultima volta a Rovigno…

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Gare Pescasub: A Rovigno è grande Pathos – 2a parte scritto da Valentina Prokic media voto 2.7/5 - 3 voti utenti

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Category: Agonismo, Pesca in Apnea

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